di Luca Preziusi
Il Gazzettino, 17 aprile 2026
Il ministro della Giustizia risponde all’interrogazione del Pd. Sul suicidio: “Gesto anticonservativo”. I trasferiti: “Qui rigidi”. Razionalità contro disperazione. Ministro della giustizia contro detenuti di alta sicurezza. La bilancia della legge pende da una parte, poi però bisogna anche fare i conti col baratro della depressione e con percorsi di riabilitazione iniziati e stoppati all’improvviso. E con un suicidio di mezzo. La cronaca recente dal Due Palazzi si divide tra la versione del ministro Carlo Nordio e le testimonianze angoscianti che arrivano dalle nuove destinazioni sarde (Cagliari e Nuoro) dei detenuti di alta sicurezza trasferiti dal giorno alla notte da Padova a fine gennaio. Al centro, la storia di Pietro Marinaro, l’uomo ex boss della ndrangheta che dopo 19 anni nel carcere padovano aveva scelto di togliersi la vita davanti all’ordine di trasferimento poche ore dopo averlo saputo.
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 17 aprile 2026
Ieri undici ore di lavori al Senato per votare gli emendamenti, oggi il primo via libera. Va approvato in una settimana. Alla Camera prevista una seduta fiume di tre giorni. “Chi è favorevole… chi è contrario… chi si astiene… il Senato non approva”. La frase viene ripetuta centinaia di volte nell’aula di Palazzo Madama. Almeno un migliaio, tanti quanti gli emendamenti presentati dalle opposizioni al decreto Sicurezza del governo, l’ennesimo, che ora è in lotta contro il tempo per essere approvato. Licenziato lo scorso 24 febbraio, deve essere convertito dal parlamento entro venerdì prossimo, pena la decadenza. Così ieri al senato la maggioranza ha proceduto a tappe forzate per riuscire a votare tutti gli emendamenti ai trentatré articoli, già arrivati in aula senza relatore perché la commissione non era riuscita a concluderne l’esame. Ci sono volute quasi undici ore di seduta consecutive, stamattina arriverà il via libera. Poi il decreto volerà di corsa a Montecitorio, dove sarà incardinato in commissione già nel pomeriggio e avrà meno di una settimana per essere approvato. Forzatura su forzatura.
di Luca Roberto
Il Foglio, 17 aprile 2026
Roma. Son stati lì fino a tarda sera a votare emendamento per emendamento, aspettando che si dipanassero i dubbi anche sull’ultimo paio di articoli, il 27 e il 30, dove erano state presentate proposte di modifica e su cui, però, la commissione Bilancio aveva acceso un faro. Il via libera del Senato al dl sicurezza, alla fine, arriverà questa mattina. Ma l’interruzione e i ritardi, uniti al fatto che il testo arriverà alla Camera blindato, visto che il governo ha deciso di mettere la fiducia in vista del voto in Aula previsto per il 21 aprile, raccontano parecchio del clima di tensione che si respira in maggioranza.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 17 aprile 2026
L’erosione dello Stato di diritto in Italia preoccupa gli organismi sovranazionali. Se nello scorso anno particolarmente insistente è stata l’attenzione del Comitato per la prevenzione della tortura (Cpt) europeo che ha chiesto e ottenuto incontri ad alto livello con il ministro Nordio soprattutto per sollecitare soluzioni strutturali ai problemi del sovraffollamento carcerario e dell’alto tasso di morti e suicidi in cella, ieri a Ginevra il governo Meloni ha dovuto rispondere alle domande poste dal Comitato Onu contro la tortura (Cat) che il giorno prima aveva acquisito le osservazioni delle ong italiane presentate - a porte chiuse - dall’associazione Antigone e da Medici senza frontiere.
di Susanna Marietti*
Il Fatto Quotidiano, 17 aprile 2026
Vedremo quali saranno le risposte del governo italiano e se soddisferanno l’organismo. Si è tenuta nelle scorse ore a Ginevra, all’interno della 84esima sessione del Comitato contro la tortura (Cat) delle Nazioni Unite, la considerazione periodica dell’Italia per quanto riguarda il rispetto dell’omonima Convenzione da parte del nostro paese. Antigone era lì a portare al Comitato le nostre considerazioni (insieme a una componente di Medici Senza Frontiere in rappresentanza della rete Resst). Perché crediamo profondamente nel multilateralismo. Perché la rinuncia a parte del potere sovrano in nome dei principi più alti di pace e dignità umana sono la sola speranza dell’umanità per non distruggere se stessa, come l’attuale momento storico ci sta tragicamente dimostrando. Perché il diritto internazionale, checché ne dica il nostro ministro degli Esteri, non vale solo “fino a un certo punto”.
di Stefano Giordano*
Il Riformista, 17 aprile 2026
Di nuovo Maruotti, di nuovo di traverso. Il segretario dell’Anm - che non ha lasciato passare giorno dal referendum senza una polemica politica - ora piazza il suo nuovo altolà sul Gip collegiale, in vigore dal 25 agosto: tre giudici anziché uno sulla custodia cautelare. “Paralizzerà i tribunali”, “il cronoprogramma è incomprensibile e inapplicabile”. Fermate tutto. Ma di cosa stiamo parlando, davvero? Di chi ha il potere di sbattere in carcere un uomo che la Costituzione presume innocente. Di chi può - da solo - separare un padre dai figli, sospendere una vita, distruggere una reputazione, prima ancora che un processo cominci. In Italia ogni anno decine di migliaia di misure cautelari, troppe finite nel nulla tra archiviazioni e assoluzioni. Pretendere che questa decisione - la più pesante, dopo la sentenza - passi dal vaglio di tre giudici non è un lusso: è il minimo della civiltà giuridica.
di Aldo Torchiaro
Il Riformista, 17 aprile 2026
Giustizia da riformare: Procuratori capo arbitrari, fascicolo di valutazione, Csm L’Associazione delle toghe diventata partito, ora contenuti e contenitori nuovi. Anna Gallucci è sostituto procuratore della Repubblica a Pesaro. In magistratura dal 2012, ha prestato servizio nelle procure di Termini Imerese e Rimini. Interviene sui temi della giustizia, delle garanzie nel processo e dell’ordinamento giudiziario.
di Francesco Curridori
Il Giornale, 17 aprile 2026
Cnel e Fondazione Roma promuoveranno interventi di inclusione negli istituti penitenziari. Favorire l’inclusione socio-lavorativa e ridurre il tasso di recidiva dei detenuti. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa siglato tra il Cnel presieduto da Renato Brunetta e la Fondazione Roma, guidata da Franco Parasassi. L’accordo si inserisce all’interno del protocollo sottoscritto tra il Cnel e l’Acri (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio) e vuole contribuire all’attuazione dell’Agenda Onu 2030. Fondazione Roma e Cnel porteranno avanti azioni mirate sia all’interno degli istituti penitenziari sia nella fase di reinserimento successiva alla detenzione con progetti volti alla formazione professionale, al lavoro penitenziario, all’educazione finanziaria e alla promozione della cultura d’impresa.
di Francesco Oliva
La Repubblica, 17 aprile 2026
Si chiama “Io Salvo” il progetto pionieristico che intende rieducare e reinserire a livello sociale e lavorativo i detenuti di borgo San Nicola. Riscatto, reinserimento, aiuto per la collettività. Dalla cella al mare. La rinascita corre sul bagnasciuga. Tredici detenuti nel carcere di Lecce si apprestano a rientrare nella vita normale: uniforme e fischietto al collo, si ritroveranno in spiaggia per svolgere attività di bagnini. Si chiama, e non a caso, “Io Salvo”, il progetto pionieristico che intende rieducare e reinserire a livello sociale e lavorativo i detenuti di borgo “San Nicola”. L’incontro, fortemente voluto dal prefetto del capoluogo salentino, Natalino Manno, ha celebrato il traguardo di 13 reclusi che, dopo un intenso percorso formativo, conseguiranno a breve il brevetto di Assistente bagnanti, titolo professionale riconosciuto a livello nazionale. Nelle prossime ore sono previste le prove pratiche sull’uso del defibrillatore e, successivamente, la prova finale a San Cataldo per la tradizionale consegna del fischietto.
La Sicilia, 17 aprile 2026
Un percorso di consapevolezza, tutela e autonomia prende forma all’interno della Casa circondariale “Pagliarelli” di Palermo, dove ha preso il via il progetto “Riparto dai miei conti e dai miei diritti”, promosso dall’associazione Donne Giuriste Italia - sezione di Palermo - e da Codacons Sicilia Donna. Un’iniziativa che punta a intervenire su uno dei nodi più delicati della condizione femminile in ambito detentivo: la possibilità concreta di ricostruire un futuro attraverso strumenti reali di conoscenza e autodeterminazione. Il progetto nasce con l’obiettivo di offrire alle detenute un percorso strutturato che integri educazione finanziaria, conoscenza dei diritti, supporto psicologico e orientamento. Un approccio multidisciplinare che mette al centro la persona, con l’intento di accompagnare le partecipanti in un cammino di crescita e responsabilizzazione. Alla base vi è una consapevolezza condivisa: senza autonomia economica e senza una piena padronanza dei propri diritti, ogni prospettiva di reinserimento sociale rischia di restare incompiuta.
- Parma. Oltre il carcere, un futuro possibile
- Avezzano. “(Ri)educazione e diritti dei detenuti”: confronto tra università e istituzioni
- Monza. Yeva e gli altri di don Mazzi, in un musical di strada “la “meraviglia dei miei sogni”
- Libertà, indipendenza, giustizia: cosa cerca il giornalismo oggi
- Servizio civile e Terzo settore: “Deve restare strumento di pace, non è una agenzia di lavoro”











