Parma. Non può camminare, protesta e finisce in una cella "liscia" Stampa

di Damiano Aliprandi

 

Il Dubbio, 21 novembre 2019

 

L'ergastolano Francesco Zavota, che è stato trasferito da Voghera a Parma, soffre di diverse patologie tanto da avere una piastra di ferro in una gamba, dovrebbe dormire su un materasso ortopedico come gli era stato prescritto dai medici, ma si ritrova in una cella liscia, senza suppellettili né televisione, e con un materasso inadeguato.

Parliamo di uno degli ergastolani trasferiti da Voghera a Parma e che si ritrovano nella "sezione Iride" come sanzione disciplinare. Il motivo è già stato riportato da Il Dubbio. Provenienti dal carcere di Voghera, reduci dello smantellamento delle sezioni 1 e 3 del circuito AS3, sono stati sanzionati disciplinarmente per essersi rifiutati di andare in celle poco più grandi di tre metri quadrati per starci in due.

Per punizione sono stati mandati nella sezione di isolamento denominata Iride, e alcuni denunciano di essere stati sistemati in quattro celle lisce. Uno di loro, l'ergastolano Francesco Zavota è colui che ha problemi di deambulazione, tanto che nel carcere di Voghera veniva assistito da un piantone. Ora però a Parma la situazione si è ulteriormente aggravata.

L'avvocato Giuseppe Annunziata ha denunciato la sua situazione direttamente al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e alla direzione del carcere. "Dal colloquio - si legge nella lettera - è emersa una situazione di forte sofferenza del detenuto, fortemente debilitato anche dall'acuirsi degli effetti legati alle patologie di cui soffre (l'impossibilità di dormire bene su di un materasso non idoneo ed i dolori alle protesi causati dalla crescente umidità)".

L'avvocato Annunziata, inoltre, denuncia che il suo assistito gli ha riferito "di non essere stato ancora autorizzato all'uso del materasso ortopedico che aveva comprato a Voghera e che era stato consigliato dal fisioterapista e che pure aveva chiesto che gli venisse consegnato".

Sottolinea che "quella cella è priva di tv è di suppellettili, che è umida e non idonea ad una detenzione per un periodo prolungato; anche il tempo dedicato al passeggio è confinato in un piccolo spazio adiacente a quella cella senza condivisione con altri".

Per capire meglio il motivo della protesta dei detenuti, sanzionata disciplinarmente, viene in aiuto la stessa lettera dell'avvocato dove chiede che il suo assistito venga trasferito in una cella singola. Spiega che nel caso di specie è in corso una violazione dell'art. 6 comma 5 legge n. 354 del 26- 7- 75 L. dell'Ordinamento penitenziario che recita "fatte salve diverse contrarie prescrizioni sanitarie e salvo che particolari situazioni dell'istituto non lo consentano è preferibilmente consentito al condannato alla pena dell'ergastolo il pernottamento in camere ad un posto ove non richieda di essere assegnato a camere a più posti".

Anche se non è un obbligo, ma una preferenza, l'avvocato Annunziata sottolinea che tale disposizione ha trasfuso in norma giuridica, "una consuetudine o prassi consolidata negli anni e presente negli istituti carcerari per cui agli ergastolani vengono sempre assegnate camere singole".

Nel caso del suo assistito è poi una vera e propria necessità. "Considerate le patologie di cui è affetto - scrive l'avvocato - (lo stesso uso della turca in bagno crea non pochi problemi di movimento), il mancato rispetto della prescrizione de quo si ripercuote in concreto ed immediatamente sulla salute del detenuto al quale è stato negato, altresì, l'uso del materasso ortopedico".

In via subordinata chiede che venga disposto il trasferimento in altra struttura carceraria in modo tale da consentire "al detenuto di espiare la propria pena in una camera singola cosi come previsto anche in considerazione delle patologie di cui soffre".