di Luisiana Gaita
Il Fatto Quotidiano, 26 giugno 2026
I sindacati: “Forni crematori, fermiamo la strage di diritti”. Si segnalano i rischi per migliaia di detenuti più anziani e con problemi cardiaci. Per alcuni l’ora d’aria arriva quando fa più caldo, mentre il sovraffollamento non accenna a diminuire. Carceri realizzate in cemento e asfalto, senza aree verdi, ostacoli per l’acquisto dei ventilatori, tasso di sovraffollamento insostenibile. E da giorni, anche il caldo oltre l’immaginabile. “Questa estate rovente sta diventando una seconda pena per le persone nelle carceri italiane. Abbiamo migliaia di detenuti che hanno più di 70 anni e molti malati cardiopatici e come ogni anno in questo periodo aumentano i suicidi e le morti da infarto”. A parlare è il portavoce della Conferenza nazionale dei garanti territoriali dei detenuti, Samuele Ciambriello, che chiede al ministero della Giustizia e al Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria di mettere in campo misure per far fronte all’ondata di caldo estremo nelle carceri italiane. E racconta: “Ci sono scene di detenuti che fanno l’ora d’aria quasi nudi a causa delle alte temperature. Dobbiamo fermare la strage di diritti e di vite in queste settimane, restituendo un minimo di dignità”.
di Manuel Orazi
Il Foglio, 26 giugno 2026
Rieducare i detenuti è anche un problema architettonico. Che nessuno ha risolto. Fra le due posizioni estreme del “buttare via la chiave” da un lato e dell’abolizionismo dall’altro esistono alcune alternative. C’è chi pensa, come il Fatto quotidiano, che basterebbe costruire nuove carceri per risolvere la questione. Ripensare il sistema penitenziario. La scarcerazione di Gianni Alemanno e le sue prime dichiarazioni sul sovraffollamento e le drammatiche condizioni di vita all’interno degli istituti penitenziari, personale di servizio compreso, riaprono il dibattito su questo tema spinoso tradizionalmente sostenuto da Marco Pannella e più di recente liquidato in maniera opposta dall’ex sottosegretario Delmastro, che anzi in un pubblico discorso si spinse a dire che “provo intima gioia all’idea di far sapere che non lasciamo respirare chi sta dietro il vetro oscurato”.
cnel.it, 26 giugno 2026
Maggiori tutele contro la disoccupazione involontaria. Il Cnel ha approvato all’unanimità un disegno di legge che riconosce ai detenuti lavoratori la possibilità di accedere alla NASpI, cioè di ottenere l’indennità erogata dall’INPS in caso di disoccupazione involontaria. Si tratta del quinto ddl predisposto nel quadro del programma Recidiva Zero, realizzato dal Cnel in collaborazione con il ministero della Giustizia, al fine di favorire l’inclusione sociale e lavorativa delle persone private della libertà personale grazie a studio, formazione e lavoro in carcere e fuori dal carcere. In particolare, la proposta - definita nell’ambito del Segretariato permanente per l’inclusione economica, sociale e lavorativa delle persone private della libertà personale, istituito presso il Cnel - modifica l’art. 20 della legge 354/1975 sull’ordinamento penitenziario, chiarendo espressamente che il lavoro intramurario svolto alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria costituisce lavoro subordinato anche ai fini previdenziali e assistenziali e che la cessazione del rapporto produce uno stato di disoccupazione utile ai fini dell’accesso agli ammortizzatori sociali contro la disoccupazione involontaria.
garantedetenutilazio.it, 26 giugno 2026
Nella proposta della senatrice Bilotti si prevede il completamento del percorso iniziato con la legge Basaglia del 1978 e proseguito con la chiusura degli Opg. “Credo che ce ne sia molto bisogno”. Così il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, ha esordito nel suo intervento alla conferenza stampa di presentazione del disegno di legge sulle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems), della senatrice Anna Bilotti, che si è svolta nella Sala Caduti di Nassiriya del Senato, mercoledì 24 giugno. La legge 81 del 2014 ha chiuso gli Ospedali psichiatrici giudiziari (Opg), una riforma parte dello stesso percorso che, con la legge Basaglia del 1978, aveva portato alla chiusura dei manicomi civili. Niente più manicomi criminali, dove la custodia si confondeva con la cura. Al loro posto, le Rems: residenze piccole, territoriali, pensate per accompagnare verso la riabilitazione. Dodici anni dopo, quella riforma sembra incompiuta.
odg.it, 26 giugno 2026
Sono oltre 30 le testate giornalistiche che si avvalgono di redazioni all’interno degli istituti penitenziari. Esperienze importanti alle quali collaborano giornalisti professionisti e che puntano a far crescere la capacità di lettura e analisi della realtà, nonché a comunicare in maniera responsabile e corretta, secondo le regole deontologiche che l’Ordine si è dato. Alcune testate hanno ormai una storia consolidata, altre sono più giovani e altre ancora stanno muovendo i primi passi. Iniziative fondamentali per il percorso di reinserimento, nel contesto di una pena costituzionalmente orientata, la cui validità è da sempre riconosciuta e valorizzata dal Ministero della Giustizia. Sostenere e promuovere queste esperienze e favorire la nascita di nuove è l’obiettivo del Protocollo d’intesa siglato nell’aprile scorso tra Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) e Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti (Cnog).
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 26 giugno 2026
“La soluzione al sovraffollamento? Più penitenziari, mai amnistia”, dice il Generale. Che sigla il patto con Alemanno nella cena romana. La cosa nera è apparecchiata, tra brindisi e porceddu. È la “vera destra sociale” che non lascia indietro nessuno e arruola la “feccia”. La “sporca dozzina”. Gli scontenti, lo scarto. Mo vuoi vedere che fuori ci restano solo i carcerati? Vada pure per Gianni Alemanno, che “ha pagato il suo debito con la giustizia e ora è pronto a mettere a servizio di Futuro nazionale la sua lunga esperienza politica”, dice l’amico Vannacci. Che abbraccia l’ex sindaco appena uscito di prigione dopo un anno e mezzo. E si offre alle telecamere per sigillare il patto. Ma poi dice: “Tra Abele e Caino io sto con Abele e Caino deve marcire in carcere”. Di più: “Chi commette un reato grave deve pagare, come nel caso di Turetta, anche senza bisogno del reato di femminicidio”.
di Errico Novi
Il Dubbio, 26 giugno 2026
La riforma dovrebbe entrare in vigore il 28 febbraio: toghe pronte a dar battaglia alla vigilia delle Politiche. L’Anm può cedere o voltare pagina su molte cose. Lo ha fatto sul protagonismo mediatico dei pm, con le linee guida sulla comunicazione dei magistrati che, di fatto, disincentivano il narcisismo iperbolico delle Procure. Sembra, la magistratura, pronta a cambiare passo, con un’altra autoriforma del Csm, anche sulle pagelle (più propriamente, le “valutazioni di professionalità”) clamorosamente appiattite, da lustri, tutte verso l’eccellenza.
di Roberto Natale*
Il Manifesto, 26 giugno 2026
L’anniversario non verrà di certo ignorato. Il problema è negli altri giorni dell’anno. L’anniversario non verrà di certo ignorato. Anche domani, per la quarantaseiesima volta, nel Consiglio comunale di Bologna ci si stringerà intorno a Daria Bonfietti e all’Associazione dei parenti delle vittime della strage di Ustica, per ripetere insieme a loro - come ogni 27 giugno - che la memoria di un Paese non si cancella e per condividere lo sgomento per la richiesta arrivata dalla procura di Roma: archiviare l’inchiesta aperta nel 2008 dopo le dichiarazioni dell’allora presidente emerito Cossiga, che per l’abbattimento del Dc9 Itavia aveva chiamato in causa la Francia. Domani si diranno le parole giuste.
di Maurizio Crippa
Il Foglio, 26 giugno 2026
Ossessione per le vite degli altri, ritrovare è sempre un po’ punire. Nacque “Chi l’ha visto?” come esperimento della tivù parodistica del servizio pubblico di Angelo Guglielmi, che univa l’involucro del compito sociale al cinismo intellettuale dell’entomologo da Gruppo 63. “Il programma della Rai aveva costruito, nei decenni precedenti, un patto intimo con il pubblico: il patto di chi non ha risposte e spera di trovarle guardando la televisione. Uno spazio dove il dolore privato diventa pubblico, dove la disperazione incontra l’audience nel momento più fragile della narrazione”.
Il Sole 24 Ore, 26 giugno 2026
La Corte costituzionale, con la sentenza numero 114, depositata ieri, ha dichiarato non fondate questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal Magistrato di sorveglianza di Napoli in relazione agli articoli 3 e 27, terzo comma, della Costituzione - degli articoli 69 e 69-bis della legge di ordinamento penitenziario. In particolare, il giudice a quo dubitava della costituzionalità di tali norme nell’interpretazione, costituente “diritto vivente”, secondo cui spetta al magistrato di sorveglianza (e non al giudice dell’esecuzione penale) la competenza a provvedere sull’istanza di liberazione anticipata anche nel caso in cui sia stata comminata, o applicata su richiesta, la pena del lavoro di pubblica utilità sostitutivo.
- Brescia. Suicidio in carcere, la Camera penale: “Spaventosa e inaccettabile deriva d’odio sui social”
- Trento. Per i sanitari del carcere non è idoneo al Cpr ma viene trasferito ugualmente a Gradisca
- Rovigo. Carcere minorile, ancora materassi bruciati e quattro tentati suicidi
- Massa Carrara. Il carcere fra luci e ombre. Troppi detenuti, pochi agenti ma tante attività positive
- Arezzo. Metà celle inutilizzabili. Fanfani: “Lavori fermi e non c’è ancora una data”










