Bonafede: emergenza coronavirus, misure di cautela per tribunali e carceri Stampa

agenzianova.com, 24 febbraio 2020


Il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, informa che le misure messe a punto nel Consiglio dei ministri di ieri per l'emergenza coronavirus sono improntate alla "cautela" che "vale, ovviamente, per la protezione delle donne e degli uomini che lavorano nella giustizia".

Su Facebook il Guardasigilli quindi spiega: "Stiamo predisponendo tutte le norme che attueranno il seguente principio: tutti i magistrati, avvocati, personale amministrativo, polizia penitenziaria e tutti gli operatori della giustizia residenti nei 'comuni focolaio' non si recheranno al lavoro nei rispettivi uffici amministrati dal ministero della Giustizia. Il medesimo discorso vale per i cittadini che devono recarsi in udienza in qualità di parti processuali o testimoni".

Inoltre "col dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria e il dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità, abbiamo disposto - prosegue Bonafede - il divieto d'ingresso nelle strutture per tutte le persone che provengono dai luoghi attualmente investiti da episodi di contagio". E ancora il ministro rende noto che è stata istituita "un'unità di crisi per assicurare il costante monitoraggio dell'andamento del fenomeno".ùGrazie al coinvolgimento dei presidi medici degli istituti penitenziari, è stato "avviato uno stretto coordinamento con le autorità sanitarie locali", spiega ancora il guardasigilli che per maggiori informazini rinvia al sito internet https://www.gnewsonline.it.

"Oltre che con gli uffici giudiziari, verranno tenuti i contatti, nelle modalità che verranno a loro comunicate, con i Consigli dell'ordine distrettuali dei territori interessati", aggiunge Bonafede per poi rivolgere un pensiero ai colpiti dal virus: "La mia più profonda solidarietà va a tutte le persone che hanno subito il contagio e alle loro famiglie".