Bologna: alla Dozza corsi per l'integrazione, detenuti islamici a scuola di diritto Stampa

Il Garantista, 4 gennaio 2015

 

Detenuti islamici a lezione di diritto per evitare ogni forma di radicalismo religioso. Tutti i mercoledì, fino a maggio, i cancelli del carcere bolognese della Dozza si apriranno per accogliere insegnanti, professori universitari, mediatori, imam ed esperti di cultura islamica. Si parlerà di primavera araba, del ruolo della famiglia e della donna nel mondo musulmano, di Sharia e in generale delle costituzioni arabo-islamiche.

Sarà lo scopo del corso "Diritti, doveri, solidarietà. La Costituzione italiana in dialogo con il patrimonio culturale arabo-islamico", un percorso di sette mesi e ventiquattro lezioni nato da un'idea di frate Ignazio De Francesco, islamologo e volontario dell'Avoc (associazione volontari carcere), con la collaborazione dell'Ufficio del garante regionale delle persone private della libertà e del Centro per l'istruzione per gli adulti di Bologna, che ormai da anni si occupa dei corsi scolastici all'interno del carcere.

"Si tratta di detenuti che già frequentano la scuola della Dozza - spiega la garante regionale Desi Bruno - e che studieranno il rapporto tra la nostra Costituzione e il diritto islamico. Un'iniziativa molto importante che si propone di facilitare il loro inserimento ed evitare qualsiasi forma di integralismo. Un modello che cercheremo di esportare anche in altri istituti delia Regione".

A seguire i detenuti in questi 7 mesi ci saranno, oltre alle diverse figure previste, i docenti del Cpia. Quest'ultimi, oltre alle lezioni sui temi del progetto, si occupano ormai da anni della scuola per adulti all'interno della Dozza. "Sono circa 200 i detenuti iscritti al nuovo anno scolastico - dice Filomena Colio, insegnante da 23 anni nel carcere bolognese.

Ma le iscrizioni sono aperte sempre proprio perché c'è un flusso continuo tra chi entra e chi esce". Un lavoro, quello di dare la possibilità di studiare ai detenuti, che riguarda tutte le carceri italiane e che ha lo scopo di dare una mano a chi sceglie di ricominciare con una nuova vita partendo dai libri e da un banco di scuola.

"Il sapere e la cultura aiutano a essere più liberi - dice Giovanni Schiavone, dirigente provinciale dell'Ufficio scolastico di Bologna - e questi progetti permettono di realizzare questi obiettivi". Nel frattempo il carcere della Dozza risulta meno sovraffollato rispetto agli scorsi anni. Solo tre anni fa erano in 1.200 a dividersi il poco spazio a disposizione, oggi sono in 622 rispetto però alla capienza massima di 482 persone.