Mercoledì 23 Agosto 2017
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La giustizia appesa al bracciale

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di Luigi Labruna

 

La Repubblica, 22 agosto 2017

 

"Quando comincio a sentire sul collo il fiato rovente estivo non posso fare a meno di pensare ai rinchiusi nelle galere, in cui il disagio fisico e morale fatalmente cresce sino a diventare insopportabile, le sofferenze dei corpi inaspriscono e l'impossibilità di sottrarvisi esaspera la pena. Molto più che la privazione della libertà".

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Aumenta l'allerta contro la radicalizzazione in cella

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di Damiano Aliprandi

 

Il Dubbio, 22 agosto 2017

 

Sono 365 quelli a rischio: 45 detenuti per terrorismo, i "leader", i follower e i "criminal opportunist". Nuova allerta diramata dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (Dap) per tenere sotto controllo le forme di radicalizzazione dei detenuti.

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"Più galera, meno benefici". Così il pm della "Uno bianca" vuole cambiare la legge

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di Damiano Aliprandi

 

Il Dubbio, 22 agosto 2017

 

"Sarebbe il caso di rivedere i benefici della pena". A dirlo è il procuratore aggiunto di Bologna Valter Giovannini in merito alle polemiche scaturite dalla notizia secondo cui il tribunale di sorveglianza ha concesso un permesso premio di una settimana, in regime di libertà vigilata a Marino Occhipinti, condannato all'ergastolo per l'omicidio della guardia giurata Carlo Beccari durante un assalto da parte della famigerata banda della Uno Bianca a un furgone portavalori davanti alla Coop di Casalecchio.

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Mafia, largo ai giovani: arrivano i baby boss

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di Lucio Musolino

 

Il Mattino, 22 agosto 2017

 

Nella relazione della Dia la trasformazione dei clan: investono in hi-tech. Boss anziani affiancati o addirittura sostituiti da giovani leve che puntano su imprese innovative e ad alto contenuto tecnologico. Quella che emerge dalla relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia è la mafia 2.0, il ricambio generazione di Cosa nostra, 'ndrangheta, camorra e criminalità organizzata pugliese.

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La riparazione per l'ingiusta detenzione: presupposti e condizioni

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Il Sole 24 Ore, 22 agosto 2017


Riparazione per l'ingiusta detenzione - Procedimento - Istanza di riparazione per l'ingiusta detenzione proposta dal difensore privo di procura speciale - Inammissibilità - Sussistenza. L'articolo 315 c.p.p., nel disciplinare il procedimento per la riparazione dell'ingiusta detenzione, richiama le norme sulla riparazione dell'errore giudiziario e, pertanto, l'articolo 645 c.p.p. che stabilisce che l'istanza deve essere presentata dalla parte interessata o da un procuratore speciale. La sua proposizione, in quanto espressione della volontà della parte di far valere il diritto alla riparazione in giudizio, può avvenire, oltre che personalmente dall'interessato, anche per mezzo di procuratore speciale nominato nelle forme previste dall'articolo 122 c.p.p., con esclusione del difensore con procura, avendo la legge voluto garantire sia l'autenticità dell'iniziativa, sia la sua diretta e inequivocabile derivazione dalla volontà dell'interessato. Infatti, dall'usuale contenuto del mandato ad litem, privo di ogni specifico riferimento all'azione da esercitare e contenente richiami a istituti del tutto estranei alla procedura in oggetto, si ricava la totale assenza di specificità del mandato medesimo e della esplicitazione della volontà della parte di trasferire al difensore il potere di esercitare l'azione riparatoria.
• Corte di cassazione, sezione IV, sentenza 5 aprile 2017 n. 17199.

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