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Napoli. 4 detenuti positivi nel carcere di Poggioreale, altri 6 in isolamento PDF Stampa
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di Giuseppe Cozzolino


fanpage.it, 28 ottobre 2020

 

Quattro detenuti positivi nel carcere di Poggioreale, altri sei in isolamento. Venerdì fiaccolata all'esterno del carcere da parte dei parenti dei detenuti, preoccupati per le condizioni dei propri cari all'interno della struttura di reclusione napoletana, dove si trovano oltre duemila persone.

Sono quattro i nuovi casi di coronavirus all'interno del carcere di Poggioreale. Per altri sei detenuti invece si è in attesa di tampone, ma per ora si trovano in isolamento rispetto agli altri reclusi, per evitare che il focolaio possa espandersi. Il coronavirus, insomma, non teme neppure i muri del carcere, ed ha fatto breccia all'interno della struttura detentiva napoletana intitolata a Giuseppe Salvia, il responsabile del reparto di massima sicurezza del carcere stesso che venne ucciso il 14 aprile del 1981 dalla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo, in un agguato sulla Tangenziale di Napoli, nei pressi dell'uscita dell'Arenella.

I quattro casi sono al momento isolati: si tratta di tre persone risultate positive subito dopo l'ingresso in carcere, avvenuto dopo la convalida dell'arresto, mentre il quarto caso riguarda un detenuto nel padiglione Roma che, dopo aver manifestato sintomi comuni all'infezione da Covid-19 come febbre e tosse, è stato sottoposto al test del tampone che ha sciolto ogni dubbio riguardo la sua positività. Sarebbe in ogni caso l'unico dei quattro ad essere paucisintomatico.

La sua positività al coronavirus ha fatto scattare l'allarme e l'isolamento per i sei compagni di cella, a scopo precauzionale e che saranno sottoposti a tampone nelle prossime ore. Intanto, c'è apprensione all'esterno da parte dei parenti dei detenuti: all'interno della struttura risultano al momento 2.173 reclusi più il personale della struttura stessa. Il timore dei parenti per la salute dei propri cari ha fatto sì che per venerdì 30 ottobre gli stessi faranno una fiaccolata proprio per richiedere massima attenzione al problema dei reclusi, alle prese come tutti con il Covid che non conosce barriere, muri o celle.

 

 

 

 

 

 

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