I giudici chiedano l'abolizione delle leggi ingiuste Stampa

di Iuri Maria Prado


Il Riformista, 15 marzo 2021

 

Noi siamo sicuri che almeno ad alcuni magistrati ripugni di rovinare la vita delle persone. Siamo sicuri che almeno ad alcuni di loro faccia male sapere che per ogni detenuto c'è una moglie che vive senza il marito, un bambino che cresce senza il padre: e più terribilmente, quando in carcere è una donna, che a quel bambino sarà dato di vivere senza la madre oppure di condividerne la vita imprigionata.

Il magistrato che firma un ordine di cattura o una sentenza che spedisce qualcuno in galera non è l'autore della legge che gli assegna questo potere. Non è dunque immediatamente responsabile della tremenda ingiustizia che la sua decisione mette in atto: ma indiscutibilmente vi partecipa, e c'è il suo contributo nella tristezza di una donna che prepara la borsa per il compagno che va in prigione, c'è il suo apporto nella disperazione di un bambino che guarda il padre portato via dagli agenti. Tutto questo può non essere sufficiente per cambiare mestiere, ma dovrebbe almeno bastare per pretendere che cambino le leggi che lo governano: dovrebbe bastare al magistrato per richiedere alla società di smetterla di incaricarlo di produrre tanta ingiustizia.

E invece evidentemente non basta. I magistrati, che pure rivendicano il diritto di dire pubblicamente quello che gli pare su qualsiasi argomento, non hanno la forza di rivolgere alla società quel reclamo diverso: che essa revochi loro il potere di distruggere le persone, affinché il carcere sia l'estrema scelta nei pochissimi casi di effettiva e attuale pericolosità dell'accusato anziché la regola che tormenta inutilmente la vita di tanti.

Quando dalla magistratura si levasse questa richiesta, allora ne avremmo rispetto. Quando la denuncia dell'ingiustizia del potere giudiziario venisse da chi lo esercita, allora avremmo speranza che esso non sia soltanto prepotenza e impunità corporativa. Quando i magistrati sentiranno anche su sé stessi la colpa dell'ingiustizia, allora potrà forse cominciare a esserci giustizia.