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Migranti. Decreti sicurezza, sì alla revisione. Il Viminale: "Un codice per le Ong" PDF Stampa
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di Michela Allegri


Il Messaggero, 1 luglio 2020

 

L'unico braccio di ferro è sulle sanzioni per le Ong che effettueranno salvataggi senza avvisare lo Stato di bandiera e il centro di coordinamento e soccorso. Il M5S vuole che le multe restino, mentre nel testo proposto dal ministro dell'Interno Luciana Lamorgese non se ne trova più traccia. Il Movimento, comunque, chiede una rimodulazione dell'entità della sanzione: non più la cifra di un milione di euro decisa in sede di conversione del decreto Salvini bis, ma da 10 a 50mila euro.

In caso di reiterazione, invece, viene chiesta la confisca dell'imbarcazione.

Ieri si è tenuta la terza riunione al Viminale del tavolo di maggioranza di governo chiamato a riscrivere i decreti sicurezza, dopo i rilievi mossi dal Capo dello Stato. L'ok definitivo non è ancora arrivato, ma la soluzione condivisa è stata praticamente trovata e verrà proposta nella prossima riunione, il 9 luglio. Mentre Pd, Leu e Iv vorrebbero portare in Cdm il nuovo testo prima della chiusura estiva, il M5S preferirebbe rimandare la riforma in autunno.

I Cinque Stelle hanno presentato le loro proposte in un documento di 7 pagine consegnato al ministro: sono favorevoli alla riforma del sistema di accoglienza con il ritorno agli Sprar, all'ampliamento delle protezioni speciali e sussidiarie con la possibilità di convertirle in permessi di lavoro, al ripristino delle attività di integrazione anche per i richiedenti asilo e a ulteriori protezioni per i minori non accompagnati.

Nel documento si fa riferimento anche alla riduzione dei tempi di detenzione nei Centri per il rimpatrio dei migranti destinati all'espulsione: si torna da 180 a 90 giorni in mancanza di un accordo bilaterale con il Paese di rimpatrio. Viene proposta anche una revisione dei criteri di revoca della cittadinanza con il parere obbligatorio del Consiglio di Stato. Ora Lamorgese dovrà redigere un nuovo testo, da presentare al tavolo il 9 luglio. Intanto la Lega insorge e parla di "regali ai trafficanti". Giuseppe Brescia, che sta seguendo il tavolo per i Cinque Stelle, spiega invece: "Solo ordine e integrazione creano vera sicurezza".

Si dice soddisfatto, a nome del Pd, il viceministro dell'Interno, Matteo Mauri: "Si è sancita in modo definitivo la volontà di tutte le forze di maggioranza di andare ben oltre i rilievi espressi dal capo dello Stato sui dl Salvini, intervenendo in profondità per azzerare gli effetti negativi che hanno determinato". Anche Federico Fornaro (Leu), parla di "significativi passi avanti" fatti "senza veti e con la disponibilità all'ascolto e al confronto".

Pure Davide Faraone (Iv), parla di "passi avanti", ma li giudica "non sufficienti" e spinge sull'introduzione dello "Ius culturae". Nel frattempo continuano le partenze dal Nord Africa, mentre sulla Mare Jonio e sulla Ocean Viking viaggiano 160 persone in attesa di un porto. Lamorgese pressa l'Europa: servono "regole precise e comuni" per le navi umanitarie, con la responsabilizzazione degli Stati di bandiera e un meccanismo di ricollocamento obbligatorio.

"Abbiamo inviato a Bruxelles - fa sapere - idee e proposte con l'obiettivo di superare il principio di responsabilità del Paese di primo approdo e promuovere regole per gli Stati bandiera". La scommessa è varare un di Codice per le ong: le navi dovranno avere dotazioni adeguate ed equipaggi formati, gli interventi dovranno essere coordinati dal Centro marittimo competente - nel caso anche quello libico, gli Stati di bandiera dovranno indicare il porto sicuro e accogliere i migranti che sbarcano in altri Paesi.

 

 

 

 

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