di Mauro Palma
Il Manifesto, 16 luglio 2026
Provvedimenti annunciati come risolutivi non hanno diminuito la sofferenza in quei luoghi. Invece la progressiva penalizzazione ha portato a quasi 9mila persone detenute in più. Proprio nella giornata di martedì, mentre numerose delegazioni entravano in carcere su iniziativa promossa dalla neonata “Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione”, la Corte di Strasburgo ha condannato l’Italia per violazione dell’articolo 2 (tutela della vita) e dell’articolo 3 (divieto di tortura e trattamenti o pene inumane o degradanti) nei confronti di un ragazzo di ventotto anni, morto mentre era in detenzione nel carcere di Torino. La detenzione aveva determinato un progressivo calo del suo peso che però era stato considerato irrilevante, se non addirittura come risultato di una strategia manipolatoria.
di Francesca Bellini
altreconomia.it, 16 luglio 2026
L’elenco dei promotori dell’Alleanza per l’articolo 27 include, in ordine alfabetico: Acli, Antigone, Arci, Cgil, Cnca - Coordinamento nazionale comunità accoglienti, Cnvg - Conferenza nazionale volontariato giustizia, Confcooperative Federsolidarietà, Conferenza dei garanti territoriali delle persone private della libertà, Forum droghe, Gruppo Abele, L’altro diritto, La società della ragione, Legacoopsociali, Movimento di volontariato italiano (Movi), Movimento No Prison, Nessuno tocchi Caino, Ristretti Orizzonti, Voci di dentro. A metà luglio le porte di 34 istituti penitenziari italiani si sono aperte a 330 membri della società civile. A Milano le visite a Opera, San Vittore, Bollate e Beccaria hanno riportato al centro il tema del sovraffollamento, della carenza di personale e della crescente presenza di under 25 in carcere. “Di giovani si parla tanto ma non ce ne si occupa mai davvero”
di Giuseppe Frangi
ilsussidiario.net, 16 luglio 2026
Il caldo sta esasperando la vita nelle carceri italiane, sovraffollate e già invivibili. Lo Stato deve agire subito: sta già violando la sua Costituzione. “Visitare i carcerati” recita la sesta opera di misericordia. In questi tre giorni, da lunedì a oggi, la Conferenza nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale, le associazioni e le reti del Terzo settore che si occupano delle persone detenute hanno preso l’impegno di visitare le carceri in 30 città italiane per documentare le condizioni conseguenti ai picchi di caldo. “La mutazione climatica lì dentro diventa un’inutile e ulteriore punizione”, ha commentato Alessandro Bergonzoni, che ha partecipato all’iniziativa visitando il carcere di Bologna e uscendone sconvolto. “Venite e vedete, venite e ascoltate” è stato lo slogan lanciato dai Garanti per comunicare questa iniziativa presa sul piano nazionale.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 16 luglio 2026
Sul carcere bisogna “costringere le istituzioni a rispettare la legge”: altrimenti rischiamo di replicare “l’atteggiamento del suddito” che implora la “benevolenza del sovrano” anziché comportarci da “cittadini che il rispetto della legge lo pretendono”. Così Gherardo Colombo dopo la visita di “Alleanza per l’articolo 27” in 36 carceri di 29 città italiane. Sul carcere non bastano gli appelli, bisogna “costringere le istituzioni a rispettare la legge”: altrimenti rischiamo di replicare all’infinito “l’atteggiamento del suddito” che implora la “benevolenza del sovrano”, anziché comportarci da “cittadini che il rispetto della legge lo pretendono”. Così Gherardo Colombo, che ormai da molti anni il carcere lo frequenta come volontario.
imgpress.it, 16 luglio 2026
Lo scorso giugno a Milano (a Malta nel 2025, a Berlino nel 2024), a Palazzo Marino, la conferenza internazionale di Cope e Bambinisenzasbarre, rivelandosi un momento apicale di incontro tra rappresentanti istituzionali, dal Consiglio d’Europa, da circa 45 Ong di 32 paesi europei ed extra europei - dall’Estonia all’India, dagli Stati Uniti alla Turchia, dal Portogallo alla Svezia. La conferenza di Milano ha avuto un pubblico - anche online, con centinaia di collegati - di addetti ai lavori, professionisti, specialisti, istituzioni locali e nazionali, organizzazioni del terzo settore, società civile e operatori dei media.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 16 luglio 2026
Degrado al carcere Pagliarelli di Palermo: acqua arrugginita, niente aria d’estate e d’inverno manca il riscaldamento. Il Tribunale di sorveglianza di Palermo dovrà rivalutare l’istanza di Guerrino Casamonica, uno dei capi del clan romano, detenuto nel carcere Pagliarelli del capoluogo siciliano. L’uomo aveva chiesto di detrarre un giorno di pena ogni dieci trascorsi in cella, perché quelle celle, nella sua ricostruzione, violano l’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, la norma che vieta i trattamenti inumani o degradanti. La domanda era stata respinta due volte. La prima sezione penale della Corte di cassazione ha annullato il diniego e ha rinviato gli atti allo stesso Tribunale, che dovrà rifare i conti e motivare in modo diverso.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 16 luglio 2026
L’uomo aveva 23 anni ed era in isolamento. Nella struttura 100 detenuti invece di 33. Era da solo in una cella del carcere San Giorgio. Lo hanno trovato ieri mattina senza vita intorno alle 8. Da una prima ricostruzione sembra che si sia impiccato. Aveva 23 anni, era originario del Bangladesh ed era entrato il 2 luglio nel carcere di Lucca a seguito di un’ordinanza di custodia cautelare per furto. A dare l’allarme ieri mattina sono stati gli agenti di polizia penitenziaria. Subito è intervenuto il medico che ha inutilmente tentato di rianimare l’uomo. Si sta adesso cercando di chiarire le cause della morte, e nel caso fosse confermato il suicidio, i motivi del gesto estremo. Sembra che negli ultimi giorni sia stato messo in cella da solo perché era particolarmente aggressivo verso gli altri e per questo gli altri detenuti avevano protestato chiedendo di allontanarlo. Era stato sottoposto a visita psichiatrica, ma gli accertamenti eseguiti avevano escluso patologie.
Gazzetta del Mezzogiorno, 16 luglio 2026
Un detenuto di 35 anni, salentino, è morto oggi nel carcere di Lecce per sospetta overdose. A denunciarlo è il Sindacato polizia penitenziaria (Spp), secondo il quale si tratta della terza vittima per droga, dopo quelle registrate fra aprile e maggio scorso, all’interno dello stesso istituto penitenziario. Per il segretario generale, Aldo Di Giacomo, l’episodio rappresenta “la tragica conferma di quanto denunciamo da tempo: la droga circola in grandi quantitativi specie nelle carceri pugliesi, siciliane, lombarde e campane. I tossicodipendenti, più di 20mila detenuti con problemi di dipendenza secondo l’ultima rilevazione statistica del dicembre 2025, rappresentano il 32% del totale e muoiono con maggiore frequenza in carcere rispetto ai decessi che avvengono fuori”.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 16 luglio 2026
Madonnina del Grappa, parla l’87 enne che era recluso. Cammina claudicante e appena può si mette a sedere sul divano in pelle marrone di Casa Caciolle, la struttura di Rifredi, gestita dalla Madonnina del Grappa che ospita i detenuti in semilibertà. Giuseppe De Rosa, 87 anni, nell’ultima settimana ha vissuto a Sollicciano, nonostante l’età e nonostante i suoi problemi di salute dopo che è diventata definitiva una condanna. Ha una maglietta bianca e azzurra a righe, i pantaloni corti e un paio di mocassini di fortuna di due numeri più grandi del suo 41. Non soltanto cammina con difficoltà ma ha problemi a mangiare cibi solidi, sia perché non ha denti, sia perché ha criticità nella deglutizione. Parla napoletano strettissimo, non è semplice riuscire a capire quello che dice. Sicuramente è molto felice di essere qui: “Finalmente un luogo normale, un posto fresco, non come quell’inferno che ho vissuto a Sollicciano. Meglio finire qui la vita che lì”.
di Marco Belli
gnewsonline.it, 16 luglio 2026
È stata inaugurata domenica scorsa a San Giorgio Morgeto (Rc) la nuova Sala Consiliare, realizzata all’interno dell’ex Convento dei Domenicani grazie alla collaborazione tra il Comune e la Casa di reclusione di Laureana di Borrello “Luigi Daga”. Alla cerimonia hanno preso parte, fra gli altri, il capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Stefano Carmine De Michele, il provveditore regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per la Calabria Lucia Castellano e il vicesindaco di San Giorgio Morgeto Luciano Carere. “Un esempio concreto di come il lavoro possa diventare uno strumento di riscatto, inclusione e restituzione alla comunità”, lo ha definito il capo del DAP De Michele, rimarcando il significato dell’iniziativa come concreta espressione della funzione rieducativa della pena.
- Siena. “Vite Libera” (dal carcere), da detenuti a sommelier
- Catania. Così i detenuti diventano guide museali
- Milano. “Così InGalera serviamo la libertà”
- Latina. Caritas Diocesana: “Diritti, clemenza e umanità nelle carceri Italiane”
- Roma. “Raffaello in carcere”, 100 detenuti di sei istituti di pena rivisitano un’opera del Maestro










