di Donatella Gasperi
La Difesa del Popolo, 14 luglio 2026
Ornella Favero, la fondatrice di Ristretti Orizzonti, è stata insignita del premio “In difesa della dignità e della speranza dei detenuti”. Attraverso il giornale ha accompagnato centinaia di persone detenute in percorsi di educazione e rieducazione per tornare alla vita. “Ha oltrepassato il muro del carcere e quello ancor più invalicabile dell’indifferenza sociale facendo della sua vita un ponte tra la comunità carceraria e il mondo esterno, per restituire dignità, voce e speranza ai reclusi e per accendere conoscenza e umanità nei tantissimi che voltano lo sguardo. Ha ininterrottamente interpellato la politica con le sue appassionate e appassionanti iniziative: spesso ignorata, ma mai arresa”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 14 luglio 2026
Tre giornate di mobilitazione davanti e dentro le carceri italiane, e sono già cominciate. La Conferenza nazionale dei garanti territoriali delle persone private della libertà personale ha deciso di riportare la questione penitenziaria al centro dell’attenzione con iniziative nei territori partite ieri, 13 luglio, dinanzi o all’interno degli istituti, nei luoghi della giustizia e ovunque sia possibile richiamare la politica alle sue responsabilità. Oggi la protesta entra nel suo secondo giorno e coincide con la mobilitazione nazionale promossa dalle associazioni e dalle reti del Terzo settore che da anni lavorano intorno al mondo del carcere: una giornata a cui la Conferenza ha aderito con convinzione. Le iniziative andranno avanti fino a domani. Il messaggio che le accompagna è netto già nel titolo del documento diffuso per l’occasione: “Non c’è più tempo: fermare la strage di vite e di diritti nelle carceri italiane”.
Ristretti Orizzonti, 14 luglio 2026
Il 14 luglio, delegazioni di esponenti istituzionali, accademici e della società civile visiteranno 34 istituti penitenziari italiani. Il Garante del Lazio accompagnerà la delegazione in visita a Regina Coeli. “Le carceri italiane, i detenuti, gli operatori stanno affrontando l’ennesima estate torrida in condizioni disumane di sovraffollamento e di carenza di risorse, umane e finanziarie. Come era facilmente prevedibile, la risposta edilizia del governo, che ha assorbito gran parte delle risorse per la manutenzione delle carceri, non produce i risultati annunciati e il sovraffollamento è arrivato ormai al 140% e nel Lazio al 149, con 6911 persone stipati negli spazi per 4638 posti letto regolamentari effettivamente disponibili.
di Edoardo Patriarca
vita.it, 14 luglio 2026
Dopo l’approvazione al Senato arriva in Commissione Giustizia la legge di iniziativa governativa sulle “Disposizioni in materia di detenzione domiciliare per il recupero dei detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti”. I soggetti che intendono intraprendere un percorso di recupero devono poter espiare la pena in strutture accreditate del privato sociale o pubbliche. La misura interesserebbe - secondo i dati 2024 - 23mila persone. La relazione parla di 13mila strutture interessate, al 97% gestite dal privato e dal privato sociale.
di Antonio Mazzocchi*
Il Dubbio, 14 luglio 2026
Il sistema penitenziario in Italia ha superato un punto di non ritorno, con oltre 64mila detenuti stipati in poco più di 44 mila posti reali. Il tasso di sovraffollamento medio supera il 140%, toccando picchi drammatici del 200% in alcuni Istituti. I numeri non sono solo statistiche: si traducono in celle degradate, violenza endemica, assistenza sanitaria al collasso e una scia di suicidi tra i detenuti e glia genti che rappresenta una ferita aperta per uno Stato di diritto. A gravare sul sistema è, soprattutto, l’uso distorto della custodia cautelare.
di Adriano Sofri
Il Foglio, 14 luglio 2026
Gli emolumenti del titolare del Dap sono una ragione in più per chiedere l’abolizione dell’ergastolo. Oggi centinaia di persone, personalità, e personaggi, della società civile, entreranno nelle carceri di una trentina di città italiane, convocate da un’alleanza di associazioni che si curano della galera e del dettato dell’art.27 della Costituzione, per vedere coi propri occhi e toccare con le proprie mani la temperatura rovente di quelle case. L’iniziativa è stata preceduta e preparata dalle informazioni sempre più clamorose sulle condizioni scellerate in cui convivono detenuti, agenti penitenziari, e con loro e di loro zecche, cimici, topi, scarafaggi e altre creature senza speranza d’arca e di diluvio.
ilpost.it, 14 luglio 2026
Dopo molte polemiche, ha annullato il provvedimento in cui suggeriva di usare dei materassi, sostenendo che ci fosse un “refuso”. Dopo giorni di polemiche il Dipartimento di amministrazione penitenziaria (Dap), che dipende dal ministero della Giustizia, ha ritirato il provvedimento con cui aveva stabilito che in casi di estremo affollamento nelle carceri della Toscana i detenuti avrebbero potuto dormire temporaneamente su brandine o su materassi per terra. Lo ha fatto però con una nota piuttosto bizzarra, in cui si legge che la circolare precedente è stata annullata “causa refuso”. Un refuso è un errore di battitura.
di Guido Vitiello
Il Foglio, 14 luglio 2026
In Toscana, il Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria aveva invitato i direttori degli istituti a piazzare dei materassi sui pavimenti delle celle per accogliere i nuovi arrivati, con particolare riferimento al carcere straripante di Sollicciano. La nota ha fatto rizzare i capelli a chiunque avesse a cuore i diritti dei detenuti, e il diritto in generale. Contrordine: una nuova comunicazione fa sapere che la nota originaria suonava abominevole “causa refuso che ne ha determinato un’equivoca interpretazione”.
di Stefano Fabbri
Corriere Fiorentino, 14 luglio 2026
Anche se questo genere di errori si verificano se sbagli una o con una a, oppure se nel testo salta un “non” che avrebbe cambiato senso a una frase che, a rileggerla, era scritta per dire proprio quello che tutti avevano chiaramente capito, senza ombra di equivoci. Ma l’importante è ripensarci. Magari facendo restare male chi invece di materassi a terra tra le blatte avrebbe augurato ai detenuti un pagliericcio. Ci dimenticheremo dei trasferimenti di decine di detenuti divisi tra lo sconforto di scontare la pena lontano dalle famiglie o da programmi di reinserimento e la certezza che ogni carcere è meglio di Sollicciano.
di Benedetta Maffioli
milanopavia.news, 14 luglio 2026
Il carcere che dovrebbe educare, oggi fatica perfino a offrire gli spazi per farlo. È l’immagine che emerge dalla visita al carcere minorile Beccaria di Milano, promossa da Antigone nell’ambito dell’Alleanza per l’articolo 27, iniziativa nata per riportare l’attenzione sulle condizioni delle carceri italiane. Alla visita hanno partecipato, tra gli altri, l’arcivescovo Mario Delpini e alcuni consiglieri regionali. La prima criticità resta il sovraffollamento, a cui si aggiunge la carenza di ambienti dedicati allo studio, alla formazione e al recupero dei ragazzi. Alcuni spazi, come la piscina e altre sale comuni, sono ancora chiusi per problemi di manutenzione. E la tensione non è scomparsa. Continuano a verificarsi episodi di violenza, con materassi incendiati e rivolte contro la polizia penitenziaria. Nelle ultime settimane si sono registrati anche due tentativi di suicidio.
- Milano. “Carcere, le coscienze si ribellino davanti a situazioni disumane”
- Verona. Montorio, i detenuti quasi il doppio della capienza
- Messina. Se il carcere è vendetta. Ecco perché le rivolte
- Verona. “Liberi di crescere”, già una quarantina i minori figli di detenuti presi in carico
- Milano. Il Camp di rugby e Dominguez. I giovani detenuti “In meta!”










