di Teresa Olivieri
Italia Oggi, 23 settembre 2026
La Commissione Giustizia convoca i vertici dell’amministrazione penitenziaria dopo l’allarme del Garante. I posti realmente disponibili sono poco più di 46mila a fronte di oltre 65mila detenuti. La Commissione Giustizia della Camera (la II Commissione permanente) ha deliberato il via libera ufficiale a un’ampia indagine conoscitiva sulle condizioni del sistema penitenziario. Una decisione che nasce da una proposta avanzata da Forza Italia, in particolare dai deputati Enrico Costa, Davide Bellomo, Tommaso Calderone e Pietro Pittalis, ma che si è sbloccata definitivamente dopo l’allarmante relazione annuale del Garante nazionale dei detenuti della libertà personale relativa al 2024, depositata in Parlamento nel giugno scorso.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 23 settembre 2026
“Lo Stato può consentire l’esecuzione di una pena che la stessa Costituzione vieta?”: è la domanda retorica con cui l’avvocato Nicola Muncibì ha iniziato ieri la sua discussione dinanzi ai giudici della Corte costituzionale. Oggetto dell’udienza: l’ordinanza con cui il Tribunale di Sorveglianza di Firenze (Marcello Bortolato estensore) ha sollevato questione di legittimità costituzionale degli articoli 147 e 47-ter comma 1-ter op nella parte in cui non prevedono, oltre ai casi espressamente contemplati, l’ipotesi di rinvio facoltativo dell’esecuzione quando la pena debba svolgersi in condizioni contrarie al senso di umanità.
di Patrizio Gonnella
Il Manifesto, 23 settembre 2026
A Sollicciano i detenuti sono costretti a vivere in celle fetide e indecenti. Non è un caso che qualche mese addietro sia intervenuta la magistratura per mettere sotto sequestro parte della struttura. È ammissibile tenere una persona in una cella sovraffollata tra le cimici e l’acqua putrida oppure lo Stato deve differire l’esecuzione della pena? A doversi esprimere è la Corte costituzionale, sollecitata dal Tribunale di sorveglianza di Firenze in un caso dall’enorme rilevanza. Ieri, alla presenza delle parti, si è tenuta l’udienza pubblica. Il carcere da cui è partita la questione è quello fiorentino di Sollicciano, dove i detenuti sono tutt’oggi costretti a vivere in celle fetide e indecenti. Non è un caso che qualche mese addietro sia intervenuta la magistratura di Firenze per mettere sotto sequestro parte della struttura. A tale sequestro il Governo si è sempre opposto in sede giudiziaria, anche di recente, e nulla ha fatto per rimediare a una situazione drammatica e indegna.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 23 settembre 2026
Tra le persone detenute, nell’anno scolastico 2025/26 ce n’erano 1.978 iscritte all’università: nel 2020 si fermavano a 970. Vita anticipa i dati del “Rapporto 2026” della Conferenza nazionale dei delegati dei rettori per i poli universitari penitenziari, presieduta da Giancarlo Monina: “Sono 47 gli atenei che hanno un polo universitario attivo nelle carceri”. Le esperienze della Bocconi (Milano) e Tor Vergata (Roma), nelle parole di Marta Cartabia e Marina Formica. E un convegno in Bocconi per il decennale del “Progetto Carceri”. Mille novecento settantotto è il numero degli iscritti all’università in carcere, nell’anno scolastico 2025/2026: 1874 uomini e 104 donne.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 23 settembre 2026
L’astensione dalle udienze dal 23 al 29 settembre è stata proclamata dall’Ucpi dopo il caso dei colloqui tra detenuti e difensori captati nel carcere di Perugia e per la mancata risposta sugli accertamenti ispettivi. Da domani, mercoledì 23 settembre, e fino al 29 settembre i penalisti si asterranno dalle udienze e da ogni altra attività giudiziaria nel settore penale. La protesta, proclamata dall’Unione delle Camere penali italiane, nasce dalla mancata risposta delle istituzioni sulla captazione dei colloqui riservati tra detenuti e difensori nel carcere di Perugia “Capanne”, ma investe più in generale quello che l’UCPI definisce un “arretramento delle garanzie” e l’emergenza penitenziaria.
di Gerlando Cardinale
agrigentonotizie.it, 23 settembre 2026
La corte rigetta la richiesta ma si riserva sulla questione di legittimità costituzionale. Il 30 ottobre la decisione sull’eventuale invio degli atti alla Consulta e la sentenza. Niente accesso alla giustizia riparativa per il boss agrigentino Giuseppe Falsone, detenuto al 41 bis e condannato in primo grado a 22 anni nel processo Xydi. La corte di appello di Palermo ha rigettato l’istanza presentata dalla difesa. La richiesta puntava a consentire al capomafia di intraprendere un percorso volontario di confronto sulle conseguenze dei reati commessi, senza alcuna cancellazione della condanna o riduzione automatica della pena.
di Andrea Scutellà
La Sentinella del Canavese, 23 settembre 2026
Era in carcere in custodia cautelare, seppur fosse semi infermo mentalmente. Condizione dovuta a una patologia psichiatrica riconosciuta nell’ambito di due diversi procedimenti penali a suo carico. Lunedì 21 alle ore 23 gli agenti della polizia penitenziaria di Ivrea lo hanno trovato senza vita all’interno della sua cella. Ora la procura di Ivrea ha aperto un fascicolo per chiarire i contorni della sua morte, in particolare il tipo di trattamento a cui era sottoposto e se riuscisse a seguirlo. Il pm Ludovico Bosso, nelle prossime ore, disporrà l’esame autoptico.
augustanews.it, 23 settembre 2026
“C’è una famiglia che il 15 gennaio 2026 aveva parlato con il proprio parente detenuto nel carcere di Augusta senza che nulla suscitasse preoccupazione, poi il 21 gennaio la stessa famiglia è stata travolta dalla notizia della sua morte. È sacrosanto che chieda un accertamento della verità, i familiari vogliono sapere cosa è successo in quei pochi giorni. Dalle informazioni apprese dai familiari Francesco Aliseo sarebbe morto dopo giorni di dolori al petto e un ricovero d’urgenza all’ospedale di Siracusa. I familiari sostengono inoltre che non sarebbero stati effettuati accertamenti diagnostici approfonditi”. Lo ha detto in aula alla Camera la deputata palermitana del M5S Valentina D’Orso, capogruppo in commissione Giustizia a Montecitorio.
di Adamo Chiesa
lapiazzaweb.it, 23 settembre 2026
L’infestazione mette ancora sotto pressione Santa Maria Maggiore, già alle prese con sovraffollamento e carenza di personale. I sindacati: “Non entra più nessuno almeno fino alla fine dell’estate”. Cimici sui letti e nelle celle, detenuti trasferiti a Padova e nuovi ingressi bloccati. Il carcere di Santa Maria Maggiore a Venezia è alle prese con un problema che, soprattutto nei mesi estivi, torna ciclicamente a creare disagi, aggravando una situazione già segnata dal sovraffollamento e dalla cronica carenza di personale. Questa volta, però, le conseguenze sono particolarmente pesanti. Nel giro di pochi mesi, a partire dal primo allarme lanciato dalla struttura a luglio, l’emergenza si è trasformata in una situazione che coinvolge anche il carcere Due Palazzi di Padova, dove vengono accolti i nuovi detenuti destinati all’istituto veneziano. Una situazione che si è intrecciata anche con l’evasione, avvenuta mercoledì pomeriggio, di Baeram Florim, detenuto romeno di 33 anni.
di Adelia Pantano
La Stampa, 23 settembre 2026
Pronto il dossier della Camera Penale dopo la visita alla casa circondariale: “Manca il 30 per cento degli agenti, fra i detenuti c’è clima di insofferenza”. Sei persone in una cella pensata per quattro. Droga e telefonini lanciati dall’esterno, proteste collettive e un clima di tensione crescente. È la fotografia della casa circondariale Cantiello e Gaeta di Alessandria in piazza Don Soria tracciata dalla Camera Penale dopo la visita organizzata nell’ambito dell’iniziativa “Ristretti in agosto” promossa dall’Unione delle Camere Penali Italiane. Ad accompagnare il presidente della Camera Penale, l’avvocato Giuseppe Cormaio, c’erano i colleghi e componenti del direttivo Elisabetta Angeleri, Daniele Amapane e Davide Daghino, che hanno incontrato la vice direttrice Claudia Bono, il comandante della polizia penitenziaria Stefano Bruzzone e il personale dell’istituto.
- Alessandria. Slitta la fine dei lavori nel carcere di San Michele, destinato al 41 bis
- Siena. Il caso Ranza davanti alle Sezioni Unite, la sentenza sulla tortura può fare storia
- Trento. Al progetto di APAS “Una casa per ricominciare” il Premio di Solidarietà
- Roma. Domiciliari per i tossicodipendenti, oggi un confronto sulla nuova normativa
- Pescara. “Recidiva zero”: la sfida per le imprese è trasformare l’inclusione in una opportunità









