Martedì 22 Gennaio 2019
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La femminilità oltre le sbarre. L'incubo di tornare autonome

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di Silvia Bonalumi*

 

tpi.it, 22 gennaio 2019

 

Come sconfiggere le abitudini che si creano in carcere? Come tornare ad essere donne in città? Se nascere è un evento biologico, naturale, che non richiede alcuna volontà, rinascere dopo una detenzione richiede un'immensa fatica che comprende mille argomenti del nostro più intimo io. Una ricerca faticosa e lunghissima, da affrontare con grande forza e pazienza. Nessuno è mai pronto a entrare in un immenso cubo di cemento grigio perdendo istantaneamente e totalmente tutti i privilegi della libertà.

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La banca dati che fotografa l'Italia criminale

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di Luca Fazzo

 

Il Giornale, 22 gennaio 2019

 

È a Roma il laboratorio che, per la prima volta, raccoglie i profili genetici di migliaia di detenuti. Chi commette un delitto è schedato per sempre Unica eccezione i reati dei colletti bianchi. Dal 2016 a tutti i detenuti viene prelevato il Dna. E grazie alla nuova banca dati si sono già trovati gli autori di 42 delitti rimasti irrisolti. Viaggio nel centro che raccoglie 140mila provette "a rischio".

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I magistrati contro il Dap: "Ridateci i 150 agenti

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di Antonella Mascali

 

Il Fatto Quotidiano, 22 gennaio 2019

 

Tutti i procuratori generali d'Italia contro Francesco Basentini, il capo del Dap. L'8 gennaio i procuratori generali hanno inviato una lettera al ministro della Giustizia Bonafede, per esprimere "preoccupazione" per una decisione presa dal Dap in solitaria: il ritiro di 150 agenti di polizia penitenziaria che lavorano presso le procure con funzioni preziose, come la collaborazione con i magistrati per l'esecuzione della pena o la sicurezza: "Vi è il rischio che si perda la professionalità acquisita dalla polizia penitenziaria" con una decisione presa senza "una consultazione degli uffici" coinvolti.

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Beffato chi patteggia: con lo "spazza-corrotti" va in carcere lo stesso

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di Errico Novi

 

Il Dubbio, 22 gennaio 2019

 

Il caso più assurdo arriva da Genova, e ha spiazzato la Procura prima ancora degli avvocati. Ma in tutta Italia rischiano di contarsi decine e decine di amministratori locali e funzionari pubblici convinti di poter beneficiare della "condizionale" e invece improvvisamente destinati al carcere in virtù della legge Spazza corrotti. Si parla di persone già condannate con sentenza definitiva e in attesa della decisione del giudice di Sorveglianza (o ancora dell'ordine di carcerazione sospeso) che non potranno avvalersi del più classico dei benefici: la sospensione condizionale con la messa alla prova.

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Ardita (Csm): "I cittadini sono sconcertati dalle lobby giudici-politici"

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di Marco Lillo

 

Il Fatto Quotidiano, 22 gennaio 2019

 

Sebastiano Ardita, già procuratore aggiunto a Catania, oggi è consigliere di Autonomia e Indipendenza, la corrente del Csm che rappresenta al Consiglio insieme a Piercamillo Davigo.

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