di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 10 settembre 2026
Ottantotto uomini spostati oltre il mare in un fine settimana, e il ministero lo racconta come una vittoria. L’operazione “Alto Impatto - Sicurezza Nazionale 41-bis”, annunciata il 7 settembre dal sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni, ha trasferito nel nuovo reparto del carcere “Ettore Scalas” di Uta ottantotto detenuti al carcere duro, con droni, cinturazioni di sicurezza e supporto aereo. Persone già recluse sotto il regime più stringente dell’ordinamento, spostate da una cella all’altra con l’apparato di un blitz antimafia. Per capire come la Sardegna sia diventata la destinazione di quegli uomini bastano cinque parole scritte diciassette anni fa. La legge 94 del 15 luglio 2009 stabilisce che i detenuti al 41 bis siano ristretti in istituti dedicati, “collocati preferibilmente in aree insulari”. Ritorna così l’idea delle isole-carcere di Asinara e Pianosa, denunciata negli anni Novanta dai movimenti per i diritti civili come deportazione istituzionalizzata e superata nel 1997 grazie alla Cedu.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Riformista, 10 settembre 2026
In quattro anni, a parte l’abolizione dell’abuso d’ufficio e alcune riforme minori non è stato fatto granché e il rapporto con la magistratura associata non aiuta. Dove eravamo rimasti? Il Parlamento riapre e con le Camere torna a riaccendersi anche il cantiere della giustizia. Solo che, dopo la bocciatura referendaria della separazione delle carriere fra pm e giudici, il governo si ritrova adesso davanti a un problema: da dove ripartire? I dossier non mancano. Anzi. Il problema è che molti sono fermi nei passaggi parlamentari, mentre altri si trascinano stancamente da mesi tra annunci, mediazioni e rinvii. Carlo Nordio, in vista del referendum, aveva messo tutto in stand by, confidando sul fatto che con la vittoria del Sì tutto sarebbe stato più facile.
di Simona Musco
Il Dubbio, 10 settembre 2026
La consigliera della Corte d’Appello di Napoli lancia la sfida da autonoma: “Non è una candidatura di testimonianza. Servono competenze tecnologiche, trasparenza sulle nomine e merito per superare le logiche d’appartenenza”. “I magistrati hanno voglia di cambiare e non accettano più le degenerazioni correntizie”. Fernanda Iannone, consigliere della Corte d’Appello di Napoli, ha scelto di candidarsi alle prossime elezioni del Consiglio superiore della magistratura come indipendente, senza appartenenza a gruppi associativi. “Autonoma oltre che indipendente”, spiega al Dubbio. Una scelta maturata anche attraverso il confronto quotidiano con i colleghi. “Avverto tra molti magistrati una stanchezza crescente verso alcune degenerazioni del sistema correntizio e, soprattutto, una domanda di possibilità di scelta più ampia”.
di Benedetta Moro
Corriere della Sera, 10 settembre 2026
Il giudice Fabio Roia e l’iniziativa del Corriere: “Bene le idee dei lettori. I modelli? La Spagna ha investito un miliardo di euro in un piano antiviolenza”. Femminicidi e, più in generale, violenza contro le donne. Cosa si può fare ancora per prevenirli? È la domanda che abbiamo rivolto a lettrici e lettori del Corriere. In pochi giorni sono arrivate 1.600 proposte, e continuano ad arrivare. Abbiamo selezionato le prime 23 per sottoporle a esperti e capire quali possano essere percorribili. A ragionare sulla loro concreta applicabilità è Fabio Roia, presidente del Tribunale di Milano, magistrato da anni impegnato sui temi della violenza di genere.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 10 settembre 2026
La Cassazione, sentenza n. 32652/2026, chiarisce che la mancata opposizione alla richiesta di revoca o sostituzione della misura cautelare è ininfluente: si tratta di una mera facoltà della persona offesa. Nei maltrattamenti in famiglia, il silenzio della persona offesa in merito alla richiesta di revoca o sostituzione della misura cautelare è ininfluente. Non se ne può dunque dedurre l’assenza di pericolo né la mancanza di timore per la propria incolumità; la valutazione compete interamente al giudice. Lo ha chiarito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 32652/2026, dichiarando inammissibile il ricorso dell’imputato.
Il Dubbio, 10 settembre 2026
La Regione Sardegna impugnerà davanti al Tribunale amministrativo regionale gli atti relativi al trasferimento nell’Isola di circa cento detenuti sottoposti al regime del 41-bis. Nell’ambito del giudizio intende inoltre sollevare la questione davanti alla Corte costituzionale. Lo ha annunciato a Cagliari la presidente della Regione, Alessandra Todde, dopo la mancata risposta alla richiesta di accesso agli atti presentata il 4 agosto. La governatrice ha escluso anche la possibilità di chiedere un nuovo incontro al ministro della Giustizia Carlo Nordio. “Questo è un attacco deliberato alla Sardegna”, ha dichiarato Todde riferendosi alla decisione del governo di trasferire i detenuti al 41-bis durante lo scorso fine settimana.
ansa.it, 10 settembre 2026
Attenzione particolare a minori e giovani a rischio esclusione sociale. Tutela sanitaria, sicurezza negli istituti penitenziari, formazione e reinserimento sociale: sono gli aspetti che Giuseppe Del Sorbo, consulente esperto in politiche del lavoro nell’ambito della Polizia Penitenziaria, intende sviluppare attraverso il confronto con istituzioni ed enti competenti. Particolare attenzione, spiega una nota, sarà dedicata ai minori e ai giovani a rischio di esclusione sociale, con l’obiettivo di promuovere percorsi di istruzione, formazione professionale e accompagnamento al reinserimento nel mondo del lavoro e nella società.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 10 settembre 2026
Nell’istituto fiorentino sono 45 i ragazzi tra 18 e 23 anni, per la maggioranza stranieri. “Con loro abbiamo fallito perché, troppo spesso, diventati maggiorenni, vengono lasciati soli”, dice Fatima Ben Hijji, mediatrice culturale marocchina volontaria e presidente dell’associazione Pantagruel. “Servono più tutori”. “Abbiamo fallito con questi ragazzi”. Parla dei giovani stranieri nelle carceri, Fatima Ben Hijji. Lei è mediatrice culturale marocchina e presidente dell’associazione Pantagruel che lavora in carcere, soprattutto a Sollicciano (Firenze). Attualmente, nel carcere fiorentino, sono 45 i ragazzi detenuti tra 18 e 23 anni.
di Luca Bonzanni
L’Eco di Bergamo, 10 settembre 2026
Dopo alcuni mesi di tregua, toccato nuovamente il picco già registrato a ottobre 2025. Don Tengattini: “Manca un intervento delle istituzioni e la polizia penitenziaria è allo stremo”. Alle spalle ci sono mesi di “tregua”, o forse, più semplicemente, di “normalizzazione”. Invece, nelle ultime settimane il cronico sovraffollamento del carcere di Bergamo s’è fatto nuovamente acuto: e così, stando agli ultimi dati del ministero della Giustizia aggiornati a martedì, in via Gleno si è tornati a quota 610 detenuti, eguagliando il precedente primato che risaliva alla fine di ottobre 2025. Mai, da quando esistono rilevazioni puntuali e pubbliche, si erano contati tanti reclusi: sono quasi il doppio rispetto alla capienza regolamentare, fissata in 319 posti, mentre il tasso di affollamento è risalito al 191,2%, il 14° più alto tra tutti gli istituti del Paese.
genovaquotidiana.com, 10 settembre 2026
La Consulta Carcere-Città affronta l’emergenza abitativa delle persone che hanno terminato la detenzione o accedono a misure alternative. Tra le ipotesi, il recupero degli alloggi comunali sfitti con il coinvolgimento del Terzo settore. La pena può finire, ma senza una casa il ritorno alla vita fuori dal carcere rischia di non cominciare mai davvero. Un indirizzo stabile è spesso indispensabile per trovare un lavoro, mantenere i rapporti familiari, accedere ai servizi e proseguire i percorsi avviati durante la detenzione. L’emergenza abitativa è stata al centro del quarto tavolo tematico della Consulta Carcere-Città, riunito questa mattina a Palazzo Tursi. Il confronto ha coinvolto amministrazione comunale, istituzioni, servizi e realtà territoriali con l’obiettivo di individuare soluzioni per le persone prossime alla scarcerazione o ammesse all’esecuzione della pena fuori dagli istituti penitenziari.
- Lucca. Garante dei detenuti: presentate sei candidature
- Gorgona (Li). Nell’isola carcere i detenuti imparano a diventare apicoltori
- Pianosa (Li). Riaprire il carcere oggi è pura fantasia
- Saluzzo (Cn). “L’ignoranza nega la libertà”. Il teatro può cambiare destini
- Belluno. Le Olimpiadi entrano in carcere: donati due simulatori di voga per detenuti e agenti









