Dopo lo scandalo Palamara le toghe scelgono la nuova Anm Stampa

di Giulia Merlo


Il Domani, 18 ottobre 2020

 

L'elezione che sceglierà la nuova Associazione nazionale magistrati non sarà come tutte le altre. Il voto che si apre oggi incrocia due eventi inediti: il primo è la pandemia, che costringerà per la prima volta a decidere a distanza; il secondo è che si tratta della prima rielezione dopo lo scandalo che ha coinvolto Luca Palamara.

Si vota dal 18 al 20 ottobre, parteciperanno 7.100 magistrati che si sono registrati sulla piattaforma che corrispondono al 77 per cento della platea degli aventi diritto. Potranno votare fino a 5 candidati, per eleggere i 36 membri del direttivo, tra i quali si formerà poi la Giunta esecutiva. Le votazioni arrivano dopo un anno travagliato e con la giunta uscente dimissionaria dal maggio scorso: l'attuale presidente di Area, Luca Poniz ha traghettato il sindacato unico delle toghe senza più esercitare i poteri politici.

La pubblicazione delle intercettazioni dal cellulare di Luca Palamara ha infatti terremotato l'Anm tanto da modificare gli equilibri nella giunta unitaria, con l'isolamento di Magistratura indipendente e le dimissioni forzate dell'allora presidente, Pasquale Grasso. All'epoca, una parte del "parlamentino" - Magistratura democratica in testa - aveva chiesto lo scioglimento dell'Anm ed elezioni anticipate nella convinzione che, alla luce dello scandalo, la parola andasse restituita agli iscritti.

La maggioranza, tuttavia, aveva scelto di proseguire fino a naturale scadenza del quadriennio. Le operazioni di voto cominciano dopo la radiazione di Palamara (già espulso anche dall'Anm) ma in concomitanza di un altro passaggio complicato per la magistratura associata: il 19 e i120, infatti, il plenum del Csm deciderà sul diritto del leader di Autonomia e Indipendenza, Piercamillo Davigo, a continuare a sedere nell'organo di autogoverno della magistratura anche dopo il pensionamento.

L'esito elettorale restituirà il quadro dei rapporti di forza tra le correnti. Unicost, il gruppo di cui Palamara era leader, scoprirà se ha ancora un sostegno sufficiente per continuare ad esiste: re autonomamente oppure se lo scandalo ne ha definitivamente scalfito la credibilità, e punta sulla ricandidatura del membro uscente della Giunta, Alfonso Scennino.

Magistratura indipendente, invece, è alla prima prova elettorale con una lista in cui sono confluiti come indipendenti i candidati di Movimento per la Costituzione, costola che si è separata da Unicost su spinta di Antonio Sangermano e Enrico Infante, entrambi candidati. Mi, orfana del capocorrente Cosimo Ferri (ora sotto procedimento disciplinare al Csm) e messa all'angolo dalla Giunta uscente, ha l'obiettivo di insidiare l'egemonia di Area.

Nelle scorse settimane era sorta anche l'ipotesi che, in caso di un risultato particolarmente positivo, le toghe moderate potessero costituire un sindacato autonomo fuori dall'Anm. Nome forte nella lista è quello del presidente del tribunale dei minorenni di Bologna, Giuseppe Spadaro. Correnti storiche e una novità Anche per Area è la prova della verità: il gruppo dei progressisti punta ad ottenere la maggioranza, ma al suo interno non mancano le tensioni con la corrente Magistratura democratica, che per ora ha scelto di non rompere l'unità.

Nella lista sono candidati tre uscenti il presidente Luca Poniz e il membro della Giunta Giovanni Tedesco, ma anche la magistrata di Md, Silvia Albano, che si era dimessa dall'Anm proprio in polemica con Poniz per le mancate elezioni anticipate. Infine, anche Autonomia e Indipendenza vuole pesarsi e punta in particolare sulla candidatura dell'ex togato del Csm, Aldo Morgigni e su quella dell'uscente Cesare Bonamartini.

Oltre alle quattro correnti storiche, questa elezione ha visto la presentazione di una nuova lista. Si chiama Articolo Centouno ed è formata dai magistrati che si definiscono indipendenti dalle correnti. L'iniziativa di lista è nata tra gli animatori del sito toghe.blogspot, capitanati dal giudice di Ragusa Andrea Reale, già in passato membro dell'Anm. I votanti potranno anche decidere di astenersi, non votando nessuno dei candidati in lista, oppure di annullare il loro voto, cuccando su "voto nullo". Anche questa scelta - insieme al numero di quanti non voteranno - misurerà la credibilità che il sindacato continua ad avere per gli iscritti.