di Mauro Palma
treccani.it, 12 maggio 2026
I numeri dicono molto nel descrivere l’attuale situazione del in Italia, in particolare il suo affollamento e il ritmo di crescita della popolazione ristretta, spesso per reati minori. Ma non dicono tutto. Si può partire allora proprio da ciò che non dicono. Il non detto è la cultura che aggrava quei numeri e che è sottesa ai più recenti provvedimenti sulla vita all’interno di quei muri e al significato a essa attribuito. Perché spostano l’asse dell’esecuzione penale dalla costruzione di un percorso per il ritorno all’esterno all’imposizione di una penitenza meritata. Sta sempre più affermandosi, infatti, e si riflette spesso anche nelle parole di alcune persone che hanno responsabilità istituzionali, la cultura della chiusura, della durezza del castigo inevitabile e dovuto, anche buttando le chiavi, del limite prospettico rivolto all’oggi e dentro, senza uno sguardo verso il domani e fuori.
Nel Decreto Sicurezza priorità all’espulsione di detenuti, ma ci sono i “paletti” della Costituzione
di Maurizio Troccoli
umbria24.it, 12 maggio 2026
La nuova regola rischia di incidere direttamente sui percorsi di recupero e reinserimento sociale previsti dall’ordinamento penitenziario italiano. Il decreto Sicurezza accelera le procedure di espulsione per alcuni detenuti stranieri e cambia i tempi con cui i magistrati dovranno decidere sui provvedimenti. La novità riguarda i casi di ingresso clandestino, permanenza irregolare sul territorio italiano senza permesso di soggiorno oppure appartenenza alle categorie considerate socialmente pericolose. La norma prevede che il magistrato di sorveglianza debba decidere sull’espulsione entro 15 giorni, dando priorità a questa pratica rispetto alle altre richieste presentate dal detenuto.
di Piero Sansonetti
L’Unità, 12 maggio 2026
La politica repressiva del governo ha portato a un fortissimo aumento del numero dei carcerati. I reati non sono diminuiti ma il numero dei detenuti è aumentato. Oggi le prigioni sono luoghi terribili, del tutto incivili. Il sovraffollamento in molte carceri supera il 150 per cento. Le condizioni dei prigionieri sono lontane da tutti i principi stabiliti dalla nostra Costituzione. Recentemente ci sono stati altri tre suicidi. Nell’ultimo anno i carcerati sono aumentati di 2000 unità, superando la linea record di 64mila su circa 46mila posti disponibili. Ma quel che è più grave è che nell’ultimo mese il trend si è impennato: 440 detenuti in più rispetto al mese precedente.
di Elisabetta Soglio
Corriere della Sera - Buone Notizie, 12 maggio 2026
Nasce il “Movimento italiano diritti detenuti”: intelligenza artificiale anche per fine pena e lavoro esterno. Atenei e non profit. L’associazione fondata da Giulia Troncatti, il Comitato scientifico con Statale e Cattolica. L’intelligenza artificiale al servizio dei diritti umani di chi è in galera. Per scrivere istanze, calcolare cumuli di pena, magari non perdere possibilità di lavoro: via maestra di reinserimento per il singolo, di sicurezza per tutti. Specie pensando a quanti - sempre di più - non hanno soldi per pagarsi un avvocato attento a queste cose visto che quello d’ufficio, fatto il processo, di rado se ne occupa.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 12 maggio 2026
La senatrice dem: con il decreto Caivano repressione senza prevenzione. Le ronde punitive di giovanissimi che odiano gli stranieri sembrano solo l’ultima frontiera di un fenomeno in crescita: la violenza giovanile. Il governo Meloni ha usato la mano pesante con il decreto Caivano, che ha avuto come effetto quasi immediato l’aumento di adolescenti negli istituti minorili. Andrea Ostellari, sottosegretario leghista alla Giustizia, ieri rivendicava su questo giornale: “C’è un’esigenza molto precisa, che è quella di tutelare i ragazzi, toglierli dalla strada e dalle mani di quei criminali che li utilizzano per commettere reati”.
di Irene Famà
La Stampa, 12 maggio 2026
Andrea Ostellari, Sottosegretario alla giustizia: “I ragazzi sono privi di punti di riferimento, bisogna prevenire e pensare a spazi di aggregazione oltre a monitorare i social dove passano messaggi sbagliati” Il senatore leghista Andrea Ostellari, sottosegretario al ministero della Giustizia, ne è convinto: “I ragazzi devono essere al centro dell’agenda politica”. Insomma: “Prima i giovani”.
di Antigone, Defence for Children Italia, Libera
antigone.it, 12 maggio 2026
Da maggio a novembre 2026 oltre 150 esperti impegnati in un percorso nazionale per ripensare il sistema minorile italiano e contrastare la deriva repressiva. Prenderanno il via nei prossimi giorni gli Stati Generali della giustizia minorile, un percorso nazionale promosso da Antigone, Defence for Children Italia e Libera per aprire una riflessione ampia e condivisa sul presente e sul futuro della giustizia minorile in Italia. L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che il sistema della giustizia minorile italiana stia attraversando una fase di profonda crisi. Un modello che per decenni è stato considerato all’avanguardia in Europa per il suo approccio educativo, la centralità dei percorsi di reinserimento e la residualità della detenzione, sta progressivamente cedendo il passo a una logica sempre più repressiva e punitiva.
di Mattia Feltri
La Stampa, 12 maggio 2026
L’abbiamo scritto un milione di volte qual è il malcostume della stampa italiana, molto solerte nel riportare gli arresti, gli avvisi di garanzia, le ipotesi d’accusa, già dedita in modo più intermittente all’andamento dei processi, decisamente distratta nel dare notizia di archiviazioni e assoluzioni. E cioè: grande spazio quando sei nei guai, e nessuno spazio quando ne esci. La soluzione suggerita da Enrico Costa (capogruppo di Forza Italia alla Camera), con una legge che sarà votata lunedì e che impone ai direttori di assegnare agli innocenti la stessa rilevanza che ebbero da indagati o da imputati, è motivata dalle migliori intenzioni, ma è vittima della solita pretesa italiana di introdurre per legge i buoni comportamenti.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 12 maggio 2026
Il centrodestra non ha alcuna intenzione di rimangiarsi la riforma garantista del 2023 contro la pratica delle intercettazioni a strascico, nonostante l’allarme lanciato dal procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo nei giorni scorsi. Con una lettera inviata al Guardasigilli Carlo Nordio, al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e alla presidente della commissione Antimafia Chiara Colosimo - lettera poi finita magicamente sulle pagine del Corriere della sera - Melillo ha denunciato che l’effetto della riforma delle intercettazioni (varata dal governo nell’agosto 2023) “si è rivelato oltremodo grave e allarmante, in ragione dell’obiettivo arretramento della linea di efficacia delle investigazioni in materia di criminalità organizzata e terrorismo”.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 12 maggio 2026
Da correggere i punti più critici delle ultime riforme processuali. Benefici penitenziari più accessibili. Arriva anche dall’avvocatura un’agenda delle riforme possibili in questo scorcio di legislatura. In un documento che ha costituito la bussola del confronto con il ministro della Giustizia Carlo Nordio il Cnf delinea le priorità, all’insegna del realismo, per i prossimi mesi. In una cornice che soprattutto nel civile, ma anche nel penale, dovrebbe recuperare margini di oralità per un contraddittorio rafforzato, dal Cnf arriva la proposta di rivitalizzare l’ordinanza civile di accoglimento. La concessione di un provvedimento interinale che anticipi gli effetti dell’accoglimento ha senz’altro, osserva la proposta, una notevole utilità.
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