Covid, avvocati amministrativisti al Governo: si torni alle udienze da remoto Stampa

Il Sole 24 Ore, 22 ottobre 2020

 

Per garantire lo svolgimento della giustizia necessario il processo a distanza fino al 31 gennaio 2021 e comunque per tutto il periodo di emergenza Covid. Qualche giorno fa, con una missiva inviata al Presidente Conte, erano stati i magistrati di Tar e Consiglio di Stato a chiedere il ripristino delle udienze da remoto. Oggi arriva l'appello, sempre in forma di lettera, degli avvocati amministrativisti al Premier e al sottosegretario Riccardo Fraccaro affinché per contenere il rischio contagi, "si torni alle udienze remoto" che "hanno funzionato e garantito macchina Giustizia".

"Con la crescita dei contagi, si legge in una nota dell'Unaa (Associazione nazionale avvocati amministrativisti), le raccomandazioni dello stesso governo a prediligere riunioni on line e la possibilità per i sindaci di ordinare lockdown parziali, è necessario tornare all'udienza da remoto fino al 31 gennaio 2021 e comunque fino al termine dell'emergenza Covid".

"Solo così - proseguono i legali - si potrà garantire l'effettivo svolgimento della Giustizia amministrativa nei prossimi mesi". L'Unaa ricorda che l'udienza da remoto è stata una realtà fino al 31 luglio scorso ed è stato uno strumento "utile ed efficiente per affrontare i momenti più difficili della pandemia". Gli avvocati amministrativisti chiedono quindi il varo di una norma che riattivi tale disciplina. L'attività in presenza, osservano gli avvocati, implica lo spostamento del difensore in tutto il territorio nazionale, l'utilizzazione di molteplici trasporti pubblici, lunghe attese fuori dai tribunali per evitare assembramenti e cioè mille situazioni di possibile contagio da evitare per lo stesso interesse della collettività, inevitabili rinvii e rallentamenti dell'iter processuale.