Sabato 16 Dicembre 2017
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La doppia pena di ammalarsi in carcere

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di Giovanni Fiandaca

 

Il Mattino, 16 dicembre 2017

 

Il caso dell'Utri ripropone il tema di una detenzione rispettosa della dignità. Il caso Dell'Utri prospetta problemi e solleva interrogativi che, trascendendo la vicenda specifica, hanno una portata generale. Sulla base di quali criteri periti e magistrati verificano se vi sia compatibilità o incompatibilità tra la condizione patologica di un detenuto e la sua permanenza in carcere?

In punto di stretto diritto, questa verifica dovrebbe prendere le mosse dai principi ormai più volte affermati dalla Corte costituzionale, dalla Corte europea dei diritti dell'Uomo e dalla stessa Corte di Cassazione.

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Il senso dell'Italia per l'architettura carceraria

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di Valentina Silvestrini

 

artribune.com, 16 dicembre 2017

 

Ripensare gli spazi destinati alla reclusione è un obiettivo non ancora raggiunto dall'Italia. Eppure le idee e gli spunti non mancano. Sono trascorsi dieci anni dall'inaugurazione del Giardino degli Incontri nel carcere di Sollicciano, l'ultima opera cui si lega il nome di Giovanni Michelucci, entrata in funzione postuma.

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La legge leghista contro il rito abbreviato? Un ritorno pericoloso al codice Rocco

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di Tiziana Maiolo

 

Il Dubbio, 16 dicembre 2017

 

La proposta di Nicola Molteni, che ha fatto litigare Forza Italia e Carroccio, abolendo una giustizia più veloce nel caso dei reati più gravi intacca proprio la certezza del diritto. Matteo Salvini si è arrabbiato perché non è stato possibile approvarla. Ma molto di più si sarebbero arrabbiati, se la legge fosse stata approvata, tutti coloro che hanno a cuore lo Stato di diritto e il giusto processo.

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Pignatone: "in Italia la giustizia è strumento di lotta politica"

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di Franco Stefanoni

 

Corriere della Sera, 16 dicembre 2017

 

Il Procuratore di Roma: "Da noi l'avversario non è un naturale interlocutore come vogliono le regole della democrazia, ma è un ostacolo da abbattere". "Il nostro è un Paese estremamente diviso, estremamente impegnato in contrasti politici, economici, sociali: la giurisdizione non solo risente di questo, ma le indagini e i processi diventano strumento di questo".

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Salerno: detenuto 48enne muore sul cellulare della Polizia penitenziaria

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di Petronilla Carillo

 

Il Mattino, 16 dicembre 2017

 

Muore sul cellulare della Polizia penitenziaria mentre lo stanno accompagnando ad effettuare una perizia medica. È accaduto ieri mattina a Francesco Nisi, 48 anni, originario di Castelcivita e detenuto a Fuorni. L'uomo era in cella dallo scorso luglio quando, dopo l'arresto per estorsione nei confronti dei genitori, era evaso per quattro volte, a distanza di pochi giorni, dalla casa di cura La Quiete dove era ai domiciliari. Ieri mattina gli agenti della polizia penitenziaria lo stavano accompagnando a fare una perizia psichiatrica disposta dallo stesso giudice che, a luglio scorso, gli aveva dato i domiciliari al momento dell'arresto.

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