Papa Francesco contrario all'ergastolo: mai privare del diritto di ricominciare Stampa

di Gelsomino Del Guercio


aleteia.org, 17 settembre 2019

 

"Perché se si chiude in cella la speranza, non c'è futuro per la società". Detenuti, pena, carceri: Papa Francesco fa rumore su tre temi molto sensibili. Il Papa ha ricevuto sabato 14 settembre in Udienza la Polizia Penitenziaria, il Personale dell'Amministrazione Penitenziaria e della Giustizia minorile e di comunità. In Piazza San Pietro, Francesco si è rivolto con toni molto chiari e decisi nei loro confronti. In particolare ha ringraziato per il lavoro svolto quotidianamente gli operatori delle carceri e i cappellani. Poi, ha lanciato un messaggio di speranza ai detenuti.

"È la parola coraggio - afferma il pontefice - Gesù stesso la dice a voi: "Coraggio". Questa parola deriva da cuore. Coraggio, perché siete nel cuore di Dio, siete preziosi ai suoi occhi e, anche se vi sentite smarriti e indegni, non perdetevi d'animo. Voi che siete detenuti siete importanti per Dio, che vuole compiere meraviglie in voi. Anche per voi una frase della Bibbia. La Prima Lettera di Giovanni dice: "Dio è più grande del nostro cuore" (1 Gv 3,20). Non lasciatevi mai imprigionare nella cella buia di un cuore senza speranza, non cedete alla rassegnazione. Dio è più grande di ogni problema e vi attende per amarvi. Mettetevi davanti al Crocifisso, allo sguardo di Gesù: davanti a Lui, con semplicità, con sincerità".

Da lì, ha proseguito il Papa, "dal coraggio umile di chi non mente a sé stesso, rinasce la pace, fiorisce di nuovo la fiducia di essere amati e la forza per andare avanti. Immagino di guardarvi e di vedere nei vostri occhi delusioni e frustrazione, mentre nel cuore batte ancora la speranza, spesso legata al ricordo dei vostri cari. Coraggio, non soffocate mai la fiammella della speranza. Sempre guardando l'orizzonte del futuro: sempre c'è un futuro di speranza, sempre".

Ravvivare questa fiammella è "dovere di tutti. Sta ad ogni società alimentarla, fare in modo che la pena non comprometta il diritto alla speranza, che siano garantite prospettive di riconciliazione e di reinserimento. Mentre si rimedia agli sbagli del passato, non si può cancellare la speranza nel futuro".

L'ergastolo, ha sentenziato Francesco, "non è la soluzione dei problemi - lo ripeto: l'ergastolo non è la soluzione dei problemi - ma un problema da risolvere. Perché se si chiude in cella la speranza, non c'è futuro per la società. Mai privare del diritto di ricominciare!

Voi, cari fratelli e sorelle, col vostro lavoro e col vostro servizio siete testimoni di questo diritto: diritto alla speranza, diritto di ricominciare. Vi rinnovo il mio grazie. Avanti, coraggio - ha chiosato il Papa - con la benedizione di Dio, custodendo coloro che vi sono affidati".