Giustizia: Orlando ci ripensa "sì, c'è il rischio di infiltrazioni terroristiche nelle carceri" Stampa

Secolo d'Italia, 28 febbraio 2015

 

"Il rischio di proselitismo nelle carceri per le organizzazioni terroristiche è effettivo: abbiamo percentuale alta di detenuti che proviene da paesi in cui sono attive organizzazioni jihadiste". Lo ha detto a Radio24 il ministro della Giustizia Andrea Orlando. "Dobbiamo fare in modo - ha aggiunto il Guardasigilli - che non vi siano violazioni dei diritti che possano far aumentare il consenso della popolazione islamica che non è legata a questa visione e può diventarlo di fronte a forme di discriminazione".

Un passo indietro, quindi, dopo polemiche dei giorni scorsi che avevano visto il ministro accusato di voler dare "la priorità" ai musulmani. "Io mi riferivo al diritto di culto, che nelle nostre carceri è garantito a tutti. Bisogna fare attenzione -a non consentire che si produca un brodo di cultura in cui i reclutatori possono trovare uno spazio di manovra significativo. E fare attenzione a che la rete stessa del culto non possa essere usata in questo modo".

La magistratura e la giustizia stanno attraversando "un passaggio storico", ha detto ancora Orando, "stanno cambiando alcune funzioni, c'è una difficoltà dovuta alle carenze organizzative, di organico, alle nuove tecnologie: è una passaggio complicato". Il ministro della Giustizia ci tiene a sottolineare che sulla riforma della responsabilità dei giudici c'è la tendenza "a scaricare anche questo malessere, con letture che vanno al di là dai contenuti della legge stessa".

 

Donzelli (Fdi): rischio proselitismo nelle carceri

 

"C'è il rischio concreto che le organizzazioni terroristiche facciano proselitismo nelle carceri italiane fra gli immigrati detenuti. Gli stranieri devono scontare la loro pena nel Paese d'origine perché c'è il pericolo che da delinquenti si trasformino addirittura in jihadisti".

Lo afferma Giovanni Donzelli, membro dell'esecutivo nazionale di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale e candidato governatore in Toscana. "Come il ministro della Giustizia sa - continua Donzelli - ci sono tanti detenuti che provengono da paesi in cui le organizzazioni terroristiche sono molto attive. Sia nel caso che questi detenuti siano pericolosi criminali, ma anche nel caso che siano dei disperati arrestati per reati cosiddetti minori, sta di fatto che molti di loro non hanno nulla da perdere e quindi sono facilmente disponibili ad abbracciare il terrorismo. Bisogna assolutamente evitarlo e l'unico modo che c'è è di rimandarli nei loro Paesi d'origine a scontare la pena".