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La risposta giusta ai reati violenti non è tanta galera cattiva

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Il Mattino di Padova, 25 settembre 2017


I reati, spesso anche violenti, che riguardano i giovani suscitano sempre più reazioni "di pancia": basta "buonismi", serve più carcere, e il carcere deve essere "cattivo" perché i ragazzi ne devono avere paura. In realtà, quando detenuti che hanno sperimentato fin da giovanissimi il carcere cattivo raccontano la loro esperienza, quello che emerge con chiarezza è che quel tipo di carcerazione serve solo a far sentire le persone vittime delle Istituzioni che le puniscono così crudelmente, e a farle uscire dalla galera cariche di rancore e più "attrezzate" a commettere reati.

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Ai detenuti 1.000 euro al mese. Ma lo Stato non ha i soldi per la Polizia penitenziaria

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di Marco Galvani


Il Giorno, 25 settembre 2017

 

Loro, gli agenti del carcere, hanno il contratto fermo da 10 anni. Gli straordinari tagliati. E l'obbligo di pagarsi pure il posto letto in caserma. Mentre i detenuti, dal mese prossimo, si ritroveranno un aumento in busta paga di circa l'83%. Per legge. Vale a dire che un detenuto che lavora in carcere arriverà a guadagnare un salario medio di circa 7 euro all'ora. Il che significa mille euro al mese a cui si aggiungono, a seconda dei casi, tredicesima e quattordicesima.

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A proposito della rivalutazione delle retribuzioni dei detenuti...

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di Patrizio Gonnella*


Ristretti Orizzonti, 25 settembre 2017

 

A chi, politico o sindacalista, si indigna della rivalutazione della misera retribuzione, che per pudicizia il legislatore chiama mercede, concessa ai detenuti per le loro altrettanto poche e misere ore di lavoro dequalificato che svolgono all'interno di un carcere, mi sentirei di rispondere così:

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"Socially Made in Italy", un'opportunità per le detenute

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La Stampa, 25 settembre 2017


Un progetto innovativo sostenuto da Engineering, Socially Made in Italy, è finalizzato alla formazione professionale e al reinserimento delle detenute del carcere di Venezia attraverso il recupero e la trasformazione di materiali in PVC. Che diventano shopper, borse e articoli eco-friendly.

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Mafie. I "signori" dell'acqua e del cemento

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di Anna Scalfati


La Repubblica, 25 settembre 2017

 

Nella silenziosa "piattaforma del Lazio" per oltre vent'anni, il sistema economico criminale si è imposto occupando i vari settori: commercio, agricoltura, edilizia e radicandosi nella pubblica amministrazione attraverso una fitta rete di clientele. Fatti di sangue anche gravi, negli anni, sono passati alle cronache come vendette passionali o suicidi.

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