di Fernando Sanchez
Ristretti Orizzonti, 28 ottobre 2026
Sono detenuto da un po' e in tutto questo tempo passato dietro le sbarre ho sempre cercato di mantenere vivo il rapporto con i miei familiari, con mia moglie, con i miei figli, con i miei fratelli e sorelle, con i miei nonni e i cugini, io sono cresciuto insieme a loro, e mi hanno insegnato il valore della famiglia a prescindere dalle circostanze. Questa volta però io ho permesso che ci allontanassimo, ho commesso un reato e creato le circostanze che ci tengono lontani, purtroppo.
di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 28 ottobre 2026
Un “indulto responsabile” per affrontare l’emergenza delle carceri, ma anche un cambio di passo sulla sicurezza, perché moltiplicare i reati non significa necessariamente rendere più sicure le città. Giuseppe Tango, presidente dell’Associazione nazionale magistrati, alla XVII edizione del Salone della Giustizia di Roma ha lanciato un messaggio alla politica. Da una parte il sovraffollamento degli istituti penitenziari, dall’altra la risposta agli scontri di piazza degli ultimi giorni. La proposta più significativa riguarda le carceri. Tango ha annunciato l’adesione dell’Anm a un’iniziativa trasversale che punta su forme selettive di liberazione anticipata, legate a percorsi concreti di recupero.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 28 ottobre 2026
Il 2 novembre la Suprema Corte esaminerà un ricorso sul 41 bis. C’è una data cerchiata in rosso sul calendario degli avvocati penalisti, dei magistrati antimafia e di chiunque segua i problemi carcerari: il 2 novembre, la Corte costituzionale esaminerà un ricorso contro il 41bis. Più in dettaglio, si chiede alla Suprema corte di valutare se sia valido costituzionalmente il divieto per i detenuti ristretti al carcere duro di avere permessi “premio” e altri benefici penitenziari come il lavoro esterno. Fermo restando che i permessi “per necessità” (quelli elargiti in caso di gravissimi problemi di famiglia, come un lutto), sia pure raramente vengono concessi anche ai boss che sono sottoposti al 41bis, ora il punto sono su cui è interrogata la Corte costituzionale sono i benefici normali.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 28 ottobre 2026
L’avvocato Maria Brucale fa parte dell’Osservatorio carcere Ucpi e della Giunta dell’associazione Nessuno Tocchi Caino. Dopo aver letto gli articoli comparsi su La Stampa premette che “ai detenuti del 41bis non vengono concessi permessi premio. Lo vieta la legge”.
di Manuela D’Alessandro
giustiziami.it, 28 ottobre 2026
È arrivato il momento di dirlo: di quello che succede nelle carceri non sappiamo più quasi niente. Aggiungiamo: non sappiamo scandalosamente più niente. L’ennesima prova si è avuta questa mattina quando solo da un comunicato di don Paolo Selmi, il presidente della Casa della Carità, si è venuti a conoscenza della morte di Lamin Sonko, che il 29 maggio ha tentato di uccidersi in una ‘cella liscia’ a San Vittore e l’8 giugno è morto all’ospedale Niguarda dove era arrivato in condizioni gravissime. “Non potevamo stare in silenzio come Casa della Carità” ci ha detto don Paolo al quale abbiamo chiesto il perché di quella nota nella quale spiegava anche che questo giovane uomo originario del Gambia continuava a ripetere ai volontari della Casa della Carità di voler telefonare alla madre.
di Antonio Averaimo
Avvenire, 28 ottobre 2026
Lo chiamano “modello Napoli”. È da qui, infatti, che è partita la riscossa dello Stato per blindare le carceri italiane, dove droga, armi e cellulari entrano sempre più spesso indisturbati, consentendo, tra le altre cose, ai boss mafiosi di continuare a comandare dalle proprie celle. Tre sono le misure già adottate o in via di sperimentazione nei penitenziari campani per fermare la deriva denunciata da numerosi magistrati antimafia, in particolare da Nicola Gratteri, oggi alla guida della Procura di Napoli. Innanzitutto i jammer, gli inibitori di segnale acquistati nel 2018 e utilizzati per la prima volta dall’inizio del mese nel carcere di Secondigliano. Poi le reti metalliche, per bloccare le sempre più frequenti consegne di stupefacenti e telefonini effettuate attraverso i droni.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 28 ottobre 2026
Sinergia tra “Recidiva Zero” e “Limen, un futuro oltre la pena”. Al salone della Giustizia il presidente dell’Anm Tango lancia l’allarme sovraffollamento nei minorili. Formazione professionale per l’inserimento dei detenuti nel mondo del lavoro. È l’obiettivo dell’accordo siglato dal Cnel e dalla Fondazione Cariplo per l’inclusione delle persone private della libertà personale. Con il protocollo d’intesa firmato oggiù, martedì 27 ottobre, dai rispettivi presidenti Renato Brunetta e Giovanni Azzone, Fondazione Cariplo si aggiunge alla rete dei partner territoriali che concorrono allo sviluppo del Rapporto annuale “Recidiva Zero”, rafforzando il legame tra ricerca, conoscenza delle realtà locali e percorsi di reinserimento.
di Paola D’Amico
Corriere della Sera, 28 ottobre 2026
Iniziativa promossa da Plastic Free e Seconda Chance: è il primo appuntamento nazionale dopo la sottoscrizione del protocollo d’intesa con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) del Ministero della Giustizia, che prevede almeno due mobilitazioni annuali per favorire responsabilizzazione, inclusione sociale e tutela ambientale attraverso attività di volontariato. Persone detenute impegnate in percorsi di esecuzione penale esterna e volontari, in ventiquattro città di dieci regioni, per dedicare la Giornata nazionale di pulizia ambientale - sabato 24 ottobre - a ridurre l’inquinamento da plastica. L’iniziativa è promossa dall’organizzazione di volontariato Plastic Free e da Seconda Chance Aps, associazione attiva nel reinserimento socio-lavorativo delle persone detenute ed ex detenute.
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 28 ottobre 2026
Ddl Sicurezza, emendamento contro i medici che non firmano le idoneità nei Cpr. Sui provvedimenti sulla sicurezza, da parte della maggioranza è l’assalto alla diligenza. E di provvedimenti simili in questo momento è pieno il Parlamento: tra decreti e disegni di legge alla Camera e al Senato ci sono almeno sei testi in discussione che intervengono con nuove politiche securitarie o strette sulle persone migranti. Ci sono il decreto con il tetto agli studenti stranieri, la proposta di legge che restringe l’accesso alla cittadinanza, un provvedimento di FdI che interviene sul fondamentalismo religioso, la velocizzazione degli sfratti e infine l’ultimo decreto sicurezza varato una settimana fa e il suo fratello maggiore, il ddl Sicurezza parzialmente svuotato dal decreto.
di Alberto Iannuzzi*
Il Fatto Quotidiano, 28 ottobre 2026
La rabbia, quando non trova ascolto, rischia di trasformarsi in disperazione, di alimentare la violenza e di approfondire la frattura tra cittadini e istituzioni. A questo punto è evidente che continuare a invocare l’ordine pubblico per giustificare nuove leggi diventi solo propaganda; anzi, il modo più comodo per evitare domande scomode ed eludere risposte impegnative. Se sette decreti sicurezza non sono stati sufficienti a impedire il ripetersi delle proteste e delle tensioni sociali, forse il problema non è soltanto l’assenza di norme o la loro insufficiente severità, ma ciò che la politica continua ostinatamente a non vedere.
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