Il Garante dei detenuti: "È scoppiato il bubbone". L'inchiesta si allarga ad altri pestaggi Stampa

di Michele Bocci


La Repubblica, 23 settembre 2019

 

Il Sindaco di San Gimignano: "penitenziario abbandonato a sé stesso". Non un caso solo, seppure grave, seppure degno di far ipotizzare alla procura di Siena il reato di tortura. Sarebbero anche altri gli episodi di violenze sui detenuti ad opera della polizia penitenziaria nel carcere di San Gimignano, che allungano un'ombra inquietante sulla struttura.

"Il problema è che lì i fatti si sono un po' susseguiti nel tempo. Hai visto come funziona? Da uno sono diventati due, tre, quattro, cinque, sei", dice uno degli indagati a un collega nel gennaio scorso, prima di un'audizione al Dap.

E proprio dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria si elencano più pestaggi. Francesco Basentini, capo del Dap: "I fatti di cui parliamo sarebbero concentrati in un ambito di tempo abbastanza ristretto e coinvolgerebbero due o tre detenuti del carcere di San Gimignano. Fatti abbastanza seri e gravi, per questo si è giunti ad adottare quel provvedimento di sospensione".

Non lavorano più, per ora, quattro dei 15 poliziotti finiti nell'indagine di Siena partita dalle denunce di chi ha assistito al violento pestaggio di un tunisino di 31 anni o ne ha viste le conseguenze. È una delle prime volte che in Italia viene contestato il reato di tortura, in questo caso affiancato alle accuse di minacce, lesioni e falso.

"Ovviamente siamo nella fase delle indagini, questa è la contestazione cautelare", prosegue Basentini, che promette trasparenza. Mentre i sindacati aggiungono che la penitenziaria non ha "nulla da nascondere".

L'indagine non sembra però cogliere di sorpresa il Garante dei detenuti della Toscana, Franco Corleone: "Era ora che scoppiasse il bubbone. Da anni denunciavamo la situazione intollerabile del carcere, che ha origini nella pessima decisione di costruirlo in un luogo isolato, malamente raggiungibile, con gravi problemi addirittura nella fornitura dell'acqua.

I fatti che la Procura sta approfondendo risalgono a circa un anno fa e mi risulta che le prime indagini furono fatte dall'amministrazione penitenziaria in collaborazione con la procura, quindi non c'è stato tentativo di nascondere l'episodio, gravissimo".

Il sindaco di San Gimignano, Andrea Marrucci, rincara la dose: "Da troppo tempo la Casa di Reclusione è abbandonata al suo destino, senza direzione stabile e da mesi senza comandante e vice comandante del corpo di polizia penitenziaria. Con la parlamentare Susanna Cenni abbiamo denunciato le difficoltà di agenti e detenuti, le carenze infrastrutturali e chiesto interventi urgenti agli enti preposti. Richiesta sfociata in una esplicita lettera di misure urgenti al ministro".