Gli spari dei brigatisti sull'uomo dei diritti in carcere Stampa

di Davide Steccanella


La Repubblica, 20 agosto 2019

 

La mattina presto di giovedì 20 aprile 1978, mentre esce dalla sua abitazione milanese di via Ponte Nuovo nella zona periferica di Crescenzago, per recarsi alla fermata del filobus che lo avrebbe portato alla metropolitana diretta alla stazione Cadorna non lontano dal carcere di San Vittore, il maresciallo Francesco Di Cataldo viene assassinato da due persone, mentre altri due attendono in un'auto per la fuga.

Era nato a Barletta il 20 settembre 1926 ed era il vicecomandante degli agenti di custodia presso il carcere di San Vittore dove prestava servizio dal 1951, nonché direttore del centro clinico. Di Cataldo era sposato con Maria Violante e aveva due figli adolescenti, Alberto e Paola. Il 24 ottobre 2008 durante la Festa della Polizia penitenziaria gli è stata intitolata la "Sala Convegno" del reparto interno al carcere milanese e successivamente gli verrà titolata la Casa Circondariale stessa che oggi si chiama Casa Circondariale Milano San Vittore Francesco Di Cataldo.

Il 7 dicembre 2010 il Comune di Milano, in occasione delle annuali onorificenze degli Ambrogini d'Oro, gli ha assegnato una Medaglia d'oro di benemerenza civica alla memoria con la seguente motivazione: "Milanese d'adozione, eroico servitore dello stato, Francesco Di Cataldo ha onorato per 28 anni il corpo degli agenti di custodia di San Vittore, fino a diventarne vicecomandante, responsabile dell'infermeria interna, risolse con il dialogo e la mediazione numerose rivolte carcerarie, guardando sempre con umanità ai detenuti e ai loro diritti. Fu ucciso dalle Br il 20 aprile del 1978, durante i tragici giorni del sequestro Moro". Il 20 aprile 2013 gli è stato intitolato un parco cittadino vicino alla sua abitazione.