di Raffaella Calandra
Il Sole 24 Ore, 23 luglio 2026
Al via le gare d’appalto per nuovi moduli e padiglioni Solo 7 milioni per le Case di comunità: 55 le domande presentate. Il momento peggiore è il pomeriggio. Quando alle alte temperature si aggiunge il caldo di muri di cemento e grate di ferro. Allora un minifrigo diventa un’oasi di refrigerio, ma più spesso è un miraggio in settimane da bollino rosso, 40 gradi e sovraffollamento record. Così da Torino a Bologna, da Cagliari a Genova, da Poggioreale a Rebibbia a Bellizzi (Av), dove a mancare non di rado è proprio l’acqua con tutto quel che comporta, quasi 65mila detenuti vivono una nuova torrida estate. Tra allarmi, sigilli e l’ultima condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo per la morte nel 2019 di un uomo in cella.
di Raffaella Calandra
Il Sole 24 Ore, 23 luglio 2026
Il commissario straordinario all’edilizia penitenziaria: “9.696 posti in tre anni; opere per 758 mln, in parte già finanziate”. Lo paragona ad una “matrioska”, un incastro di interventi vecchi e nuovi, “in collaborazione con Dap, Giustizia Minorile e Mit, sotto la regia di Palazzo Chigi”. Per “una risposta strutturale al sovraffollamento”. Atteso da mesi, preceduto e seguito da critiche, il piano per l’edilizia penitenziaria approda in Consiglio dei Ministri con l’ambizione di “non costruire solo celle, ma recuperare dignità, sicurezza e funzionalità”, assicura il commissario straordinario all’edilizia penitenziaria, Marco Doglio. Anche “attraverso una valorizzazione immobiliare su vasta scala”, scandisce il manager chiamato da Cassa Depositi e Prestiti per accelerare le procedure.
wesud.it, 23 luglio 2026
L’ondata di caldo eccezionale di queste settimane sta semplicemente mettendo a nudo una paralisi strutturale che dura da anni. Negli istituti di pena italiani il sovraffollamento, la fatiscenza delle strutture e la perenne carenza di organici hanno raggiunto livelli non più sostenibili. A lanciare l’allarme è il Coordinamento Nazionale Dirigenti Penitenziari (CNDP) della FSI-USAE, che punta il dito contro un approccio politico ritenuto del tutto disconnesso dalla realtà quotidiana degli istituti. Secondo la sigla sindacale, le criticità del sistema non dipendono da improvvise fatalità, ma da carenze stratificate nel tempo. A pagare il prezzo più alto sul campo sono i Direttori e gli agenti di Polizia Penitenziaria, costretti a coprire turni scoperti e persino mansioni burocratiche e amministrative per evitare il blocco totale delle attività interne.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 23 luglio 2026
Dal 2022 la tensione all’interno del Governo in materia di giustizia non era stata mai così alta come adesso. A creare la frattura è sempre il tema delle intercettazioni e gli “emendamenti Melillo” rispetto ai quali Fratelli d’Italia e Forza Italia restano distanti. Il tema, come raccontato ieri da Repubblica, è stato al centro di un vertice a Palazzo Chigi convocato per parlare di energia ma allargatosi anche alla questione degli ascolti. La presidente del consiglio Meloni avrebbe mantenuto il punto garantendo che “non si tratta di intercettazioni a strascico, ma solo per reati gravissimi”.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 23 luglio 2026
L’appello delle maggiori associazioni di psichiatria e dei Dsm. Parla Fabrizio Starace, Siep: “Gli agenti vanno addestrati insieme ai sanitari, no alle fughe in avanti del Viminale”. Giusto una settimana fa, prima della morte di Abderrahim Fakir a Bologna, la Società italiana di epidemiologia psichiatrica (Siep) e l’Associazione Luca Coscioni - con l’adesione della Società Italiana di Psichiatria (Sip), della Società Italiana di Psicopatologia e del Collegio Nazionale dei Dipartimenti di salute mentale -, avevano lanciato l’allarme sulle “incertezze applicative” delle normative che regolano l’intervento della forza pubblica in casi che coinvolgono persone con problemi psichiatrici.
di Simona Musco
Il Dubbio, 23 luglio 2026
Niente tempi massimi di contenimento, assenza di protocolli sanitari e formazione a metà: Silp Cgil attacca le indicazioni del Viminale sulle persone non collaborative. “Non va prolungata la posizione di decubito prono e la compressione del torace, per i rischi che possono provocare al sistema cardiaco e agli organi respiratori: il fermato, una volta messo in sicurezza (...) dovrà essere posto in posizione di decubito laterale”. La frase si trova a pagina 13 delle Linee guida per la gestione delle persone non collaborative diffuse dal Viminale a maggio scorso. E letta oggi, dopo la morte di Abderrahim Fakir a Bologna, pesa come un macigno. Fakir è morto mentre era immobilizzato a terra, sotto il peso di due agenti. Una dinamica che richiama quella di Riccardo Magherini, morto a Firenze nel 2014 dopo essere stato bloccato in posizione prona dai carabinieri, caso per cui l’Italia è stata poi condannata a gennaio scorso dalla Cedu.
di Paolo Giordano
Corriere della Sera, 23 luglio 2026
Cosa ci dice la morte di FaKir a Bologna. Cinque minuti, dieci richieste d’aiuto, nessuno che capisce la gravità di quanto stava succedendo. Il dubbio che non è venuto. Alla fine ho guardato il video. Di norma tendo a evitare i video così, per certe convinzioni teoriche sulla morte filmata, e per codardia. Ma ho guardato il video di Bologna. Poi l’ho guardato di nuovo. E infine l’ho ascoltato, senza le immagini, per concentrarmi meglio su ciò che i protagonisti si dicono. Mi ha lasciato nauseato. Come analisi non è molto profonda, me ne rendo conto. Ma non so come altro dirlo. Almeno la nausea è un sintomo.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 23 luglio 2026
La morte di Abderrahim Fakir a Bologna, dopo essere stato bloccato a terra dalla polizia, e la carcerazione del gioielliere Mario Roggero stanno infiammando il dibattito politico di questi giorni. Ne parliamo con Luigi Manconi, già docente di sociologia dei fenomeni politici e Presidente della Commissione dei diritti umani del Senato, è stato parlamentare per tre legislature e Sottosegretario di Stato alla Giustizia. È’ editorialista di Repubblica.
di Franz Baraggino
Il Fatto Quotidiano, 23 luglio 2026
Cosa prevede e quanto può funzionare. Presentato un ordine del giorno per un “programma sperimentale di remigrazione” dei detenuti extracomunitari a fine pena. Fontana: “Se non vogliono integrarsi meglio che vadano a casa loro”. Un ordine del giorno della Lega sulla “remigrazione” approda in Consiglio regionale della Lombardia con l’obiettivo dichiarato di alleggerire il sovraffollamento delle carceri e favorire il rientro nei Paesi d’origine dei detenuti extracomunitari prossimi al fine pena. Il documento, presentato nell’ambito dell’assestamento di bilancio, impegna la Giunta di Attilio Fontana a istituire “un programma sperimentale regionale di remigrazione”, si legge nel testo dell’odg, rivolto “prioritariamente ai cittadini extracomunitari detenuti negli istituti penitenziari lombardi, prossimi al fine pena o con pena residua non superiore a due anni”, per “favorire l’espulsione dal territorio nazionale e accompagnare il rientro e la reintegrazione nei Paesi d’origine”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 23 luglio 2026
Ha chiesto quattordici anni di reclusione per Gaetano Manganelli, ex comandante della polizia penitenziaria nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, e mentre lo faceva non ha usato giri di parole definendolo un “criminale”. Il pubblico ministero Alessandro Milita, oggi procuratore aggiunto di Napoli, ha pronunciato quella parola in aula, durante la requisitoria del maxiprocesso per le violenze commesse dagli agenti della penitenziaria contro i detenuti del carcere casertano nell’aprile del 2020. A Manganelli, che nel frattempo è passato al comando del carcere di Salerno, il magistrato ha contestato una condotta “furba”: l’ex comandante non girò per i corridoi delle sezioni del reparto Nilo, dove i reclusi venivano pestati, ma restò chiuso nel suo ufficio.
- Bologna. L’appello della Camera penale: “Dal Comune case ai detenuti vicini al fine pena”
- Pisa. Carcere, le denunce dei volontari: “Tre docce per 60 detenuti”
- Milano. Burgio: “I giovani dell’Ipm Beccaria hanno domande profonde, ma nessuno a cui porle”
- Roma. “Dentro Rebibbia femminile, dove anche il caldo è più caldo”
- Carinola (Ce). In carcere la speranza prende forma nel lavoro










