Ristretti Orizzonti, 22 agosto 2026
Continuiamo la rubrica "Intorno al tavolo di Ristretti". Pubblichiamo oggi alcune riflessioni di Tommaso Romeo, detenuto in Alta Sicurezza a Oristano, ma anche redattore di Ristretti Orizzonti. Perché mi sento più “fortunato” di tanti detenuti di Alta Sicurezza, di Tommaso Romeo
Mi sento più fortunato di tanti altri: sentire dire questa frase da un ergastolano con alle spalle più di 30 anni di detenzione, può suonare strano. Ma per me è proprio così, perché la mia grande fortuna è stata quella di diventare padre prima del mio arresto. Oggi sono pure nonno di cinque nipoti, gioie della vita che molti ergastolani non hanno potuto provare.
di Vincenzo Donvito Maxia*
imgpress.it, 21 agosto 2026
Oggi entra in vigore la legge sulla detenzione domiciliare per i detenuti con problemi di dipendenza da droghe o alcol, una misura definita “epocale” dal ministro della Giustizia Carlo Nordio e criticata dal procuratore Nicola Gratteri come un “indulto mascherato”. La legge consente a una determinata categoria di detenuti di scontare la pena in strutture terapeutiche residenziali o semiresidenziali. In generale, la pena residua non può superare gli otto anni, limite che scende a quattro per alcuni reati più gravi. Per accedervi occorre documentare la dipendenza, presentare un programma terapeutico e dimostrare il collegamento tra questa e il reato commesso. Il tribunale deciderà considerando se il percorso possa favorire il recupero e ridurre il rischio di nuovi reati.
di Luca Sofri
ilpost.it, 21 agosto 2026
È entrata in vigore e il governo l’ha presentata come un “provvedimento epocale”, ma così com’è basterà per poche centinaia di persone. Oggi, venerdì 21 agosto, è entrata in vigore la legge per concedere i domiciliari ai detenuti con dipendenze da sostanze e da alcol, facendoli così uscire dal carcere. Fa parte del piano del governo per risolvere il problema del sovraffollamento in carcere ed è stata approvata a fine luglio: almeno per ora però ha a disposizione pochi soldi, ampiamente insufficienti per garantire la detenzione domiciliare alle persone che secondo il governo dovrebbero goderne.
di Dario Del Porto
La Repubblica, 21 agosto 2026
Entra oggi in vigore la legge che consente ai detenuti tossicodipendenti o alcolisti di scontare ai domiciliari in una comunità terapeutica le condanne residue fino a 8 anni di reclusione, quattro in caso di reati più gravi. Per il ministro della Giustizia Carlo Nordio è una riforma “epocale” di cui potranno beneficiare circa diecimila reclusi. Non è d’accordo invece il procuratore di Napoli Nicola Gratteri che parla di “indulto mascherato”. Nel suo ufficio, all’ottavo piano del grattacielo del Centro direzionale, il magistrato da più di trent’anni sotto scorta per le sue indagini sulla ‘‘ndrangheta sfoglia il testo con le nuove norme e avverte: le mafie potrebbero sfruttarle a proprio favore.
di Federico Ferraù
ilsussidiario.net, 21 agosto 2026
Il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto difende l’operato del governo Meloni sul tema delle carceri, sia sul piano dei nuovi spazi di reclusione sia su quello del reclutamento del personale penitenziario. E cita un incremento delle misure alternative pari a 12mila unità nei primi mesi del 2026. Il problema semmai riguarda la sanità carceraria, che “una parte non secondaria delle Regioni considera una sanità minore, di serie B”. Sisto interverrà oggi al Meeting di Rimini sul tema “La vita oltre il muro. Come far fiorire speranza in carcere”. Il Sussidiario ha parlato con lui anche di femminicidio, imputabilità dei minori, confronto con la magistratura, nuove riforme e sicurezza. Sisto respinge l’accusa di una stretta securitaria non dettata dalla realtà, perché “siamo di fronte a un drammatico aumento della delinquenza minorile. I numeri sui reati in calo ci danno ragione”.
di Franco Corleone
L’Espresso, 21 agosto 2026
Un paese devastato, senza senso morale, in cui l’istituto della grazia invece che come segno di umanità, di generosità e di riconciliazione, viene usato come una clava con lo scopo evidente di picconare le istituzioni e in particolare la presidenza della Repubblica. Il caso Minetti si era fortunatamente risolto senza sconquassi, ma ora la vicenda del gioielliere Roggero è esplosa in maniera sgangherata e incontenibile. La richiesta ultimativa di una grazia irrituale da parte non della famiglia (che sarebbe comprensibile) ma di Salvini, Vannacci e compagnia cantando non sorprende perché è iniziata la gara a chi la spara più grossa; colpisce la rivendicazione della presidente del Consiglio, ad avere spinto il ministro della Giustizia a un passo contro la prerogativa esclusiva di Mattarella.
di Fabrizio Costarella e Cosimo Palumbo*
Il Dubbio, 21 agosto 2026
C’è un confine che una democrazia costituzionale non dovrebbe mai smettere di presidiare: quello tra la sicurezza e il controllo. Un confine che diventa ancora più delicato nel momento in cui lo Stato dispone di strumenti tecnologici capaci non soltanto di osservare ciò che accade, ma di identificare, classificare e selezionare le persone attraverso enormi quantità di dati. La polizia predittiva rappresenta uno degli esempi più significativi di questa tendenza. Attraverso sistemi informatici capaci di incrociare una quantità enorme di informazioni, l’obiettivo dichiarato è individuare fattori di rischio e prevenire determinati fenomeni criminali.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 21 agosto 2026
Continuano le polemiche dopo la morte della 39enne uccisa a ferragosto, Nordio valuta di mandare gli ispettori a Venezia. E la Lega lancia “Ponte sicuro 72 ore”. Soltanto da Ferragosto, in Italia, si contano sei casi di donne uccise per mano del proprio partner o dell’ex. Ma è la morte di Tania Terrin, la 39enne strangolata nella notte di metà agosto dall’ex compagno, a diventare un fatto politico. E ad innescare le polemiche attorno al fenomeno del femminicidio, che non è più soltanto una parola ma un reato autonomo per il quale è previsto l’ergastolo. Negli ultimi mesi se ne è parlato tanto, e non soltanto per le uscite del generale Vannacci, che vorrebbe abolire la nuova fattispecie e rifare il “patriarcato mediterraneo”.
di Giovanna Cosenza*
Il Fatto Quotidiano, 21 agosto 2026
Di fronte all’ennesima dimostrazione dell’incapacità di raccontare la violenza di genere senza cadere nella pornografia del dolore, la mia proposta è drastica: smettere di parlarne. Sei donne uccise in pochi giorni, dal Veneto a Roma, dalla Calabria alla Sardegna. E anche stavolta, purtroppo, come accade per ogni femminicidio, il luna park mediatico ha azionato le solita giostra: dettagli morbosi sull’aggressione, interviste da cui emerge che “sembrava una persona tranquilla”, l’immancabile saccheggio di foto sui social. Di fronte all’ennesima dimostrazione dell’incapacità di raccontare la violenza di genere senza cadere nella pornografia del dolore, la mia proposta è drastica: smettere di parlarne.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 21 agosto 2026
La Cassazione ha rinviato gli atti al magistrato di sorveglianza di Bologna dopo il no del carcere e del giudice. Aveva richiesto un libro curato dai Monaci benedettini di Montecassino, “La medaglia di San Benedetto” (Editrice Shalom), ma il direttore del carcere di Parma ha negato il permesso. Protagonista è Antonio Piromalli, boss della ‘ndrangheta detenuto al 41bis, che dopo essersi visto negato la richiesta ha presentato ricorso tramite il suo legale al magistrato di sorveglianza di Reggio Emilia. Il giudice però, come riferito dal Corriere della Sera, aveva dato ragione al carcere e torto a Piromalli, “non riscontrandosi un pregiudizio all’esercizio dei diritti del detenuto e rilevandosi nel provvedimento dell’autorità penitenziaria congrua motivazione in ordine al rischio che il detenuto potesse coltivare i contatti con l’organizzazione avvalendosi di riferimenti a simboli e a testi sacri come aveva fatto in passato”.
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- Perugia. Il Garante Pensi: “Struttura inadeguata, agenti a rischio e detenuti senza cure”










