di Rocco Vazzana
Il Manifesto, 19 aprile 2026
Dopo l’emendamento al dl sicurezza sui rimpatri favoriti dai legali parla Francesco Greco, presidente del Consiglio nazionale forense. All’indomani dell’approvazione al Senato del decreto sicurezza che chiama in causa il Consiglio nazionale forense tra gli attori protagonisti in materia di rimpatri volontari, il presidente del Cnf Francesco Greco si sente “in un frullatore”. L’organo istituzionale che presiede è stato inserito nel testo “senza che io ne sapessi nulla”, garantisce.
di Angelo Greco
laleggepertutti.it, 19 aprile 2026
La Cassazione equipara il ritardo nella scarcerazione alla mancata concessione dei domiciliari, aprendo alla riparazione per ingiusta detenzione. Esiste una differenza profonda, non solo quantitativa ma soprattutto qualitativa, tra lo scontare una pena all’interno di una cella o tra le mura della propria abitazione. La privazione della libertà subita in un istituto penitenziario incide sulla vita dell’individuo in modo molto più afflittivo rispetto alla detenzione domiciliare. Per questo motivo, ogni giorno trascorso ingiustamente in carcere quando si avrebbe diritto a stare a casa deve essere oggetto di riparazione economica. La Corte di cassazione ha stabilito che l’ingiusta detenzione non si configura solo quando una persona è del tutto innocente, ma anche quando l’autorità giudiziaria o gli uffici di cancelleria ritardano ingiustificatamente l’adozione o l’esecuzione di un provvedimento che dispone il passaggio dal regime carcerario a quello dei domiciliari.
di Luca Fiorucci
La Nazione, 19 aprile 2026
Una detenuta di 41 anni, ternana, è stata trovata senza vita, ieri mattina, nella sua cella nel reparto femminile del carcere di Capanne. Ad accorgersene l’agente di Polizia penitenziaria addetta alla vigilanza, riferisce Angelo Romagnoli della segreteria regionale della Uilpa - che, appurato che la donna, ancora a letto, non respirava più, ha immediatamente attivato i soccorsi. Il personale sanitario ha cercato di rianimare la donna, senza però riuscire nell’intento. Sul posto si è subito recato il magistrato di turno e il medico legale. Gli accertamenti sono ancora in corso.
di Samuele Ciambriello
Ristretti Orizzonti, 19 aprile 2026
Mohamed D., un detenuto di 42 anni originario del Bangladesh, è morto nella prima mattinata di ieri nell’ospedale Cardarelli di Napoli, dove era arrivato il 17 marzo dal carcere di Poggioreale. Ai familiari residenti in provincia di Napoli le nostre condoglianze e la nostra vicinanza. In Italia dall’inizio dell’anno nelle carceri 64 morti, di cui 15 suicidi.
di Sarah Valtolina
ilcittadinomb.it, 19 aprile 2026
La novità scaturisce dalla consapevolezza delle crescenti difficoltà che si incontrano per gli ingressi nel penitenziario. Sollecitata una riflessione sulle condizioni detentive. Una quindicina di associazioni e realtà del terzo settore che operano nella casa circondariale di Monza hanno sottoscritto un appello alleanza per denunciare “la riduzione della concreta possibilità di relazione con il territorio che indebolisce ulteriormente la logica costituzionale della detenzione come percorso di reinserimento sociale già fortemente compromessa dalla natura stessa del carcere e dalle condizioni di sovraffollamento”, si legge nel documento. Un appello che fa seguito all’allarme lanciato dal cappellano del carcere, don Tiziano Vimercati, “perché la cittadinanza ne sia consapevole e perché gli sforzi che il volontariato, le istituzioni, le persone che lavorano nella casa circondariale compiono non venga vanificato da norme e regolamenti che vanno nella direzione opposta a quel che servirebbe”.
di Alice Muri
Il Resto del Carlino, 19 aprile 2026
Un momento del convegno a Palazzo Gradari per la presentazione dei progetti e delle attività di “Bracciaperte”. Laboratori formativi in carcere dedicati al reinserimento socio-lavorativo dei detenuti, ma anche attività di formazione nelle scuole e assistenza alle famiglie in difficoltà, alle quali vengono consegnati generi di prima necessità. Sono queste le principali attività realizzate nel 2025 dall’associazione Bracciaperte, presente a Pesaro da oltre dieci anni, che ieri mattina ha organizzato a Palazzo Gradari una presentazione del proprio operato e dei progetti per il futuro. Il presidente, Mario Di Palma, ha aperto la giornata di presentazione: “Io ero un artigiano - dice - e avevo il desiderio di creare dei laboratori formativi all’interno del carcere, tanto che ho iniziato portando una lavatrice o un frigo da mettere a disposizione dei detenuti per fare dei lavori di riparazione. Vedevo che c’era molto interesse e grazie alla fiducia accordata sia dagli istituti che dalla polizia penitenziaria, ma anche dei volontari siamo cresciuti come realtà. Nel 2025 abbiamo chiuso il progetto ‘Artigiani Dentro’, che ha coinvolto 30 detenuti del carcere di Pesaro in tre laboratori: tecnico riparatore, tecnico bici (realizzato insieme all’associazione Isaia) ed uno di xilografia artistica, durante il quale è stato realizzare anche un logo del carcere. Poi siamo impegnati nella riqualificazione degli spazi interni dal carcere di Pesaro, nella formazione nelle scuole (grazie anche a Csv) e, attraverso alla collaborazione con il Banco Alimentare, siamo arrivati ad aiutare 75 famiglie nel nostro territorio. Voglio ringraziare anche l’Auser Pantano ed il presidente Ezio Bracco per il costante sostegno, le forze di polizia oggi presenti, gli assessori Luca Pandolfi e Maria Rosa Conti e il consigliere regionale, Nicola Baiocchi”.
di Cristina Lacava
Io Donna, 19 aprile 2026
I detenuti di diversi Ipm (Istituti penali minorili) hanno reinterpretato con la Fondazione Rava il cartone della Scuola di Atene di Raffaello, in un’opera collettiva che ha permesso loro di ritrovare la fiducia e sperare. Così come altri progetti che li preparano dalle carceri minorili al “dopo”. Hanno cominciato da Hakimi, calciatore marocchino del Paris Saint-Germain. Via via, hanno disegnato gli altri: Mandela con Rosa Parks, Bob Marley, Marco Pannella, Shakira, Fabri Fibra, Sponge Bob e Homer Simpson. Tra personaggi reali e protagonisti dei fumetti, ci sono anche frammenti di vita vissuta, uno pneumatico a ricordare il lungo viaggio da clandestini verso l’Europa, l’autoritratto di un minorenne che si nasconde il viso con la mano, i messaggi in bottiglia come: “Il perdono con se stessi rende liberi” e il commovente Sos lanciato alla mamma: “Tra pochi mesi vieni a prendermi”. Ci sono tante storie dietro quelle figure, storie di chi si è, e magari si trova in un carcere minorile, e di chi si vorrebbe essere.
gnewsonline.it, 19 aprile 2026
Ago e filo come strumenti di libertà. Un gruppo di aspiranti sarti detenuti nel carcere di Secondigliano sono stati insigniti del premio sociale “Ilario Piscioneri”. Il riconoscimento, si legge nel comunicato dell’iniziativa, riguarda “progetti che utilizzano l’artigianato come via di riscatto sociale, in continuità con la visione di Ilario Piscioneri”, storico presidente dell’accademia nazionale dei sartori. La sartoria è arte non nuova nei penitenziari. A Santa Maria Capua Vetere, grazie a una collaborazione con lo storico marchio Marinella, i detenuti confezionano cravatte per le divise della Polizia penitenziaria. La casa circondariale di Biella ospita un laboratorio industriale condotto da Ermenegildo Zegna Holditalia Spa.
di Aldo Grasso
Corriere della Sera, 19 aprile 2026
Mentre a sinistra si discute di primarie, campo largo, coalizioni, necessità di un programma comune, si riaffaccia il fantasma del gazebo. Il chiosco da giardino inglese - il cui etimo deriva dal verbo to gaze (contemplare) e dal suffisso latino -ebo, tipico del futuro - da creazione ludica è diventato la trincea dei rassegnati, la garitta di strategie populiste, un ingombro stradale, rifugio della retorica demagogica dei social. La politica è altra cosa: è carisma, determinazione, progetto, acume, militanza, anche spietatezza.
di Paola D’Amico
Corriere della Sera, 19 aprile 2026
Formazione, sostenibilità e solidarietà si intrecciano nel progetto “Sartorie Sociali di Periferia A/R” di Made in Carcere e Fondazione Conad Ets. In una prima fase, offrirà una seconda opportunità a 20 donne di Cagliari, Lecco, Udine, Palermo e Lecce un periodo intensivo di formazione sartoriale. Via a un progetto nazionale di Fondazione Conad Ets e Made in Carcere per l’autonomia delle donne vittime di sfruttamento, violenza ed emarginazione. Per molte donne, la libertà comincia dal lavoro. Ed è da questa convinzione che prende vita “Sartorie Sociali di Periferia A/R”, che sarà realizzato da Made in Carcere, impresa sociale impegnata da quasi 20 anni nella creazione di opportunità lavorative per donne detenute o provenienti da contesti di vulnerabilità. In questo caso l’iniziativa punta a sostenere il reinserimento lavorativo e sociale di circa 20 donne emarginate dal mondo del lavoro, in particolare vittime di violenza o sfruttamento, attraverso un percorso di formazione professionale nel settore sartoriale.
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