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Benevento. Tragedia nel carcere, detenuto di 22 anni si impicca nella sua cella PDF Stampa
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di Valerio Papadia

 

fanpage.it, 22 ottobre 2020

 

Il suicidio la scorsa notte nel carcere del capoluogo sannita: la vittima è un giovane detenuto napoletano di 22 anni, Salvatore Luongo, sul cui corpo come da prassi è stata disposta l'autopsia. "Ancora ignoto il corto circuito che porta a queste tragedie" hanno commentato i garanti dei detenuti di Campania e Napoli, Samuele Ciambriello e Pietro Ioia.

Un giovane detenuto napoletano di 22 si è suicidato questa notte nel carcere di Benevento: il ragazzo si è impiccato all'interno della sua cella. A dare il triste annuncio sono stati il garante dei detenuti per la Campania e il garante dei detenuti per Napoli, Samuele Ciambriello e Pietro Ioia, che fanno sapere che il 22enne è il nono detenuto a suicidarsi in Campania dall'inizio dell'anno, il 47esimo in Italia. "Non conosciamo il corto circuito che porta a queste tragedie - spiegano Ciambriello e Ioia. La maggioranza di loro sono giovani ed in carcere per piccoli reati.

Il carcere è stato rimosso, è diventato una discarica sociale, che. ospita detenzione sociale. Salvatore, napoletano, proveniva da Brindisi e da sabato era nel carcere di Benevento, nella giornata di ieri, alle 15, aveva sentito al telefono la sua compagna. Era arrivato a Benevento per una udienza ed era in cella con un'altra persona. Domani ci sarà l'autopsia".

I due garanti dei detenuti, poi, continuano: "Vite, come si vede, per lo più giovani, finite, per disperazione, senso di impotenza o chissà cos'altro, nei pochi metri quadrati di una cella, insieme ad un altro recluso. Chiediamo che si faccia chiarezza su questa morte. Abbiamo bisogno di piu' figure sociali nelle carceri, di più trattamento, di più lavoro. Il Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria può custodire ed accudire, ma non c'è rieducazione e reinserimento sociale senza azioni positive del territorio e degli Enti locali. E il volto costituzionale della pena necessità di magistrati di sorveglianza più efficaci e coraggiosi" concludono Ciambriello e Ioia.

 

 

 

 

 

 

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