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Cagliari. La musica classica tra i detenuti del carcere di Uta PDF Stampa
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La Nuova Sardegna, 12 gennaio 2020


Il ViolaFest, rassegna organizzata dal Conservatorio per ricordare il musicista Pietro Farulli. Il suo nome è legato a quello del Quartetto italiano, celebre ensemble di cui la Nasa volle una registrazione da inserire in un disco da inviare nello spazio per far conoscere i suoni della Terra.

In realtà il violista Piero Farulli, classe 1920 (morto nel 2012) fu molto di più, con quella sua idea della musica non solo come strumento d'elevazione dell'essere umano, ma anche di integrazione sociale.

È nel suo nome che, a cento anni dalla nascita, il Conservatorio di Cagliari, in collaborazione con l'associazione italiana della Viola, propone il ViolaFest, iniziativa ideata e organizzata dal docente di viola del "Da Palestrina", Dimitri Mattu. Da lunedì 13 a mercoledì 15 gennaio saranno tre giornate scandite da masterclass, concerti, conferenze e momenti di approfondimento. Senza dimenticare, come sarebbe piaciuto a Farulli, l'impegno sociale, con un concerto la mattina del 15 nel carcere di Uta.

In occasione del festival è previsto l'arrivo di musicisti con solide esperienze internazionali alle spalle come Naomi Barlow, fondatrice e presidente del Centro sperimentale di musica per l'infanzia, il cagliaritano Giovanni Pasini, che dopo numerose esperienze in giro per il mondo è ora prima viola della Qatar simphony orchestra, sino a Dorotea Vismara, presidente dell'associazione italiana della viola.

"Proporre questa manifestazione è per noi motivo di immenso orgoglio- dice il direttore del "Da Palestrina", Giorgio Sanna- Nel centenario della nascita di un grande maestro che credeva nella diffusione della musica e della didattica proponiamo un calendario di iniziative che prevedono anche momenti di specializzazione gratuiti aperti a tutti". "Questo festival ha un significato culturale e sociale di forte impatto - sottolinea invece il presidente del "Da Palestrina" Gianluca Floris. Il Conservatorio è un presidio democratico e sociale".

Durante la tre giorni sono in programma masterclass gratuite con Dorotea Vismara, Naomi Barlow e Giovanni Pasini. I tre artisti nei giorni del festival saliranno anche sul palco con i professionisti sardi, ma anche con gli allievi di viola che si esibiranno nel concerto finale del 15. Si comincia lunedì alle 10,30 con il primo dei quattro concerti in programma: protagonisti saranno i violinisti Maria Elena Runza e Lucio Casti, il violista Dimitri Mattu, il violoncellista Vladimiro Atzeni, la pianista Angela Oliviero: proporranno musiche di Nino Rota e Anton Webern. In serata si prosegue con un nuovo concerto alle 19, mentre il giorno dopo, alle 18 recital di Giovanni Pasini e Angela Oliviero.

Il violinista Attilio Motzo e il violista Gioele Lumbau saranno protagonisti il 15 mattina del concerto per i detenuti del carcere di Uta mentre in serata, alle 20,30, gran finale con il l'esibizione delle orchestre del ViolaFest dirette da Giacomo Medas.

Ancora: la mattina del 14 è in programma una tavola rotonda tra dirigenti e docenti dei Conservatori e dei licei musicali e delle scuole civiche di musica della Sardegna, con l'obiettivo di rafforzare la loro collaborazione. Danno il loro contributo all'evento anche l'Ente concerti Marialisa De Carolis e l'associazione Incontri Musicali.

 

 

 

 

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