antigone.it, 28 settembre 2026
Patrizio Gonnella: “L’indagine conoscitiva sulle carceri deve servire a svelare anche le responsabilità del degrado attuale a partire da chiusure, tensioni e condizioni di illegalità diffuse”. Del carcere molte cose già le conosciamo, sappiamo che le condizioni di vita sono drammatiche, con sacche di violazioni dei diritti fondamentali e un gap intollerabile tra pratiche e norme. Sappiamo anche che il sovraffollamento è totalmente fuori controllo e che il numero di condanne dello Stato italiano, comminate da parte dei Tribunali di Sorveglianza per il verificarsi di condizioni di detenzione inumane o degradanti, sono in crescita di anno in anno e, solo nel 2025, sono state oltre 6.500.
di Teresa Olivieri
Italia Oggi, 28 settembre 2026
È stato pubblicato sul sito del Ministero l’Elenco delle strutture residenziali per l’accoglienza e il reinserimento sociale delle persone detenute adulte, tenuto dal Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità. L’elenco è stato formato sulla base delle istanze presentate dal 30 marzo al 30 maggio 2026. Con la piena operatività dell’articolo 8 del Decreto-Legge 4 luglio 2024, n. 92 (convertito con modificazioni dalla Legge 8 agosto 2024, n. 112) e il successivo Decreto Ministeriale n. 128/2025, il ministero della Giustizia prova a spezzare il circolo vizioso per cui la condizione di marginalità economico-sociale trasforma la povertà in una causa di permanenza forzata in cella. Spesso le persone ammesse dal Magistrato di Sorveglianza all’affidamento in prova o ad altre misure alternative e penali di comunità in questo anni non hanno potuto accedere a tali benefici per l’assenza di una casa o di una rete familiare di supporto. L’impianto normativo è disegnato per garantire un passaggio graduale e sostenibile dal carcere alla vita civile, facendo perno su alcuni articoli chiave del provvedimento.
L’Unione Sarda, 28 settembre 2026
Il racconto della Garante dei detenuti Irene Testa: anziani e famiglie travolti dalla perdita della casa all’asta. Bastano la disperazione e una serie di scelte sbagliate per trasformare cittadini incensurati in carcerati. Storie di anziani e famiglie travolti dalla perdita della casa all’asta. Bastano la disperazione e una serie di scelte sbagliate per trasformare cittadini incensurati in detenuti. Lo racconta Irene Testa, garante dei detenuti, in un post su Facebook: “Negli ultimi tempi mi è capitato due volte di incontrare in carcere persone che, fino a poco prima, conducevano una vita normale”, spiega Testa, “una coppia di circa 80 anni, lui in carcere, lei a vivere in un garage. Poi una madre e un figlio. In entrambi i casi c’erano di mezzo beni finiti all’asta, tensioni con i nuovi acquirenti, litigi, dispetti e comportamenti che hanno avuto conseguenze penali”.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Riformista, 28 settembre 2026
“Non abbiate paura: è un ufficio di collaborazione, consultazione e di risoluzione, ove possibile, dei problemi e delle criticità”. Riprendendo le parole di San Giovanni Paolo II, il ministro Carlo Nordio ha voluto questa settimana rasserenare le toghe sull’attività, temutissima ai fini disciplinari, dell’Ispettorato generale di via Arenula. Per agevolare il lavoro negli uffici giudiziari, senza aspettare che arrivi l’ispezione per scoprire che qualcosa non funziona, è stata presentata “Help Ispettorato”, la nuova piattaforma digitale del Ministero della giustizia che mette a disposizione di tribunali e procure il patrimonio di esperienze raccolto dall’Ispettorato generale.
Intercettati colloqui tra avvocati e detenuti, Nordio: “Vicenda grave, verificare le responsabilità”
Il Dubbio, 28 settembre 2026
Le captazioni nel carcere di Perugia non sarebbero state utilizzate né trascritte. Il procuratore generale ha aperto un fascicolo autonomo. “La segretezza del colloquio tra difensore e assistito è connotata dalla stessa sacralità della confessione religiosa”. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio interviene sulle intercettazioni eseguite nelle sale riservate agli incontri tra detenuti e avvocati all’interno del carcere di Perugia “Capanne”. Il Guardasigilli ha risposto a due interrogazioni scritte presentate dal deputato di Più Europa Riccardo Magi e dal senatore di Forza Italia Pierantonio Zanettin. Dalle relazioni acquisite risulta che le conversazioni estranee all’indagine non sarebbero state utilizzate, trascritte o riassunte. Per Nordio, tuttavia, questa circostanza non riduce la gravità dell’accaduto.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 28 settembre 2026
Giulio Regeni, 28 anni, venne fermato illegalmente al Cairo il 25 gennaio 2016. Fu trovato morto sul ciglio di una strada il 3 febbraio. Sul cadavere, svestito, varie fratture ed evidenti segni di tortura. Le autorità egiziane hanno sempre negato la collaborazione; il 25 maggio 2021 sono stati rinviati a giudizio quattro ufficiali della Sicurezza nazionale egiziana. Il generale Tareq Sabir, il più alto in grado, è accusato di avere prima disposto e poi seguito personalmente il “monitoraggio” di Giulio Regeni; il colonnello Husam Helmy, invece, è indicato come il regista delle perquisizioni a casa di Giulio che hanno preceduto e seguito il rapimento, nonché il responsabile della cancellazione delle immagini registrate alla stazione della metropolitana dove il ricercatore sparì la sera del 25 gennaio 2016, mentre il suo pari grado e collaboratore Ather Kamal è considerato l’anello di collegamento con il sindacalista Said Abdallah, il “traditore” di Regeni; il maggiore Ibrahim Sharif, infine, è stato visto nel commissariato del Cairo dove Giulio fu portato dopo il “fermo non ufficiale”, e ritenuto presente alla detenzione e alle torture, fino alla “confessione” ascoltata casualmente da un testimone, quando disse “We crashed him”, gli abbiamo dato il colpo di grazia.
di Daniele Rosi
La Nazione, 28 settembre 2026
Oggi in consiglio l’aggiornamento della normativa di riferimento per poi procedere alla nomina. La maggioranza replica alle polemiche. Il carcere di Massa sarà dotato del Garante dei detenuti. Una figura che manca da 14 anni e che per essere nominata ha bisogno di un regolamento di riferimento aggiornato Provincia: dopo 14 anni arriva il Garante dei detenuti. Oggi il voto in consiglio provinciale sulla mozione unitaria, mentre la maggioranza replica alle polemiche: “Senza la preventiva revisione della Regolamento, l’atto sarebbe stato viziato da un’anomalia procedurale. Niente scorciatoie: prima la legge, poi le nomine”.
di Marta Mastrocinque
torinocronaca.it, 28 settembre 2026
La delegazione della Camera penale “Vittorio Chiusano” del Piemonte Occidentale e Valle d’Aosta denuncia una limitazione all’accesso durante la visita al Cpr di Torino. Gli avvocati Roberto Capra, Emilia Rossi, Matteo Ferrione, Elisa Costanzo e Benedetta Perego, componenti della Commissione Carcere e Sorveglianza, hanno potuto accedere soltanto agli spazi esterni ai moduli abitativi, senza entrare nelle aree in cui le persone trattenute trascorrono la giornata. Secondo quanto riferito dai penalisti, la Prefettura di Torino avrebbe autorizzato la visita esclusivamente agli “spazi comuni”, sulla base di una direttiva del Ministero dell’Interno. L’interpretazione adottata avrebbe però escluso gli ambienti interni ai moduli: la delegazione ha potuto transitare lungo le recinzioni perimetrali, ma non accedere, per esempio, alla mensa o ai cortili compresi tra le recinzioni e gli edifici.
quinewspisa.it, 28 settembre 2026
L’Ordine degli architetti di Pisa si propone per ripensare lo spazio interno all’istituto, con l’obiettivo di dargli una nuova funzione. Ripensare il cortile interno del carcere “don Bosco” per riqualificare non solo uno spazio fisico, ma anche le relazioni familiari, soprattutto i più piccoli e anche gli animali domestici. È questo l’obiettivo del progetto “Il giardino dell’incontro”, pensato su impulso della Camera Penale di Pisa e della sua presidente, l’avvocata Serena Caputo, ed elaborato dal Consiglio dell’Ordine degli architetti di Pisa e dal suo presidente Leonardo Germani, con l’obiettivo appunto di ripensare radicalmente questo luogo.
caritasroma.it, 28 settembre 2026
Lunedì 19 ottobre, dalle 18.30 alle 21.30, il Teatro Porta Portese ospita “Restart - Ripartire”, la maratona promossa dall’Opera Ronconi-Pennesi, in collaborazione con la Caritas diocesana di Roma attraverso il Servizio per la Pastorale Carceraria. Una serata di letture, musica e testimonianze per sostenere i percorsi di reinserimento e autonomia delle donne che hanno vissuto l’esperienza della detenzione. L’ingresso è gratuito. Ripartire dopo il carcere significa ricostruire relazioni, ritrovare fiducia e creare le condizioni per una reale autonomia. È da questo impegno che nasce “Restart - Ripartire”, l’iniziativa promossa dall’Opera Ronconi-Pennesi, in collaborazione con la Caritas diocesana di Roma attraverso il Servizio per la Pastorale Carceraria, in programma lunedì 19 ottobre 2026, dalle 18.30 alle 21.30, al Teatro Porta Portese, in via Portuense 102. Una vera e propria maratona di letture, musica e testimonianze, pensata per sensibilizzare sul reinserimento delle donne provenienti da esperienze di detenzione e raccogliere risorse per accompagnarle concretamente nel percorso verso una nuova autonomia.
- Roma. Musica oltre le sbarre: il concerto dei detenuti a Rebibbia
- Monza. In carcere la musica diventa una seconda possibilità
- Benevento. “Social Film Festival ArTelesia”, il cinema entra in carcere e abbatte le barriere
- L’ex bandito Annino Mele si racconta: i rapimenti, la latitanza, i 30 anni di carcere, i libri e la libertà ritrovata
- La violenza in Rete e l’urgenza di agire









