di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 28 luglio 2026
Ci sono due affermazioni dentro le parole del procuratore di Palermo Maurizio de Lucia che vanno tenute separate. La prima è la fotografia del sistema penitenziario italiano: sovraffollamento, assenza di assistenza ai condannati, tossicodipendenti che non dovrebbero stare in cella. Su questo non c’è nulla da dire, i numeri gli danno ragione. E l’inerzia del governo è evidente. La seconda è la conclusione: “Le carceri non sono più sotto il controllo dello Stato”, e “il controllo dei penitenziari appartiene solo alle organizzazioni criminali, che vogliono lasciare le cose per come sono”. Qui il discorso cambia natura, perché rischia di amplificare alcuni aspetti che però non hanno nulla a che fare con il mancato controllo da parte dello Stato.
di Stefano Giordano*
Il Riformista, 28 luglio 2026
“Le carceri non sono più sotto il controllo dello Stato”, dice il procuratore di Palermo Maurizio De Lucia. “È lui che ha perso il controllo di sé stesso”, replica il ministro Carlo Nordio, accusandolo di offendere l’intero corpo della Polizia penitenziaria. Due allarmi veri e un solo errore, in comune: essersi parlati attraverso i giornali. De Lucia non parla a vanvera: dalle celle partono ordini, estorsioni, perfino acquisti di munizioni, e proprio in questi giorni una lettera di Nino Madonia, detenuto al 41-bis, è arrivata sulla scrivania della presidente aggiunta dei gip di Palermo, Antonella Consiglio, scavalcando i filtri del Dap.
di Francesco Patanè
La Repubblica, 28 luglio 2026
Coro di solidarietà al procuratore dopo l’attacco del ministro per le dichiarazioni sugli istituti di pena in mano a Cosa nostra. L’appuntamento è per oggi alle 10,30 a Roma nella sede della Commissione parlamentare antimafia. Il procuratore di Palermo Maurizio de Lucia parlerà per la prima volta dopo le sue dichiarazioni sulla situazione delle carceri “in mano alla criminalità organizzata” che hanno scatenato la reazione del ministro della Giustizia Carlo Nordio. L’audizione, programmata prima della polemica sulle carceri, verte sulla situazione della criminalità organizzata a Palermo e nel territorio di competenza della Direzione distrettuale antimafia che de Lucia dirige. Una relazione che contiene per forza di cose il capitolo carceri, soprattutto alla luce delle ultime indagini palermitane.
di Teresa Olivieri
Italia Oggi, 28 luglio 2026
Il consigliere Cnel e presidente del Segretariato per l’inclusione sul progetto Recidiva Zero. Oggi il sistema penitenziario italiano affronta una realtà complessa: circa due detenuti su tre (oltre il 60-70%) ricadono nel reato una volta scontata la pena se non hanno intrapreso percorsi qualificanti. Un circolo vizioso che incide sul sovraffollamento degli istituti e sui costi della collettività. “Ma le statistiche evidenziano un dato di svolta: laddove si strutturano percorsi effettivi di formazione, studio e lavoro dignitoso, il tasso di recidiva crolla drasticamente fino al 2%”, dice Emilio Minunzio, Consigliere CNEL e Presidente del Segretariato Permanente per l’inclusione economica, sociale e lavorativa delle persone private della libertà personale.
di Andrea Colombo
Il Manifesto, 28 luglio 2026
Le leggi emergenziali, i continui decreti sicurezza, pesano e nella maggioranza fioccano le ipotesi di nuove norme contro “i violenti”, categoria elastica, estensibile a piacere. Ma pesa anche di più il condizionamento che si riesce a esercitare con pressioni martellanti, ai confini del ricattatorio e oltre. Quel condizionamento non richiede necessariamente leggi scritte, però, quando si tratta di mettere all’indice la libertà di manifestare, è persino più micidiale. Lo sa perfettamente la premier Giorgia Meloni, che ieri con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi si è recata in Val di Susa, nel cantiere di Chiomonte, per portare di persona la solidarietà alle forze di polizia reduci dagli scontri di sabato scorso.
di Simona Musco
Il Dubbio, 28 luglio 2026
Legittima difesa e imputabilità dei minori, gli esperti contro la “furia” penalistica: “La sicurezza non si costruisce oltre i limiti della Costituzione”. Quando la risposta dello Stato ai fenomeni criminali smette di misurarsi sui principi costituzionali per inseguire la pancia del Paese, lo Stato di diritto smette di essere tale. È il monito che arriva dal mondo dell’accademia e dalla magistratura specializzata di fronte alla furia iper-punitiva dell’esecutivo, pronta a scardinare persino le garanzie del processo minorile risalenti al Codice Rocco del 1930 e a trasformare la legittima difesa in giustizia privata.
di Monica Guerzoni
Corriere della Sera, 28 luglio 2026
La questione della presa di distanza dai violenti in Val di Susa. De Pascale: “Quella roba non ci appartiene”. Gualtieri e il modello di sicurezza democratico. Il tema della sicurezza non è di destra, non può essere lasciato soltanto alla destra. A sinistra sembrano averlo finalmente capito, ma è un risveglio lento, tardivo, sofferto. Il sindaco Beppe Sala condanna la guerriglia in Val di Susa come l’”atto criminale” di chi ha voglia “della violenza per la violenza”. E mentre si duole perché alla sua parte politica viene data “un po’ la colpa di essere indulgente nei confronti di alcune manifestazioni violente”, fa luce su uno dei tanti coni d’ombra che rendono non sempre limpida la posizione del Campo largo, o progressista che sia: “Io non credo che noi a sinistra siamo indulgenti. Ecco, dobbiamo stare attenti a non rischiare di mostrarlo”.
di Adriano Sofri
Il Foglio, 28 luglio 2026
Parlare dell’ultima rivolta nell’istituto penitenziario di Viterbo è assolutamente necessario, ma non dimentichiamoci la tragedia che nel frattempo si consumava in un’altra sezione della struttura. Non mi ricordo più - niente, mi ricordo più - dov’era un passo ironico di Mark Twain, da Huck Finn, probabilmente, uno di quelli per cui oggi qualche scemo lo vorrebbe censurare, che suonava più o meno così: c’era stato un incidente a bordo del battello sul Mississippi, per fortuna senza vittime, solo qualche danno materiale e un paio di negri morti.
di Letizia Conti
civonline.it, 28 luglio 2026
Investigatori al lavoro sull’incendio che ha causato 23 intossicati e sul detenuto suicida. Una doppia indagine per l’incendio divampato sabato sera in carcere e il suicidio di un detenuto nelle ore successive. Il rogo ha causato l’intossicazione di 23 persone tra detenuti e agenti, tra cui il comandante della Penitenziaria. Per quanto riguarda il detenuto, invece, pare che fosse tra i i 10 indagati per la rissa in cui è stato colpito a morte Mohamed Chaanoun. Si chiamava Abdelkabir Talha, di origini marocchine, ed è stato trovato impiccato alla sua cella, in una sezione diversa da quella interessata dall’incendio. A lui sarebbero stati contestati i reati di rissa aggravata dalla morte di una persona e concorso in omicidio volontario.
bergamonews.it, 28 luglio 2026
L’europarlamentare Giorgio Gori e i consiglieri regionali bergamaschi del Partito Democratico Davide Casati e Jacopo Scandella lunedì mattina hanno visitato la Casa circondariale di Bergamo nell’ambito della campagna promossa dal Pd Lombardia dedicata alla situazione delle carceri. “Dalla visita - affermano i dem - emerge un quadro di forte disagio, che riguarda tanto le persone detenute quanto il personale che ogni giorno garantisce il funzionamento dell’istituto. Il dato più evidente è quello del sovraffollamento: il carcere ospita in questo momento 580 persone, a fronte di una capienza regolamentare di 320 posti, con un tasso di affollamento del 180%.
- Vercelli. “Gli annunci del Governo non bastano. Condizioni critiche nonostante le promesse”
- Como. Carcere del Bassone al collasso: 415 detenuti in una struttura da 225 posti
- Verona. Fieracavalli porta i detenuti al lavoro con i primi tirocini
- Nei carrugi di Genova con don Gallo. Nei luoghi del “non diritto alla sofferenza”
- La violenza si presenta sempre in assenza di linguaggio










