Sabato 25 Febbraio 2017
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Chiuso l'ultimo Opg, ora c'è il rischio dei mini-Opg

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di Damiano Aliprandi

 

Il Dubbio, 24 febbraio 2017

 

Serve modificare il Codice penale sulle misure di sicurezza provvisorie e le infermità sopravvenute. Per il Comitato StopOpg da sempre impegnato nella chiusura degli istituti serve "una nuova fase, assegnando alle Rems un ruolo utile, ma residuale e puntando sui servizi di salute mentale e del welfare locale".

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StopOpg, viaggio nelle Rems. "Forti differenze territoriali, manca una regia"

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di Giovanni Augello

 

Redattore Sociale, 24 febbraio 2017

 

Da fine 2015 ad oggi il comitato nazionale per la chiusura degli Opg ha visitato i due terzi delle strutture attive in Italia. Ecco cosa hanno trovato. "In alcune sbarre alle finestre e metal detector, ma anche strutture che funzionano bene, tanto da non sembrare neanche Rems". Sbarre alle finestre, ingressi sorvegliati da guardie armate e metal detector, ma anche strutture ben inserite nel contesto sociale e in collegamento con le altre realtà sanitarie o di salute mentale del territorio.

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Padre Occhetta: non serve intimidire con pene esemplari, ma lavorare per il recupero

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agensir.it, 24 febbraio 2017


"Ristabilire la giustizia non significa intimidire attraverso pene esemplari. Bisogna lavorare per il recupero". È la "giustizia riparativa" di cui ha parlato il gesuita padre Francesco Occhetta, scrittore de "La Civiltà Cattolica" e autore del volume "La giustizia capovolta" (edizioni Paoline), intervenendo oggi a Firenze al seminario nazionale di pastorale sociale organizzato dall'Ufficio Cei per i problemi sociali e il lavoro, che dedica la giornata odierna ai "conflitti".

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Tre storie di giustizia ingiusta che troveranno poco spazio nella Repubblica dei pm

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di Claudio Cerasa

 

Il Foglio, 24 febbraio 2017

 

Taranto, Torino, Napoli. Le post verità di Davigo su giustizia, gogna e velocità dei processi smontate con tre storie anti fake news nell'Italia delle post verità - dove il capo dei magistrati italiani, Piercamillo Davigo, può dire con serenità che nel nostro paese non esiste alcun problema legato alla gogna mediatica, alla lentezza della giustizia, alla produttività dei pm, alla reiterazione degli errori giudiziari, alla sovrapposizione tra magistratura e politica e all'abuso delle intercettazioni telefoniche - capita che ogni tanto le notizie fuffa, le fake veline, debbano fare i conti con i fatti e persino con le notizie vere.

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Condannato per una parola fraintesa viene assolto dopo 21 anni di carcere

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di Michele Pennetti

 

Corriere della Sera, 24 febbraio 2017

 

L'incredibile odissea di Angelo Massaro, 51 anni, scarcerato con revisione del processo. Pena di 30 anni per un delitto mai commesso. Il suo avvocato: "È ancora sotto choc".
"Ho sentito Angelo stamattina, appena uscito dal carcere di Catanzaro. Era ancora sotto choc, come se fosse in preda a una piccola crisi di panico. Comprensibile, dopo 21 anni passati ingiustamente in cella". Parola di Salvatore Maggio, l'avvocato tarantino che ha portato avanti (e vinto) la battaglia di Angelo Massaro, 51enne di Fragagnano, Comune a una quindicina di chilometri di Taranto, assolto dalla Corte d'Appello di Catanzaro "per non aver commesso il fatto" dall'omicidio di Lorenzo Fersurella, ucciso nell'ottobre del 1995, e dal reato di occultamento di cadavere. L'uomo era stato condannato in via definitiva a 30 anni di reclusione (per cumulo di pene). Poi, però, la Corte di Cassazione aveva accolto la richiesta di revisione del processo avanzata proprio dall'avvocato Salvatore Maggio.

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