di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 11 giugno 2026
I dati elaborati da sovraffollamentocarcerario.it mostrano il divario tra capienza teorica e posti realmente disponibili. Il piano carceri del governo prevedeva 5.739 nuovi posti nel corso di quest’anno. Ma i posti effettivamente disponibili, dall’inizio del 2025 ad oggi, sono diminuiti di 537 unità rispetto al punto di partenza. Non aumentati: diminuiti. L’8 giugno è una data che nei bollettini ufficiali del Ministero della Giustizia non compare. Ma chi segue il sistema penitenziario italiano sa già cosa è successo quel lunedì: il tasso di affollamento reale delle carceri italiane ha valicato il 140 per cento. A registrarlo è il sito sovraffollamentocarcerario.it, progetto del giornalista investigativo e ricercatore di dati Marco Dalla Stella, che da ottobre 2024 aggiorna ogni giorno i numeri che lo stesso Ministero pubblica sulle schede di trasparenza degli istituti, ma che nessuno aveva mai messo insieme in modo così sistematico e pubblicamente accessibile.
di Angela Stella
L’Unità, 11 giugno 2026
“L’emergenza è cronica ma dal 2022 è peggiorata. Migliaia di persone sono sottoposte a trattamenti inumani, non si può chiudere gli occhi solo perché si tratta di autori di reato. Liberiamo chi è prossimo al fine pena e ha un percorso positivo”. Gian Luigi Gatta, Ordinario di Diritto penale presso l’Università degli Studi di Milano e Presidente dell’Associazione Italiana dei Professori di Diritto Penale, siamo alla soglia di una estate rovente. La situazione delle carceri è disastrosa. Il ministro Nordio sostiene che si tratta anche di una situazione ereditata dai precedenti Governi. L’emergenza-carcere è da tempo cronica ma la situazione è molto peggiorata negli ultimi anni.
di Emilio Minervini
Il Dubbio, 11 giugno 2026
Approvato in prima lettura al Senato il disegno di legge che consente ai detenuti tossicodipendenti e alcoldipendenti che aderiscono a un programma di recupero di scontare la pena ai domiciliari. Il testo del provvedimento passa ora all’esame della Camera. I sei articoli del provvedimento delineano un regime particolare di detenzione domiciliare e una procedura di definizione anticipata del processo a seguito dell’adesione da parte del detenuto a programmi di cura. La tipologia di percorsi previsti dalla norma è stata ampliata nel corso dell’esame del provvedimento e sono stati inclusi anche quelli semiresidenziali e le strutture pubbliche del Servizio sanitario nazionale.
di Valter Vecellio
huffingtonpost.it, 11 giugno 2026
Doveva rivoluzionare la giustizia, invece tutto è come prima, anzi peggio. Basta pensare alle carceri, sovraffollate come non succedeva da tempo, anche di cimici e di zecche. Quando è lo Stato a essere fuori dalla legalità costituzionale. Si dice che le buone intenzioni siano il pavimento delle strade dell’inferno. Non buone, ma ottime erano le intenzioni del ministro della Giustizia, Carlo Nordio: responsabilità civile dei magistrati, riforma della custodia cautelare, separazione delle carriere del giudice e del pubblico ministero; riduzione del potere delle correnti. Un programma di ammirevole coerenza liberale, riformatrice, radicale. Tre anni e mezzo dopo, un bilancio: il referendum sulla separazione delle carriere - la bandiera e il cuore del progetto - bocciato anche per clamorosi, inescusabili errori del ministero e della maggioranza. Su tutto il resto, silenzio, indifferenza. Inerzia colpevole.
di Pietro Menzani
Il Sole 24 Ore, 11 giugno 2026
Per i sindacati, i contenuti del decreto legge in materia di giustizia varato dal Consiglio dei ministri costituiscono “un attacco gravissimo al sistema della contrattazione collettiva e, con esso, alla democrazia sindacale”. In una nota congiunta indirizzata al ministro della Giustizia Carlo Nordio e al viceministro Paolo Sisto, Unsa Confsal, Cisl Fp, Confintesa Fp, Uilfp Giustizia e Flp hanno richiesto la convocazione urgente di un tavolo di confronto, minacciando il ritiro della sottoscrizione del CCNI sulle famiglie professionali del 29 aprile 2026.
di Giulia Merlo
Il Domani, 11 giugno 2026
Il testo prevede che, se un ufficio giudiziario ha diffuso una comunicazione sulle indagini preliminari, sarà poi tenuto ad adottare “successivi comunicati di aggiornamento in presenza di archiviazioni, revoche, annullamenti, proscioglimenti, secondo criteri di tempestività, visibilità e proporzionalità informativa rispetto alla comunicazione iniziale”. Dopo un plenum fiume, il Consiglio superiore della magistratura ha approvato le nuove linee guida sulla comunicazione degli uffici giudiziari, che aggiornano quelle precedenti alle nuove previsioni legislative in materia di presunzione di innocenza. La votazione, due volte rinviata, è stata molto complessa: inizialmente approvato all’unanimità in commissione, il testo ha poi subìto uno stop in seguito alle polemiche sui giornali che hanno sollevato il timore che potesse diventare una sorta di bavaglio.
di Simona Musco
Il Dubbio, 11 giugno 2026
Sancito il diritto alla reputazione. I consiglieri: non è un auto-bavaglio. Bocciato il tentativo di Area di riscrivere le regole. Nessun autobavaglio. Nessuna autocensura. Dopo giorni di tensioni e polemiche, il Csm ha approvato le nuove linee guida sulla comunicazione giudiziaria, destinate a rafforzare la tutela reputazionale delle persone coinvolte nei procedimenti, limitare il ricorso alle conferenze stampa e introdurre l’obbligo di aggiornare le informazioni diffuse dagli uffici sugli sviluppi delle indagini e dei processi. Il testo è passato con quattro voti contrari e tre astensioni, sostanzialmente nella sua formulazione originaria, con i correttivi proposti da Unicost, dalla consigliera di Md Mimma Miele, dall’indipendente Roberto Fontana e dal procuratore generale.
di Paola Pagnanelli
Il Resto del Carlino, 11 giugno 2026
Sos di Giulianelli: a Montacuto dodici in una cella dormivano per terra, suicidio sventato a Pesaro “Tanti progetti per i detenuti, ma senza un ambiente adeguato l’opera di rieducazione è difficile”. “Tra sovraffollamento e strutture vetuste, la situazione nelle carceri marchigiane è pessima”. Non fa giri di parole l’avvocato Giancarlo Giulianelli, confermato per il secondo quinquennio garante regionale per i diritti. “A parte l’isola felice del Barcaglione - aggiunge -, sto avvertendo in numerosi contesti delle criticità. Sono già intervenuto al dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e al ministero, perché alcune situazioni si risolvessero in tempi brevi. In particolare, ci sono carenze strutturali a Fermo e Montacuto, ma non solo lì”.
certastampa.it, 11 giugno 2026
Se è morto in carcere, la colpa è dello Stato e della Asl. A otto anni dai fatti arriva una svolta giudiziaria sulla morte di un detenuto aquilano di 37 anni, trovato senza vita all’interno della casa circondariale di Chieti il 23 aprile 2018. La Corte d’Appello civile dell’Aquila ha infatti riformato integralmente la decisione di primo grado, accogliendo le richieste avanzate dai familiari dell’uomo e riconoscendo precise responsabilità a carico delle amministrazioni coinvolte. Come racconta il Messaggero, con la nuova sentenza, il Ministero della Giustizia e la Asl Lanciano-Vasto-Chieti sono stati condannati in solido al risarcimento dei danni nei confronti dei parenti della vittima, per un importo complessivo vicino ai 600 mila euro.
agi.it, 11 giugno 2026
Una delegazione di +Europa ha fatto visita alla Casa circondariale di Padova per incontrare i detenuti. In seguito, il colloquio con la direzione del carcere in cui si sono affrontati varie tematiche, tra cui il sovraffollamento dell’istituto. Sovraffollamento delle carceri, criticità del sistema penitenziario. Una delegazione di +Europa in visita alla casa circondariale di Padova per vedere e constatare di persona la situazione. All’interno l’incontro con i detenuti e con il personale di polizia penitenziaria e poi il confronto con la direzione dell’istituto penitenziario. Tante le tematiche affrontate, tra cui il problema del sovraffollamento.
- Augusta (Sr). La missione di Gelardi: educare i detenuti al bello
- Milano. InGalera, oltre il ristorante: la sfida di raccontare davvero il carcere
- Roma. A Rebibbia pranzo “al fresco” con pasta fatta da detenute
- Bari. All’istituto “Fornelli” i giovani detenuti attori nello spettacolo “Traggiche criature”
- Roma. Califano per i detenuti: la musica e la band del Califfo nel carcere di Civitavecchia










