Brasile: quattro detenuti morti in seguito a una rivolta nel carcere di Cascavel Stampa

www.internazionale.it, 26 agosto 2014

 

Il 24 agosto circa 700 detenuti del carcere di Cascavel, nello stato di Paraná, in Brasile, hanno organizzato una rivolta per protestare contro le condizioni igieniche della prigione e la mancanza di cibo. Nelle proteste alcuni detenuti sono stati presi in ostaggio, due prigionieri sono stati decapitati, due sono stati spinti giù dal tetto e sono morti. In tutto sono morte quattro persone e i feriti sono numerosi.

La protesta è scoppiata durante la distribuzione dei pasti, i detenuti hanno preso il controllo di alcune parti della prigione, incendiandone alcuni punti. I prigionieri si sono coperti il volto con degli indumenti e hanno preso in ostaggio almeno due guardie. La polizia penitenziaria afferma che i detenuti stanno infliggendo delle torture agli agenti presi in ostaggio.

Per il quotidiano brasiliano O Globo sono in corso dei negoziati tra polizia e detenuti per mettere fine alla rivolta. Il Brasile è il quarto paese al mondo per popolazione carceraria, con 500mila detenuti a fronte di 300mila posti disponibili nelle prigioni. Molte delle prigioni più povere sono gestite da gruppi criminali. Nel 2014 l'alta commissaria dell'Onu per i diritti umani Navy Pillay ha chiesto l'apertura di un'inchiesta sulle violenze e sulle morti che avvengono ogni anno all'interno delle prigioni in Brasile.

 

Accordo tra polizia e detenuti pone fine a protesta

 

Ci sarebbe un accordo in Brasile per porre fine alla rivolta nella prigione di Cascavel, nel Sud del Paese. Almento 4 persone sono state uccise, due decapitate. Un portavoce del Ministero della Giustizia dello Stato di Parana ha dichiarato che metà dei prigionieri verranno trasferiti in un altro istituto. Allora saranno rilasciate le due guardie prese in ostaggio.