di Luca Cereda
Ristretti Orizzonti, 19 aprile 2026
Le tavole illustrate da Ilaria Urbinati per il fumetto “Morire in carcere”, scritto dal giornalista Luca Cereda con la collaborazione dei detenuti di Ristretti Orizzonti, hanno ricevuto il terzo premio della giuria all’Annual 2026 di Autori di Immagini, durante la Bologna Children’s Book Fair. Una storia nata dentro il Due Palazzi di Padova che ha raggiunto l’Italia intera, e ora sale sul podio dell’illustrazione professionale. C’è una cosa che non sopporto dei premi: quando finiscono per raccontare più di chi li assegna che di chi li riceve. Ma questa volta è diverso. Questa volta il premio dice qualcosa di importante su di voi, su di noi, su ciò che ancora si rifiuta di restare in silenzio dentro e fuori da queste mura.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 19 aprile 2026
I dati attestano una crescita della popolazione carceraria anche per effetto delle ultime scelte di politica criminale, dal decreto Caivano in poi. Aumenta il numero di detenuti minorenni in Italia. I giovani finiti negli istituti penali sono cresciuti del 24% in 10 anni, passando da 462 nel 2016 a 572 nel 2025, del 37% comprendendo le comunità. In aumento anche il numero di minorenni e giovani adulti in carico agli Uffici di servizio sociale, da 21.848 a 23.932. Un effetto evidente l’hanno avuto le ricorrenti intenzioni di affrontare il nodo della criminalità minorile attraverso il ricorso al diritto penale: l’aumento significativo del numero di ragazze e ragazzi assoggettati a misure di detenzione.
di Samuele Ciambriello*
Ristretti Orizzonti, 19 aprile 2026
Una forte e motivata preoccupazione in merito alla conversione del decreto sicurezza. Mi preoccupa in particolare l’articolo 15, che introduce la possibilità per ufficiali di polizia giudiziaria appartenenti ai nuclei investigativi del Corpo di polizia penitenziaria di svolgere operazioni sotto copertura negli istituti penitenziari. Si tratta di una previsione estremamente delicata, che interviene in un contesto già oggi segnato da sovraffollamento, tensioni, sofferenza psichica, carenza di personale e profonde difficoltà organizzative, in crescente distanza dal dettato dell’articolo 27 della Costituzione. Il provvedimento amplia anche i poteri investigativi della Polizia penitenziaria sui reati più gravi commessi in carcere.
di Giulia Merlo
Il Domani, 19 aprile 2026
“Avvocati pagati per convincere i migranti al rimpatrio”. L’emendamento, a firma del centrodestra, prevede che ogni avvocato che abbia fornito assistenza per compilare le carte del rimpatrio volontario venga pagato 625 euro “ad esito della partenza dello straniero”, attraverso il Consiglio nazionale forense. Che ha risposto: “Noi non siamo stati coinvolti” e chiede di non essere chiamato in causa perché l’attività “non rientra tra le competenze istituzionali”. Ma il decreto va convertito entro il 25 aprile. Avvocati pagati per convincere i migranti al rimpatrio volontario.
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 19 aprile 2026
Le opposizioni: “Taglie da Selvaggio West. A un passo dall’Ice di Trump”. “Servirà una riflessione” ammette la maggioranza. Magi (+Europa) scrive a Mattarella. Il pasticcio è servito. L’emendamento al decreto Sicurezza, segnalato ieri dal manifesto, che riconosce un contributo economico ai legali che assistono i migranti nelle procedure di rimpatrio assistito è scritto male e andrà rifatto. Lo sa la maggioranza, tradita dalla fretta e dalla smania della rincorsa a destra. E lo sa il mondo forense che ritiene la norma inaccettabile e lesiva del diritto e della dignità professionale, da cancellare. D’altronde, è roba da remigrazione.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 19 aprile 2026
Avviati nel 2011 sono entrati, con poche differenze, nelle proposte sulla remigrazione. La vera partita, per ora, si gioca dall’altro lato del Mediterraneo. “Volontari e assistiti”. Così lo Stato e le organizzazioni coinvolte definiscono i rimpatri che presentano come “buoni”. Li hanno avviati nel 2011 e non riguardano i destinatari di espulsione. L’”elemento fondamentale è la volontarietà: la decisione di tornare in patria espressa dal cittadino del Paese terzo deve essere libera e spontanea”, si legge nel Manuale operativo pubblicato dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). Questi rientri prevedono assistenza prima e dopo il viaggio, con sostegno psicologico e monitoraggio della reintegrazione (spesso inesistente). A incentivarli ci sono anche 615 euro per affrontare “le prime necessità”.
di Errico Novi
Il Dubbio, 19 aprile 2026
La massima istituzione dell’avvocatura interviene sul Dl sicurezza, votato venerdì a Palazzo Madama, che le attribuirebbe compiti fuori dalla Costituzione: “Mai informati, ipotesi fuori dalle nostre competenze”. Un incidente e forse si potrebbe dire un mistero. Di sicuro la norma inserita nel decreto sicurezza che attribuisce al Consiglio nazionale forense l’onere di pagare gli avvocati disposti a trasformarsi in agenzia per il rimpatrio di migranti, ecco, sa di assurdo giuridico e costituzionale già solo a raccontarla. Ma ieri, il provvedimento, l’ennesimo, che restringe le maglie dei diritti e che stavolta lo fa soprattutto a danno delle persone di origine extra Ue, ha ottenuto il via libera in aula al Senato con dentro la misura che “premia” i legali disponibili a incoraggiare il cittadino immigrato a lasciare l’Italia, e che pretende di attribuire appunto alla massima istituzione dell’avvocatura il compito di pagare tali “professionisti”.
di Rocco Vazzana
Il Manifesto, 19 aprile 2026
Dopo l’emendamento al dl sicurezza sui rimpatri favoriti dai legali parla Francesco Greco, presidente del Consiglio nazionale forense. All’indomani dell’approvazione al Senato del decreto sicurezza che chiama in causa il Consiglio nazionale forense tra gli attori protagonisti in materia di rimpatri volontari, il presidente del Cnf Francesco Greco si sente “in un frullatore”. L’organo istituzionale che presiede è stato inserito nel testo “senza che io ne sapessi nulla”, garantisce.
di Angelo Greco
laleggepertutti.it, 19 aprile 2026
La Cassazione equipara il ritardo nella scarcerazione alla mancata concessione dei domiciliari, aprendo alla riparazione per ingiusta detenzione. Esiste una differenza profonda, non solo quantitativa ma soprattutto qualitativa, tra lo scontare una pena all’interno di una cella o tra le mura della propria abitazione. La privazione della libertà subita in un istituto penitenziario incide sulla vita dell’individuo in modo molto più afflittivo rispetto alla detenzione domiciliare. Per questo motivo, ogni giorno trascorso ingiustamente in carcere quando si avrebbe diritto a stare a casa deve essere oggetto di riparazione economica. La Corte di cassazione ha stabilito che l’ingiusta detenzione non si configura solo quando una persona è del tutto innocente, ma anche quando l’autorità giudiziaria o gli uffici di cancelleria ritardano ingiustificatamente l’adozione o l’esecuzione di un provvedimento che dispone il passaggio dal regime carcerario a quello dei domiciliari.
di Luca Fiorucci
La Nazione, 19 aprile 2026
Una detenuta di 41 anni, ternana, è stata trovata senza vita, ieri mattina, nella sua cella nel reparto femminile del carcere di Capanne. Ad accorgersene l’agente di Polizia penitenziaria addetta alla vigilanza, riferisce Angelo Romagnoli della segreteria regionale della Uilpa - che, appurato che la donna, ancora a letto, non respirava più, ha immediatamente attivato i soccorsi. Il personale sanitario ha cercato di rianimare la donna, senza però riuscire nell’intento. Sul posto si è subito recato il magistrato di turno e il medico legale. Gli accertamenti sono ancora in corso.
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