Lunedì 20 Settembre 2021
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage


sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

 

Login



 

 

Raddoppiano i contagi in carcere, il Covid dà la sveglia a Bonafede PDF Stampa
Condividi

di Angela Stella


Il Riformista, 28 ottobre 2020

 

Situazione critica anche nei tribunali, il Guardasigilli costretto a correre ai ripari. Tra le misure discusse nel Cdm, detenzione domiciliare con braccialetto elettronico per chi deve scontare meno di 18 mesi.

Udienze a porte chiuse o da remoto, implementazione dei depositi telematici, "scarcerazioni": sono questi in sintesi gli ingredienti principali della riforma proposta da Bonafede per non fermare la giustizia e contemporaneamente salvaguardare la salute di tutti.

Ieri in Consiglio dei Ministri, in corso mentre scriviamo, il Ministro della Giustizia ha messo sul tavolo un pacchetto di nuove misure resesi necessarie per affrontare anche nelle aule di giustizia e in carcere l'emergenza coronavirus.

In soli tre giorni, infatti, l'andamento del contagio tra i detenuti è quasi raddoppiato, passando da 75 a 145 positivi, e continua a salire in maniera esponenziale anche fra gli operatori, passati da 117 a 199 affetti dal virus: a rendere noti questi dati, aggiornati alle ore 19 del 26 ottobre, è stato il segretario generale della Uilpa Polizia penitenziaria Gennarino De Fazio, a seguito del protocollo firmato dalle sigle sindacali con il Dap e il Dgmc.

Anche nei Tribunali la situazione non va affatto meglio: solo la scorsa settimana al Palazzo di Giustizia di Milano sei pubblici ministeri sono risultati positivi al Covid mentre tra le aule del Tribunale e della Procura di Napoli sono stati cinque pm, una stenotipista e un amministrativo ad infettarsi. A Roma due giorni fa i dipendenti del Tribunale, sia civile che penale, si sono ritrovati nella Città giudiziaria per un flash mob contro l'inadeguatezza delle misure di prevenzione e contenimento della pandemia nei palazzi di Giustizia. Insomma, Bonafede si è trovato dinanzi ad una situazione in rapido peggioramento e ha dovuto prendere provvedimenti per non inasprire ulteriormente il clima di tensione e paura tra tutti gli operatori della giustizia.

Le misure, da quanto apprendiamo, si dividono in cinque macro aree: disposizioni per l'esercizio Dell'attività giurisdizionale, disposizioni per la semplificazione delle attività di deposito di atti, interventi su detenzione domiciliare e permessi per i "comuni", misure urgenti relative allo svolgimento del processo tributario e di quello amministrativo.

Per quanto concerne la prima parte è previsto che le udienze dei procedimenti civili e penali alle quali è ammessa la presenza del pubblico si celebrino a porte chiuse; in particolare per le udienze penali, sarà possibile disporre la partecipazione da remoto mediante videoconferenze delle persone detenute; le udienze che non richiedono la partecipazione di soggetti diversi dal pm, dalle parti private e difensori, possono essere tenute mediante collegamenti da remoto; nel corso delle indagini preliminari il pubblico ministero e la polizia giudiziaria possono avvalersi di collegamenti da remoto, per compiere atti che richiedono la partecipazione della persona sottoposta alle indagini, della persona offesa, del difensore, di consulenti; il giudice che si trovi in condizioni di quarantena o di isolamento fiduciario per Covid 19 può partecipare all'udienza anche da un luogo diverso dall'ufficio giudiziario. In merito alla seconda parte si legge che viene ripristinato il processo penale telematico e che per tutti gli altri atti è consentito il deposito con valore legale mediante posta elettronica certificata. Sul fronte penitenziario è previsto che la pena detentiva non superiore a 18 mesi, anche come residua di pena maggiore, possa essere scontata fuori dal carcere con l'applicazione del braccialetto elettronico.

Da questo beneficio sono esclusi i condannati per gravi reati, chi è sottoposto a un regime di sorveglianza particolare e chi ha partecipato alle rivolte nelle carceri. Inoltre al condannato ammesso al regime di semilibertà possono essere concesse dal magistrato di sorveglianza licenze con durata superiore a 15 giorni fino al 31 dicembre 2020, salvo che non ravvisi gravi motivi ostativi alla concessione della misura. Con questo intervento si cerca così di contenere le occasioni di contagio che il regime di semilibertà può aumentare per effetto della "spola" del detenuto fra l'istituto e il mondo esterno.

 

 

 

 

 

 

Federazione-Informazione




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it