di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 3 luglio 2026
Il caso di Gaetano, deceduto nel carcere di Caltagirone dopo giorni di dolori. Un’altra morte a Sollicciano. Un detenuto morto dietro le sbarre, una famiglia che chiede spiegazioni e una denuncia-querela depositata ai Carabinieri. È la vicenda di Gaetano Sciacca, 47 anni, morto il 26 giugno scorso nella casa circondariale di Caltagirone, dove stava scontando una pena definitiva. La mattina di quel giorno la moglie ha ricevuto la telefonata di un’educatrice dell’istituto, che le comunicava il decesso del marito. Poche ore dopo il padre e la moglie si sono presentati alla stazione dei Carabinieri per mettere nero su bianco quello che, secondo loro, non torna.
di Angela Stella
L’Unità, 3 luglio 2026
Il sequestro di Sollicciano, le ombre sulla morte di un detenuto a Prato. Il sovraffollamento al 139% e la scandalosa risposta di Ostellari sui bambini in carcere: “nessuna emergenza, stanno bene”. Non c’è pace per il carcere di Sollicciano. Ieri all’assessora dem della Toscana Monia Monni, in visita al penitenziario insieme al direttore generale dell’Asl Toscana Centro, Valerio Mari, è stato negato l’accesso ai locali dove è stata trasferita l’articolazione della salute mentale. “Lo ritengo un fatto estremamente grave - ha detto Monni - perché, essendo il carcere in una fase di riorganizzazione dovuta a un giusto provvedimento e auspicato provvedimento della magistratura, in questo momento alcuni detenuti in condizione di grande fragilità sono in situazioni temporanee. Pur consentendoci di parlare con loro, non ci hanno fatto vedere in che condizioni sono i locali”.
di Errico Novi
Il Dubbio, 3 luglio 2026
La cabina di regia sull’edilizia penitenziaria è alla sesta riunione. Ma dall’incontro che ieri ha rimesso attorno a un tavolo il commissario straordinario nominato dal governo per realizzare il Piano carceri, Marco Doglio, e alcune prime linee dell’Esecutivo, non sono arrivate novità. Semplicemente è stata ribadita l’intenzione di realizzare gli ampliamenti messi in calendario: 10mila e 500 nuovi posti disponibili entro il 2027. Il punto è che, se pure il “cronoprogramma verrà rispettato”, come assicura una nota, l’ottimismo del governo suona come un’inesorabile beffa, nel pieno dell’estate più calda del secolo e senza alcuna prospettiva, dunque, di assistere a un pur minimo riflesso della nuova capienza sulle vite, e sulla tortura, di chi è detenuto attualmente.
di Errico Novi e Valentina Stella
Il Dubbio, 3 luglio 2026
Clamoroso strappo dei meloniani, che presentano in Senato un emendamento per soddisfare le richieste del capo della Dna Melillo. Gli azzurri: “Niente captazioni a strascico”. Adesso si rischia davvero l’incidente in Parlamento. La tensione sulla giustizia, nella maggioranza, ha raggiunto altitudini fuori controllo. Con esiti per ora imprevedibili. Oggi si è tenuta una riunione a via Arenula tra il guardasigilli Carlo Nordio e gli altri componenti del “board” del ministero, uno per partito: il viceministro Francesco Paolo Sisto, di Forza Italia, il sottosegretario Alberto Balboni, di Fratelli d’Italia, e il suo omologo Andrea Ostellari, della Lega.
di Paolo Festuccia
La Stampa, 3 luglio 2026
Il vice presidente del Csm cita Leonardo Sciascia: “Se tutto è mafioso, nulla è mafioso”. “Bisogna lasciare alle spalle il momento referendario e pensare al futuro”. Fabio Pinelli, vicepresidente del Csm invita a incardinare un “tavolo della giustizia due punto zero”, per giungere a un “nuovo modello di giustizia per il Paese” orientato verso i “grandi beni da proteggere nella modernità”: privacy, reputazione, ambiente, sicurezza e contrasto alla criminalità digitale”.
di Stefano Giordano*
Il Riformista, 3 luglio 2026
Prima l’ok, poi lo stop per pericolo di fuga. Il caso non è questione di clemenza verso un pluriomicida, ma di coerenza (e di umanità) La valutazione di un fascicolo può essere rivista in base all’ufficio che lo riapre. Cesare Battisti resta quello che è: un pluriomicida, latitante per 37 anni, che ha materialmente premuto il grilletto in almeno due dei quattro delitti per cui sconta l’ergastolo. Nessuna riga di questo pezzo è scritta per lui. È scritta contro un apparato che, sulla stessa identica domanda - “ha compiuto una rivalutazione critica del proprio passato?” - fornisce risposte opposte a distanza di pochi mesi, senza che sia intervenuto alcun fatto nuovo.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 3 luglio 2026
La Corte costituzionale con la sentenza n. 118 ha escluso che la sanzione disciplinare possa essere considerata di natura punitiva, tale da far scattare la garanzia del ne bis in idem. Non viola il divieto di bis in idem la sottoposizione di un detenuto a un processo penale per una condotta illecita costitutiva di reato, per la quale gli sia già stata applicata la sanzione disciplinare dell’esclusione dalle attività in comune. Lo ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza numero 118, depositata oggi, con la quale è stata giudicata non fondata una questione sollevata dal Tribunale di Firenze.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 3 luglio 2026
Sì all’alternativa al carcere per il reato commesso prima della legge 181/2025. Il giudice non può negare la sostituzione del carcere con il lavoro di pubblica utilità, al condannato per stalking ai danni di una minore, in base alla legge sul femminicidio, se i fatti sono stati commessi prima dell’entrata in vigore della norma. La Cassazione (sentenza 24298/2026) afferma l’inapplicabilità della legge 181/2025 alle azioni commesse prima del 17 dicembre 2025, data di entrata in vigore della norma.
di Andrea Dalla Serra
Corriere dell’Alto Adige, 3 luglio 2026
Tragico gesto in una cella di via Dante. Interviene il sindacato della polizia penitenziaria. Aveva 68 anni ed era originario della Puglia il detenuto che, nella notte tra mercoledì e giovedì, si è tolto la vita all’interno della sua cella nel carcere di Bolzano. Il direttore della Casa circondariale, Giovangiuseppe Monti, confermando quanto successo, ha fatto sapere che si tratta di una persona “gravemente malata e affetta da diverse patologie”. L’uomo, che nella struttura di via Dante era aiutato da un compagno di cella che lo sosteneva nella deambulazione quotidiana, aveva alle spalle diversi reati ed era arrivato in Alto Adige non più di un paio di mesi fa.
di Silvia Bini
La Nazione, 3 luglio 2026
Rodriguez Matute è stato trovato senza vita all’alba di mercoledì in cella. Quel giorno era atteso in procura per chiarire un presunto episodio di percosse. L’avvocato: “Avevo fatto richiesta della cartella clinica, aspettiamo le indagini”. L’ultima risposta arriverà dall’autopsia. È fissato per domani mattina alle 8, nel reparto di Anatomia patologica dell’ospedale di Pistoia, l’esame che dovrà chiarire le cause della morte di Dennis Antonio Rodriguez Matute, il detenuto honduregno di 26 anni trovato senza vita all’alba di mercoledì nella cella della Dogaia dove era rinchiuso dallo scorso 12 maggio. La famiglia ha deciso di nominare un consulente tecnico di parte, che assisterà agli accertamenti disposti dalla Procura, mentre al momento non è stata presentata alcuna denuncia. La scelta, spiega il legale Simone Valenti, è quella di attendere l’esito degli esami prima di valutare eventuali iniziative.
- Prato. Il giallo del 26enne trovato morto in cella. Ritardi nella consegna dei referti medici
- Firenze. Il caso del detenuto morto. L’Asl: “Ha inciso anche il caldo”.
- Rossano Calabro (Cs). Giallo sulla morte del detenuto, l’autopsia non chiarisce le cause
- Roma. Dal coma per la meningite al ritorno nello stesso carcere: il caso Tiziano Paloni
- Torino. Morì suicida in cella, il pm: “Rischio sottovalutato”










