di Coordinamento carcere Due Palazzi
Ristretti Orizzonti, 25 febbraio 2026
Ci arriva la notizia di 74 trasferimenti di detenuti di Alta Sicurezza, dal carcere di Parma. Anche lì sta accadendo quanto è successo a noi. Da oggi ogni giorno pubblicheremo una o più schede che riguardano le persone detenute di Alta Sicurezza improvvisamente trasferiti da Padova dopo anni di attività rieducative. Pietro Marinaro non ce l’ha fatta, e ha scelto di morire. Il dolore e lo smarrimento non ci lasciano, e iniziamo con lui, con la sua breve scheda, che ci commuove. Lui frequentava il laboratorio di cucito OCV Operatori Carcerari Volontari: Emmanuela e Giorgio che da anni gestivano il laboratorio, fanno fatica a riprendersi da questa drammatica cesura.
di Alessia Candito
La Repubblica, 25 febbraio 2026
Il nuovo rapporto dell’associazione, il primo dopo l’approvazione della nuova norma, mostra come l’allarme, alla base di provvedimenti sempre più restrittivi, sia ingiustificato. Non un aumento della criminalità minorile, ma un aumento della percezione che se ne ha, anche grazie alla criminalizzazione di comportamenti in precedenza gestiti con un approccio diverso. Dalla presunta “emergenza baby gang” ai cosiddetti “maranza”, il nuovo rapporto Antigone sulla giustizia minorile, il primo dopo l’approvazione del decreto Caivano, smonta - numeri alla mano - molti dei luoghi comuni su cui si basa il discorso pubblico sui minori.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 25 febbraio 2026
Il Rapporto Antigone sulla giustizia minorile: aumentano alcuni reati (+25% di violenze sessuali), ma i dati restano più bassi di 30 anni fa. Calano le denunce in dieci anni. L’effetto del decreto Caivano sul sovraffollamento: a fine 2025 c’erano 572 ragazzi reclusi, nel 2023 erano 200 in meno. L’impennata degli psicofarmaci. I minorenni italiani delinquono la metà rispetto ai coetanei europei. Eppure da quando si è insediato il governo Meloni la presenza di giovanissimi nelle carceri a loro dedicate è aumentata. E l’incremento non è trascurabile, perché parliamo del 35% in più tra il 2022 e il 2025. Sono alcuni dei dati presentati dall’associazione Antigone nell’ottavo rapporto sulla giustizia minorile.
di Vittorio Barosio e Gian Carlo Caselli
La Stampa, 25 febbraio 2026
All’inizio del suo governo Giorgia Meloni aveva detto di non volere attriti con la magistratura. Ma il governo ha sempre vissuto con particolare sofferenza le sentenze che contestavano certi suoi atti e quindi i rapporti con i giudici sono poi sempre stati, in realtà, molto difficili. Da qualche tempo però la situazione è nettamente peggiorata. Ormai è un riflesso automatico e violento. Ogni volta che un giudice emette una sentenza che non le fa piacere la Presidente del Consiglio alza i toni contro quella decisione: “rimango allibita”, “sono senza parole”, “è una sentenza abnorme” e addirittura “surreale”; “i giudici sono di ostacolo all’azione dell’esecutivo” e “impediscono la lotta contro i trafficanti di essere umani”.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 25 febbraio 2026
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 45 del 24 febbraio 2026, il decreto legge n. 23 del 2026 approvato dal Cdm lo scorso 5 febbraio. Dopo la bollinatura della Ragioneria, approda in Gazzetta Ufficiale (n. 45 del 24 febbraio 2026) il decreto legge 24 febbraio 2026, n. 23 (Dl Sicurezza) approvato dal Consiglio dei ministri il 5 febbraio. Il provvedimento è in vigore dal 25 febbraio 2026. L’articolato introduce una stretta sugli strumenti atti a offendere: diventa reato portare fuori casa, senza giustificato motivo, coltelli con lama superiore a 8 centimetri; vietati in modo assoluto i coltelli a scatto, a farfalla, a doppio taglio e quelli apribili con una sola mano o con lama pieghevole oltre i 5 centimetri. Il decreto rafforza anche i poteri di prevenzione nelle aree urbane, e introduce nuove disposizioni su manifestazioni pubbliche, sicurezza stradale e tutela delle forze dell’ordine.
di Domenico Cirillo
Il Manifesto, 25 febbraio 2026
Non è lo stesso Decreto Legge “Sicurezza” uscito dal Consiglio dei ministri quello che il presidente Mattarella ha firmato ieri sera, ben 19 giorni dopo la riunione del governo che lo aveva varato e annunciato. Almeno tre le modifiche sostanziali. La prima riguarda una delle misure più contestate, il fermo di polizia che originariamente era previsto, in occasioni di manifestazioni pubbliche e in aree aperte al pubblico, sulla base di semplici “circostanze di fatto” a giudizio delle forze dell’ordine. Adesso il fermo preventivo per evitare che presunti violenti partecipino alle manifestazioni, sempre di 12 ore al massimo, scatterà solo “in presenza di un attuale pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica”. L’attualità del pericolo dovrà essere valutata da un magistrato che, in assenza, ordinerà l’immediato rilascio.
di Irene Famà
La Stampa, 25 febbraio 2026
I sindacati degli agenti critici: “Non vogliamo lo scudo penale, violerebbe la Costituzione”. Su una cosa gli agenti di polizia sono certi: “Non vogliamo privilegi”. Lo “scudo penale”? Nemmeno a parlarne. “Non c’è, non potrebbe esserci perché violerebbe la Costituzione e non lo vorremmo perché ci separerebbe dalla società civile”. I sindacati degli agenti sanno bene cosa significa lavorare in strada, sanno i rischi che corrono. E, più o meno tutti, ribadiscono: “La nostra battaglia principale è per la tutela legale”. Questa la priorità: potersi permettere un valido avvocato e poter affrontare le varie tappe di un procedimento penale. Senza rimetterci in termini di denaro e avanzamento di carriera.
di Nello Trocchia
Il Domani, 25 febbraio 2026
Le destre propongono al paese una riforma che non cambia di una virgola la giustizia. Ma quali sono i problemi veri? Domani inizia un viaggio, in diverse puntate, per raccontarvi attraverso chi amministra giustizia mancanze infrastrutturali, ritardi tecnologici e le schizofrenie del codice penale. “Grazie al nuovo decreto sicurezza approvato dal governo, chi commette furti e borseggi nelle metropolitane verrà finalmente perseguito con fermezza. Un passo fondamentale per tutelare i cittadini e garantire legalità e rispetto nei nostri spazi pubblici. Avanti tutta!”. Scriveva così Alessandra Locatelli, ministra leghista del governo di Giorgia Meloni. Ovviamente l’entusiasmo, la propaganda ha lasciato presto spazio alla realtà.
di Luciana Cimino
Il Manifesto, 25 febbraio 2026
Non c’è solo il referendum sulla giustizia e la questione dei dazi. Giorgia Meloni si è infilata in un altro labirinto, quello del ddl stupri e non è detto che la prima presidente del consiglio donna trovi un’uscita decorosa. L’iter del provvedimento, ora all’esame della commissione Giustizia del Senato, si allungherà ancora. La leghista Giulia Bongiorno, che presiede la commissione ed è anche relatrice del testo, ha paventato ieri la possibilità di ospitare ulteriori audizioni. Sarà l’ufficio di presidenza di Palazzo Madama a verificarne oggi la possibilità. L’ipotesi farebbe comodo a tutti: al centrosinistra ma soprattutto al governo.
di Davide Maniaci
Corriere della Sera, 25 febbraio 2026
La procura aveva chiesto una condanna a 11 anni e 4 mesi, i suoi legali l’assoluzione invocando la legittima difesa. Con il rito abbreviato, ha usufruito dello sconto di un terzo della pena. Dodici anni di carcere per omicidio volontario. Si è pronunciato così il giudice Luigi Riganti del tribunale di Pavia nella sentenza di primo grado per Massimo Adriatici. Martedì mattina l’ex assessore leghista di Voghera, 51 anni, è stato condannato e potrà contare sullo sconto di pena di un terzo per aver scelto il rito abbreviato. La Procura della Repubblica chiedeva per lui 11 anni e 4 mesi di carcere per l’omicidio di Youns El Boussettaoui, la difesa l’assoluzione per legittima difesa.
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