Giustizia: amianto in carcere, doppia condanna dietro le sbarre da Alessandria a Trapani Stampa

Adnkronos, 28 febbraio 2015

 

L'amianto è presente nel 14% dei penitenziari italiani. Lo rivela una mappatura in possesso dell'Adnkronos. Dietro le sbarre con un killer silenzioso e il rischio, per i detenuti, di una doppia condanna. Sono 28 le carceri italiane dove è ancora presente l'asbesto, il minerale cancerogeno usato comunemente nelle costruzioni fino al 1992 quando una legge, la 257, lo ha bandito dal nostro Paese.

Grondaie, tettoie, pannelli, cassoni, parti di impianti di depurazione, canne fumarie, manufatti all'interno dei vecchi penitenziari continuano a minacciare la salute di chi in galera sconta una pena e di chi ci lavora. Da Alessandria a Trapani sono tante le carceri ancora imbottite di amianto.

Ventotto secondo il ministero della Giustizia, di più stando alle segnalazioni che arrivano dai sindacati di polizia penitenziaria e che aggiungono altri istituti a quelli già presenti nell'elenco fornito dal ministero. Come nel caso di Orvieto, dove "all'interno di un magazzino c'è un deposito di eternit rimosso molto tempo fa e in eternit sono due canne fumarie funzionanti", dice Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto del sindacato di polizia penitenziaria Sappe.

La mappatura che l'Adnkronos è riuscita ad ottenere è stata anche oggetto di un'interrogazione parlamentare presentata dal deputato del Movimento 5 Stelle Alessio Villarosa l'11 febbraio scorso. Il ministero chiarisce che nei casi segnalati "le direzioni hanno da tempo avviato le procedure per lo smaltimento" e dunque "tali situazioni sono sotto controllo, riguardano manufatti esterni alle strutture detentive e comunque in corso di rimozione".

Nello stesso prospetto fornito dal ministero si legge, per esempio, della presenza di "pannelli in eternit presso l'impianto di depurazione e nella canna fumaria della centrale termica" del carcere di Catania Bicocca, un complesso penitenziario dove ha sede anche l'istituto per i minori. E ancora a Catania, nel carcere di piazza Lanza, di una "tettoia nel cortile di passeggio per un totale di 110 metri quadri". Per quanto riguarda poi la bonifica, nella tabella in almeno sei casi si legge, nero su bianco, che "si provvederà nel corrente esercizio finanziario, compatibilmente con le risorse disponibili".

"La situazione è veramente drammatica - dice all'Adnkronos Alessandro De Pasquale, segretario generale del Sippe - noi come segreteria generale abbiamo scritto a vari organi dell'amministrazione penitenziaria" e, aggiunge De Pasquale, "la cosa strana è che sempre nelle lettere dell'amministrazione penitenziaria c'è questo tentativo di minimizzare il problema perché si legge sempre piccolo quantitativo, non pericoloso per i lavoratori ma l'amianto è comunque un pericolo per la salute pubblica.

I colleghi quotidianamente ci segnalano le problematiche ma c'è una scarsa informazione sul pericolo costituito dall'eternit o comunque dalle fonti di amianto". "L'amministrazione statale, il nostro datore di lavoro, ai sensi del decreto legislativo 81 del 2008 ha anche un obbligo di informazione nella propria unità amministrativa. Deve informare i lavoratori - aggiunge De Pasquale - sui rischi che ci sono all'interno della struttura ed è chiaro che molto spesso questo non avviene. Dobbiamo sempre ricordare che all'interno di una struttura penitenziaria ci sono i detenuti che devono scontare una pena, ma non è che devono scontare anche una pena di morte".

 

Medici penitenziari: fra i detenuti più alta incidenza tumori

 

"Non tranquillizza sapere che l'amianto è presente nel 14% dei penitenziari italiani. Si tratta di un rapporto che ignoravamo, e che vorremmo studiare per valutare l'entità di questa presenza. Invece sappiamo che negli istituti penitenziari l'incidenza di neoplasie è superiore a quella della popolazione generale". Lo afferma all'Adnkronos Salute Giulio Starnini, segretario generale Simspe (Società Italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria), alla notizia dei risultati della mappatura sull'amianto nelle Carceri, in possesso dell'Adnkronos.

"Come società scientifica - rileva Starnini, direttore dell'Unità operativa di Medicina protetta del Belcolle di Viterbo - ignoravamo questo rapporto, e davvero vorremmo poterlo esaminare per valutare l'entità e la presenza di questa sostanza nei penitenziari. C'è inoltre un aspetto importante di cui tener conto: l'elevata incidenza delle neoplasie fra i detenuti.

Un fenomeno cui concorrono varie cause, come il fumo. Ma certo sapere che esistono anche aspetti ambientali che potrebbero contribuire a innescare patologie tumorali non rasserena. Finora, comunque, le patologie dei detenuti non sono mai state messe in correlazione con l'asbesto. E che io sappia casi di asbestosi o mesotelioma non sono stati diagnosticati in questa particolare popolazione". Nelle carceri, inoltre, "lavorano anche 50 mila operatori. Per la loro sicurezza e quella dei detenuti, se il dato contenuto nella mappatura fosse confermato, il passo successivo deve essere la bonifica".

 

M5S: numeri su amianto nelle carceri spaventosi, 20 anni di promesse disattese

 

Amianto presente nel 14% dei penitenziari italiani, 28 carceri abitate dal killer silenzioso. "Possono sembrare numeri piccoli, percentuali irrisorie invece sono spaventose", dice all'Adnkronos Alessio Villarosa, il deputato M5S che nel febbraio scorso presentò un'interrogazione sul tema. La mappatura in possesso dell'Adnkronos "mostra numeri - osserva Villarosa - che si avvicinano molto a quelli delle caserme".

Numeri "da brividi perché da 20 anni - rimarca il grillino - si promette ai carcerati, così come ai nostri militari, di farli vivere in luoghi sicuri per la loro salute, nonché per la salute dei lavoratori che prestano servizio in penitenziari e caserme per conto dello Stato. Cosa si sta aspettando? - chiede Villarosa - Vogliamo perdere ancora tempo ?

Così avremo nuovi malati e nessuno che pagherà il conto a causa della prescrizioni già sopravvenuta nel processo del principale responsabile", dice il deputato 5 Stelle con un chiaro riferimento alla sentenza Eternit. Poi la frecciatina sulla mappatura, arrivata all'Adnkronos prima che a Villarosa che ne aveva fatto richiesta in un'interrogazione ad hoc. "Rimango stupito ma contento di avere finalmente i dati - dice il presidente del gruppo M5S alla Camera - perché, come al solito, se uno vuole le informazioni anziché chiederle ai ministri deve rivolgersi ai giornalisti".

 

Sappe: basta scuse, mettere a norma istituti contro rischio amianto

 

"Gli istituti penitenziari vanno messi a norma. Basta con le scuse delle amministrazioni che tergiversano con il pretesto della mancanza di fondi". Così Donato Capece, segretario generale del Sappe, commenta la presenza di amianto nei penitenziari italiani, rivelata da una mappatura diffusa dall'Adnkronos. Che l'amianto sia presente nel 14% delle carceri italiane "è una questione già fatta emergere dalla polizia penitenziaria tempo addietro", sottolinea Capece evidenziando come sia arrivato il momento di agire prendendo i fondi messi a disposizione dalla legge svuota-carceri.

Risorse, ricorda Capece, pari a "465 milioni destinati alla costruzione di nuovi padiglioni e la ristrutturazione di padiglioni preesistenti. L'amministrazione - incalza il segretario generale del Sappe - si deve fare carico del problema e mettere mano a una riforma che preveda una ristrutturazione seria possibilmente chiudendo quelle carceri che non sono a norma. Adesso che si registra un calo di detenuti, è il momento di avviare i lavori".

 

Sottosegretario Ferri: avviata rimozione amianto negli istituti penitenziari

 

"Sono state avviate tutte le procedure di rimozione dell'amianto presente nelle strutture carcerarie. La tutela della salute dei detenuti, delle forze di polizia penitenziaria e dei soggetti pubblici e privati che lavorano all'interno degli istituti è, infatti, una priorità da salvaguardare". È quanto afferma il sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri, commentando all'Adnkronos i dati diffusi dall'agenzia di stampa in merito alla presenza dell'amianto nelle carceri italiane.

"La salute - prosegue Ferri - è un bene costituzionale e primario sul cui rispetto non è possibile permetterci cali di attenzione e vuoti di tutela. La situazione è però sotto controllo ed è costantemente monitorata tanto che sono state avviate tutte le procedure di rimozione dei materiali nocivi". "Evidenzio, infine - conclude il sottosegretario alla Giustizia - che il ministero sta ponendo in essere interventi di ristrutturazione e di miglioramento delle strutture, all'interno del più generale programma di edilizia carceraria, finalizzato a mettere in sicurezza gli istituti penitenziari".