di Maria Brucale
Il Domani, 23 maggio 2026
Il decreto Sicurezza ha introdotto la possibilità per gli agenti di infiltrarsi tra i detenuti, in una logica di sicurezza e prevenzione. Così, però, si trasforma lo spazio della reclusione in un panopticon psicologico totalizzante, dove l’identità stessa del singolo viene aggredita e definitivamente calpestata. La politica di segregazione carceraria e di progressivo annullamento dell’individualità trova la sua espressione più subdola, profonda e devastante nell’introduzione strutturata di agenti infiltrati all’interno degli istituti di pena, previsto dall’ultimo decreto Sicurezza. Una misura giustificata a parole da ragioni di sicurezza e di prevenzione di reati che finisce, però, per trasformare lo spazio della reclusione in un panopticon psicologico totalizzante, dove l’identità stessa del singolo viene aggredita e definitivamente calpestata.
ufficiostampa.provincia.tn.it, 23 maggio 2026
Secondo il Rapporto dell’Associazione Antigone, nel 2025, a fronte di 63.500 detenuti presenti nelle carceri italiane, solo 21.700 lavoravano, poco più del 34% del totale. Gran parte delle attività lavorative era all’interno del sistema penitenziario e solo il 4% all’esterno. In questo scenario, Trento è una mirabile eccezione, con un tasso di occupazione al di fuori delle strutture detentive del 20%. Ma se in Trentino i dati sono almeno incoraggianti, il quadro del Paese evidenzia come il tema del pieno riconoscimento del lavoro quale diritto/dovere - anche in carcere - meriti la massima attenzione. E proprio l’importanza del lavoro per la dignità, la valorizzazione e il recupero della persona è stato al centro dell’incontro intitolato “Lavoro e carcere tra sogno e realtà”, svoltosi presso la Casa Circondariale di Spini di Gardolo nell’ambito del Festival dell’Economia di Trento.
gnewsonline.it, 23 maggio 2026
Ridurre la logica carcerocentrica, garantendo al contempo la sicurezza sociale. Questo è il senso delle misure adottate e da adottare per le carceri, che il ministro Carlo Nordio ha illustrato durante l’intervista del direttore del Tg1 Gian Marco Chiocci. Il dialogo tra il Guardasigilli e il giornalista è stato trasmesso al carcere di Spini di Gardolo, durante il Festival dell’Economia di Trento. Tra le misure c’è l’elenco nazionale delle strutture esterne per i detenuti senza domicilio, oggetto, ieri, di una conferenza stampa presso la Sala Livatino del Ministero. “Abbiamo concluso un iter - ha detto Nordio a Chiocci - che consentirà ai detenuti che hanno diritto agli arresti domiciliari, ma che non avendo domicilio devono restare in carcere, di stabilirsi in strutture protette delle quali stiamo facendo l’elenco, dove possono e devono iniziare un percorso di lavoro”.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 23 maggio 2026
Si è parlato di garantismo e legge elettorale, di integrazione europea e scenari politici, ma anche di referendum, di cosa ha portato alla sconfitta del Sì e dell’eterno ritorno, da Tangentopoli in poi, del giustizialismo nel nostro Paese. È stato l’ex parlamentare Pd e costituzionalista Stefano Ceccanti a riunire coloro che si erano ritrovati nella “Sinistra per il Sì” durante la campagna referendaria e che ora si prodigano affinché quelle istanze, anche e soprattutto attraverso l’associazione LibertàEguale di cui Ceccanti è vicepresidente, non vengano perdute e anzi siano al centro dei programmi elettorali delle coalizioni, specialmente di quella progressista che si va formando.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 23 maggio 2026
Norme anti gogna, l’ex presidente della Camera: “Smettiamola di scomodare Falcone e Borsellino per avere ragione”. Luciano Violante, già presidente della Camera ed ex magistrato, cosa pensa delle nuove linee guida del Csm in materia di comunicazione istituzionale? “Sta emergendo, ormai da qualche anno, in tutti quanti i Paesi liberal democratici il diritto alla reputazione delle persone come nuovo diritto della modernità. E questo tipo di intervento del Csm si colloca nel quadro del riconoscimento di tale diritto”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 23 maggio 2026
Alla vigilia dell’anniversario di Capaci, il capo dei pm di Caltanissetta De Luca torna sul dossier caro ai due giudici: “Furono isolati, poi le stragi”. Nell’anniversario della strage di Capaci puntuale come ogni anno si riaccende il ventilatore delle suggestioni. Un rito sempre redditizio. Quel connubio inscindibile tra sette pseudo-esoteriche, professionisti dell’antimafia da salotto e la solita paranza mediatica - Report in prima fila - che deve per forza venderti la favola comoda. La favola secondo cui quattro “contadinotti” con la coppola non avrebbero mai potuto fare tutto da soli. Serve il grande vecchio.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 23 maggio 2026
Solo nell’ultimo anno ben due processi sono nati a Caltanissetta per presunti depistaggi sulle indagini sull’uccisione di Falcone. Lo storico Salvatore Lupo: “Le indagini fondate su complotti che fanno sparire la mafia”. Il 23 maggio 1992 Cosa nostra uccideva Giovanni Falcone, sua moglie e gli uomini della scorta. Trentaquattro anni dopo, i mandanti e gli esecutori della strage sono stati condannati in via definitiva, ma la vicenda continua a essere al centro di iniziative giudiziarie. Solo nell’ultimo anno ben due processi sono nati a Caltanissetta per presunti depistaggi sulle indagini sulla strage. Una sorta di controcanto rispetto alle inchieste condotte in precedenza a Palermo da Scarpinato, Di Matteo & Co. che invece prefiguravano il coinvolgimento di pezzi deviati dello stato, servizi segreti e massoneria. Dopo 34 anni, però, ci si chiede se tutto ciò sia proprio necessario. “La magistratura non deve sostituirsi alla storiografia”, dice al Foglio lo storico Salvatore Lupo.
genovatoday.it, 23 maggio 2026
“Le carceri liguri sono ormai oltre il limite della sostenibilità. Marassi, Sanremo e La Spezia stanno affrontando una situazione esplosiva”. A lanciare l’allarme rosso, senza troppi giri di parole, è la Uil Fp Polizia Penitenziaria tramite il segretario regionale Fabio Pagani, che parla di un sistema ormai “fuori controllo”. Ma cosa ha innescato questo cortocircuito? La miccia, secondo il sindacalista, va cercata fuori regione, per l’esattezza nella casa circondariale di Alessandria San Michele. “L’istituto piemontese è stato svuotato per fare spazio ai detenuti da sottoporre al regime di 41 bis” spiega.
La Sicilia, 23 maggio 2026
La garante dei detenuti Di Caro entra dentro il Cerulli. La Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Erice, l’avvocato Francesca Di Caro, ha effettuato una visita istituzionale presso la Casa Circondariale “Pietro Cerulli”, ove è stata accolta dalla direttrice della struttura, dottoressa Gennai, dal personale amministrativo, educativo-trattamentale e di Polizia Penitenziaria. La visita, svolta in clima di completa collaborazione, segna l’avvio ufficiale dell’attività di ascolto della Garante dentro il carcere, con colloqui con la popolazione detenuta una volta al mese, l’ultima domenica di ogni mese, mantenendo al contempo la piena disponibilità ad intervenire tempestivamente per eventuali emergenze.
di Ludovica Lopetti
Corriere di Torino, 23 maggio 2026
Moussa Balde si tolse la vita nel Cpr di Torino dopo avere subito un “processo di animalizzazione” e di “deumanizzazione”. È un’immagine mortificante quella che offrono il Tribunale nella sentenza con cui spiega la condanna a un anno - per omicidio colposo - di A.S., dipendente della francese Gepsa (società di facility management che fino al 2023 gestiva i servizi dentro il Cpr) ed ex coordinatrice del centro. Moussa, 23enne guineano, si tolse la vita impiccandosi nel Cpr di corso Brunelleschi il 23 maggio 2021. Esattamente cinque anni più tardi i giudici restituiscono dignità e giustizia a questo migrante, arrivato in Italia nella speranza di lavorare come elettricista e finito nel limbo dei centri di permanenza.
- Perugia. Scandalo al carcere di Capanne: intercettati i colloqui tra avvocati e detenuti
- Torino. Il riscatto di Tania passa dal lavoro e da un percorso di giustizia riparativa
- Vibo Valentia. I detenuti diventano assaggiatori d’olio d’oliva, al via un corso professionale
- Torino. Premio don “Meco”: “Atti di cura, scelte di legalità”
- Chieti. “Voci dal mondo altro”, presentazione della raccolta di racconti scritti dalle detenute











