Assunzioni e digitale, ma per la giustizia riforme ancora al palo Stampa

di Giovanni Negri


Il Sole 24 Ore, 26 gennaio 2021

 

I Ddl per accelerare i giudizi penali e quelli civili sono fermi in Senato. Una relazione più proiettata sul futuro che ancorata al passato. Per evidenti convenienze politiche. È quella che il ministero della Giustizia sta mettendo a punto e che Alfonso Bonafede si accinge a tenere in Parlamento a crisi ormai aperta dopo la decisione del capo del Governo di formalizzare le dimissioni.

Linea, quella del ministro della Giustizia, in qualche modo obbligata, visto che già il passato racconta di tensioni nella passata (?) maggioranza che sui temi della giustizia e sulla figura di Bonafede stesso già era stata più volte sull'orlo della rottura. Ora il baricentro della Relazione graviterà verosimilmente sulle risorse messe a disposizione dal Recovery Plan, in grado (forse) di fare cambiare di segno ai tempi di decisione dei processi, sia civili sia penali, garantendo un recupero di risorse per smaltire anche lo stock di arretrato.

Del resto in Italia sono richiesti in media (dati 2018) 527 e 361 giorni per una sentenza di primo grado rispettivamente nel civile e nel penale, mentre nella Ue ne bastano 233 e 144. Intanto, in termini di disponibilità finanziarie, lo staff di Bonafede sottolinea il drastico aumento delle risorse a disposizione, da 750 milioni a 2,7 miliardi di euro.

Nella sola prima versione del Recovery si stimava un abbattimento dei tempi del 5o% in appello e del 25% in primo grado nel penale e del 40% complessivo nel civile. La priorità del ministero allora diventano gli investimenti. Innanzitutto sul capitale umano. Oltre alle 16.000 assunzioni previste per il periodo 2018-2023 (5.000 delle quali già effettuate), con i 2,3 miliardi di stanziamenti aggiuntivi sarà finanziato un pacchetto di assunzioni.

Nel dettaglio per l'ufficio di staff del magistrato (ufficio per il processo e magistrati onorari aggregati) è previsto l'ingaggio di: 16.000 addetti all'ufficio per il processo, in 2 cicli da 8.000 unità l'uno, assunti a contratto a tempo determinato. 2000 magistrati aggregati, distribuiti in 2 cicli biennali di 1000 unità, incaricati della redazione di sentenze di tribunale civile, 100 magistrati onorari ausiliari presso la sezione tributaria Corte di cassazione, distribuiti in 2 cicli ciascuno per 50 unità, addetti allo smaltimento dell'arretrato nella sezione tributaria.

A questi si aggiungeranno 4.200 unità, assunte a tempo pieno o determinato, di personale tecnico (informatici, architetti, ingegneri, statistici) o responsabili di organizzazione, figure considerate fondamentali per l'attività edilizia e per lo sviluppo e il monitoraggio sul territorio dell'avanzamento e dei risultati dei progetti informatici e di edilizia.

A questo si aggiungeranno investimenti sulle infrastrutture, soprattutto per favorire in maniera ancora più accentuata, anche per i riflessi della pandemia, la digitalizzazione dei procedimenti e, per 450 milioni, sulle strutture, puntando da una parte alla manutenzione dell'esistente e, dall'altra, alla realizzazione di cittadelle della giustizia, in grado di concentrare, soprattutto in alcuni poli cittadini, i servizi della giustizia.

Più sfumati, se non assenti, saranno invece i riferimenti a elementi assolutamente divisivi come la prescrizione che ancora la versione primigenia del Recovery Plan vantava come uno strumento di assoluta efficacia nel limitare le tattiche dilatorie delle difese.

In ogni caso, sul punto, va anche ricordato come se la riforma Bonafede potrà naturalmente dispiegare i suoi effetti solo nei prossimi anni, visto che si applica a reati commessi solo dal 1° gennaio 2020, le misure acceleratorie sui giudizi penali, inserite in un complesso disegno di legge delega, sono ferme in commissione Giustizia alla Camera, a circa un anno dalla presentazione, dove solo tra qualche giorno scadrà il termine per la presentazione dei primi emendamenti. E sorte non migliore ha il controverso disegno di legge sul processo civile che, anch'esso da parecchi mesi, langue al Senato.