Giovedì 19 Settembre 2019
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

Perché applicare le leggi è diverso da "fare giustizia" PDF Stampa
Condividi

di Iuri Maria Prado


Il Dubbio, 2 agosto 2019

 

La legge è un "fatto". La giustizia è un "valore". Per questo si scrive che "la legge è uguale per tutti" mentre altrettanto non si potrebbe scrivere a proposito della giustizia: che è una categoria mentale, un valore, appunto, variabile secondo ciò che uno crede. Questa distinzione, tanto banale per chiunque abbia un pizzico di dimestichezza con le regole liberali degli ordinamenti avanzati, è tuttavia sconosciuta o anzi negata da una buona aliquota dei rappresentanti della magistratura corporata, che certamente non è "la" magistratura ma insomma ne rappresenta la parte socialmente più attiva.

E non per altro ma esattamente in forza di quella negazione accade che il magistrato ritenga di dover rimettere in riga la società corrotta: non per la sua idea di giustizia, che è legittima come quella di chiunque, ma per l'idea invece sbagliatissima che lui, il magistrato, quell'idea di giustizia possa e debba realizzare con il suo lavoro.

Che è, o almeno dovrebbe essere, occuparsi di "fatti", non di valori: e cioè occuparsi del fatto umano costituito dall'illecito, cioè dalla violazione della legge, quest'altro fatto umano. La pretesa che i comportamenti degli uomini e la società debbano adeguarsi a questo o quel principio costituzionale ( uguaglianza, libertà, rispetto dei diritti civili, eccetera) in forza del lavoro della magistratura, e cioè per il tramite di indagini e processi, denuncia appunto quella confusione tra legge ( fatto) e giustizia ( valore).

E spiega perché sia accaduto e tuttavia accada in questo nostro Paese che al magistrato punga di violentare la norma che invece dovrebbe applicare o di opporsi ai progetti di legge che non gradisce: sono fatti ripugnanti, per il suo senso di giustizia. E a risolvere ( si fa per dire) questo conflitto viene con solerzia il processo indebito, o il comizio davanti alla telecamera democratica che fa conoscere al popolo lo sdegno del magistrato al quale si impedisce di far giustizia. Appunto.

 

 

 

 

06

 

06

 

06


 06

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it