di Vincenzo Giglio
terzultimafermata.blog, 7 giugno 2026
L’interrogazione del deputato Giachetti e la risposta del Sottosegretario alla Giustizia Balboni. Il 14 maggio 2026, in occasione della seduta n. 660 della Commissione Giustizia della Camera dei deputati, l’Onorevole Roberto Giachetti (Italia Viva, Centro-Renew Europe) ha depositato l’interrogazione a risposta in commissione n. 5/05393. L’atto di controllo è specificamente focalizzato sull’Applicativo spazi/detenuti (A.s.d.) introdotto il 23 marzo 2014 con nota del capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria (Dap) quale strumento informatico di monitoraggio in tempo reale del numero dei detenuti presenti in ciascun istituto, della loro specifica collocazione e dello spazio disponibile per ogni ristretto.
di Irene Famà
La Stampa, 7 giugno 2026
Martedì secondo vertice, ma la maggioranza è spaccata. Il Guardasigilli torna a ribadire: “Norma inutile”. Non si placa, all’interno della maggioranza, lo scontro sul tema giustizia. Forza Italia insiste sulla responsabilità civile dei magistrati e il Guardasigilli Carlo Nordio torna a ribadire un secco no. “Sosteniamo il sacrosanto diritto del cittadino colpito da malagiustizia a essere risarcito. Rendere effettiva la responsabilità civile del magistrato significa mettere al centro la persona, i suoi diritti e le sue libertà”, scrivono in una nota i capigruppo di Camera e Senato di Forza Italia, Enrico Costa e Stefania Craxi. E proseguono: “La responsabilità civile non è uno strumento per “colpire” nel portafoglio il magistrato che sbaglia, ma un istituto di tutela di fronte alle ingiustizie.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 7 giugno 2026
Ma Nordio fa muro: “Inutile e insensata”. Dopo lo scontro al vertice di maggioranza, gli azzurri tornano a pungolare gli alleati. Il ministro chiude ancora e ammette: “Dopo il referendum il cammino delle riforme è molto più difficile”. “Sosteniamo il sacrosanto diritto del cittadino colpito da malagiustizia a essere risarcito”. Dopo lo scontro con Fratelli d’Italia al vertice di maggioranza di mercoledì, Forza Italia torna a sfidare gli alleati sul tema della responsabilità civile dei magistrati, la bandiera scelta dagli azzurri in tema giustizia per l’ultima parte di legislatura. Nelle scorse settimane, nell’ambito del nuovo corso chiesto da Marina Berlusconi, il capogruppo alla Camera Enrico Costa ha chiesto un provvedimento per ampliare i casi in cui giudici e pm possono essere chiamati a risarcire i danni causati dalle loro decisioni: l’idea è di intervenire sulla norma per cui “non può dar luogo a responsabilità l’attività di interpretazione di norme di diritto né quella di valutazione del fatto e delle prove”, nonché sulla definizione di “colpa grave” che fonda la responsabilità. Il ministro Carlo Nordio - ispirato da FdI - aveva alzato un muro da subito: “Non è nel programma, né all’ordine del giorno e, per quanto mi riguarda, non lo sarà”, ha tagliato corto. Costa, però, non si arrende e rilancia con una nota congiunta firmata insieme all’omologa al Senato, Stefania Craxi: “Rendere effettiva la responsabilità civile del magistrato significa mettere al centro la persona, i suoi diritti e le sue libertà”, si legge. “La centralità della persona è un principio che appartiene al dna di Forza Italia e della sua azione politica, ed è la chiave con cui va affrontato il tema”.
di Alberto Iannuzzi*
Il Fatto Quotidiano, 7 giugno 2026
Si torna ad agitare lo spettro della responsabilità civile dei magistrati sugli errori giudiziari. Colpisce che a farlo sia Marina Berlusconi. Dopo l’archiviazione da parte del gip del Tribunale di Firenze, su conforme richiesta della Procura, del procedimento in cui si indagava sui rapporti tra il fondatore di Forza Itala e Marcello Dell’Utri con Cosa nostra, si torna ad agitare lo spettro della responsabilità civile dei magistrati, quella diretta. Colpisce che a farlo sia Marina Berlusconi in relazione ad una vicenda nella quale l’esito giudiziario è stato favorevole al padre, per cui in questo caso si potrebbe sostenere, a ragione, che il sistema stavolta ha funzionato, anche a tutela delle persone indagate. La proposta, però, viene da lontano ed è stata portata nei giorni scorsi all’attenzione anche del ministro Nordio, che però si sarebbe dimostrato in disaccordo.
di Angela Stella
Il Dubbio, 7 giugno 2026
Rinviate ancora le misure per contenere la carcerazione preventiva. Cambia anche la procedura per gli immigrati. Il parere di Silvia Albano (Md). Dopo la sconfitta referendaria, abbandonata la propaganda, il ministro della Giustizia Carlo Nordio fa dietrofront su diversi provvedimenti, in ossequio alla magistratura. Una resa quasi incondizionata all’Anm. Basti vedere cosa è successo per il gip collegiale, la norma secondo cui la competenza a decidere sull’applicazione di una misura cautelare personale sarà affidata a un collegio di tre magistrati e non più a un solo Gip. Approvata nell’agosto 2024, sarebbe dovuta entrare in vigore questa estate ma è stato previsto un rinvio al 28 febbraio 2027. Sbandierata da Nordio come la riforma che avrebbe innalzato il livello di garanzie ed evitato ingiuste detenzioni, adesso viene procrastinata, proprio come richiesto dal ‘sindacato’ delle toghe che ne aveva criticato il principio sotteso e altresì la fattibilità.
romatoday.it, 7 giugno 2026
Sovraffollamento e carenza di organici nelle carceri di Roma e del Lazio. La Fns Cisl chiede interventi urgenti per la sicurezza del personale. Le carceri di Roma e del Lazio sono sempre più sovraffollate, con un numero di detenuti che supera largamente la capienza regolamentare, mentre il personale di polizia penitenziaria risulta in grave carenza. È quanto emerge dai dati del ministero della giustizia aggiornati al 31 maggio 2026 e diffusi dalla Fns Cisl. Nella città di Roma sono attualmente presenti 3.389 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 2.688 posti: un sovraffollamento di 701 unità. I casi più critici riguardano il carcere di Rebibbia (NC CC), con 443 detenuti oltre il limite, e Regina Coeli, che supera la capienza di 376 unità. La situazione non è migliore sul resto del territorio regionale. Nei 14 istituti del Lazio risultano recluse 6.917 persone, a fronte di una capienza complessiva di 5.316 posti: un eccesso di 1.601 detenuti.
cronacadiverona.com, 7 giugno 2026
“I drammatici fatti denunciati dall’Associazione ‘Liberi Liberi Art.27’ all’interno della Casa Circondariale di Verona - con un caso di tubercolosi isolato e un detenuto di 40 anni morto di cancro in cella - confermano che la situazione sanitaria a Montorio ha superato ogni limite di accettabilità e umanità”. Così la consigliera regionale del Partito Democratico, Anna Maria Bigon sulla gestione medica degli istituti di pena. “La perdita della libertà non può coincidere con la cancellazione del diritto alla salute. La Regione Veneto ha il dovere di mettere subito a disposizione le risorse necessarie per garantire cure adeguate e colmare la cronica carenza di medici e psicologi nelle strutture”.
Venezia. Cimici dei letti in carcere: “Detenuti con punture ovunque, e non possiamo mandargli creme”
veneziatoday.it, 7 giugno 2026
Una familiare denuncia una situazione “fuori controllo”. “Sappiamo che sono in prigione, conosciamo il sovraffollamento, ma devono poter stare almeno in ambienti igienici. Alcuni divorati dai parassiti”. Una proliferazione di cimici dei letti sta creando gravi problemi ai detenuti del carcere di Santa Maria Maggiore, e non sarebbe neppure la prima volta. La situazione “fuori controllo” viene segnalata dalla compagna di un detenuto, che è seriamente preoccupata per la sua salute. Il compagno è “completamente divorato dalle cimici dei letti, braccia, gambe, schiena e parti intime” spiega, e “ad oggi nelle celle non viene fatta la disinfestazione, perciò sono coinvolti molti nuclei e tantissimi detenuti continuano a stare in uno stato di disagio fisico”.
Libero, 7 giugno 2026
Nel quadro del percorso avviato con il protocollo d’intesa sottoscritto con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) e la Camera Penale di Roma, la Cyber Security Foundation ha donato 15 computer alla casa circondariale di Roma Rebibbia, per promuovere la cultura cibernetica, le competenze digitali e l’introduzione alle professionalità informatiche negli istituti penitenziari. La consegna dei pc si è svolta nella giornata odierna alla presenza di Maria Donata Iannantuono, direttrice della casa circondariale di Roma Rebibbia e dirigente penitenziaria del ministero della Giustizia, e di Marco Gabriele Proietti, fondatore e presidente della Cyber Security Foundation, la prima fondazione no profit italiana dedicata al mondo cibernetico.
di Marina Piccone
L’Osservatore Romano, 7 giugno 2026
Oggi è festa in questa bella casa nel quartiere Città Giardino (III Municipio). Tante persone si muovono nell’ampio spazio verde che la circonda, chiacchierano, mangiano seduti ai tavolini sotto gli alberi di limone e di melograno. Tra queste, indistinguibili, ci sono anche detenuti. Ci troviamo, infatti, nella casa di accoglienza creata dal VIC (Volontari in Carcere), un’associazione nata nel 1994 per sostenere persone in condizione di privazione della libertà personale fino al loro pieno reintegro nella società, che ha organizzato un evento aperto a tutti, l’AperiVIC. Un modo per farsi conoscere e per raccogliere fondi. Le attività dell’associazione sono molteplici: Centri di Ascolto in tutti i reparti dei quattro carceri di Rebibbia e nel Reparto detentivo dell’ospedale Pertini; sostegno materiale, con la distribuzione personalizzata di pacchi vestiario e di prodotti per l’igiene personale per le persone indigenti recluse; promozione di iniziative legislative finalizzate alla salvaguardia dei diritti e della dignità dei detenuti; sensibilizzazione dell’ambiente esterno.
- Nuoro. Il 41 bis a Badu e Carros “cancella” il percorso di giustizia riparativa
- Varese. La realtà delle carceri: storie di migrazione, cura e inclusione
- Genova. Nel carcere di Marassi il teatro “necessario” dei detenuti
- Catania. “Dinastia”, il rapper che canta la legalità e fa laboratori nel carcere minorile
- Lotta alla povertà? Bene, ma buoni propositi e taglio di fondi non vanno insieme










