Non negare le vittime di errori giudiziari Stampa

di Claudio Cerasa


Il Foglio, 10 luglio 2020

 

Le vittime della mafia, le vittime delle foibe, le vittime del terrorismo e va da sé del nazifascismo, giù giù fino alle vittime da incidente stradale, da disastro ambientale e ora, ahinoi, del Covid. Ogni giorno ha la sua pena e quasi ogni giorno, in Italia, ha ormai una "giornata" per ricordare le vittime di qualche evento scellerato.

Nessuno tocchi le vittime, ovviamente, ma in qualche caso si ha come l'impressione di un'enfasi retorica, che trabocca e si fa un po' pleonastica. Eppure ci sarebbe una giornata delle vittime - forse alla fine arriverà, la parola passa al Senato - che in un paese come l'Italia sarebbe sacrosanta, se non la più sacrosanta di tutte: la Giornata per le vittime di errori giudiziari, che Italia viva voleva dedicare a Enzo Tortora, il 17 giugno.

Basterebbero i numeri a dimostrare la necessità di un ricordo così: ogni anno nel nostro paese ci sono in media mille cittadini innocenti che diventano vittime di errori giudiziari, i casi negli ultimi 25 anni sono oltre 26 mila. L'associazione Errori giudiziari ne ha pubblicati online oltre ottocento, limitandosi alle vicende processuali definitivamente chiuse. I Radicali Maurizio Turco e Irene Testa hanno ricordato che l'istituzione sarebbe "un atto con il quale ricordare l'alto numero di coloro che hanno subito la gogna mediatica alla quale è seguita l'ingiusta detenzione o la estraneità ai fatti per i quali sono stati indicati al pubblico ludibrio".

Una strage morale indegna di uno stato di diritto. Ora, di fronte a tutto questo, l'altro ieri in commissione Giustizia la mozione proponente è passata per un pelo, con i voti dell'opposizione e di Italia viva. Mentre il Movimento cinque stelle e il Partito democratico hanno votato contro.

E se per i forcaioli grillini, che esprimono l'attuale ministro della Giustizia, l'impossibilità di ammettere i danni della mala giustizia e della gogna mediatica è strutturale, peggio di riconoscere la concessione delle autostrade al gruppo Benetton, per il Pd l'errore è più doloroso e rivelatore: finirà mai, il partito erede del partito del moralismo giudiziario e dei processi come arma politica, di flirtare con il giustizialismo?