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Ingiusta detenzione, l'Ue si defila PDF Stampa
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Il Centro, 2 agosto 2019


Petrilli: "Il parlamento europeo non può intervenire sul governo italiano". La commissione petizioni del parlamento europeo ha risposto alla petizione sul mancato risarcimento da ingiusta detenzione presentata dall'aquilano Giulio Petrilli. È lo stesso interrogante a darne notizia. "La commissione", scrive Petrilli (Comitato per il diritto al risarcimento a tutti gli assolti), "ha risposto dicendo che non può intervenire sul governo italiano". "Questo", prosegue, "perché non esiste una legge dell'Unione europea sul tema. I commissari, nel contempo, riconoscono che si tratta di una mancanza da dover riparare. Riconoscono che i criteri per il risarcimento da ingiusta detenzione non possono variare da stato a stato. Dicono espressamente "nell'ammissibilità, negli importi, nei criteri" tutti devono essere sullo stesso piano".

Secondo Petrilli, pertanto, dev'essere fatta sull'argomento "una legge europea alla quale devono attenersi tutti gli stati membri dell'Unione. Un chiaro riconoscimento alla giustezza del contenuto delle mie battaglie e della mia petizione cioè quella che il risarcimento per ingiusta detenzione va concesso a tutti gli assolti, non si può negarlo per questioni extragiudiziarie, "frequentazioni sbagliate" o perché una persona si sia avvalsa della facoltà di non rispondere al primo interrogatorio. Facoltà garantita dalla legge. Quindi, dopo questa risposta, la battaglia continua per garantire la necessità del risarcimento per tutti coloro sono stati privati ingiustamente della libertà personale. Solleciterò nuovamente i parlamentari europei ad approvare presto una legge europea sulla questione".

 

 

 

 

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