Coronavirus, 28 migranti della Sea Watch positivi. Il Viminale: garantita la sicurezza Stampa

di Carlotta De Leo

 

Corriere della Sera, 25 giugno 2020

 

Tamponi a tutte le 211 persone recuperate in acque internazionali dalla Ong tedesca. Ora sono in isolamento sulla nave-quarantena. La sindaca di Porto Empedocle: "La mia comunità è stata esposta al pericolo di un'epidemia". Sono 28 i migranti risultati positivi al Covid-19 tra i 211 salvati in acque internazionali dalla nave della Ong tedesca Sea Watch. Le persone sono state trasferite sul traghetto-quarantena Moby Zazà in rada a Porto Empedocle (Agrigento) e sono state tutte sottoposte a tampone.

A far scattare l'allarme è stato il ricovero avvenuto subito dopo lo sbarco dalla Sea Watch di uno dei migranti, originario del Camerun, nel reparto malattie infettive dell'ospedale "Sant'Elia" di Caltanissetta dove i medici hanno scoperto la sua positività. In seguito, anche un altro migrante è stato portato in ospedale: si attende il risultato del test sul Covid-19. "Le procedure adottate garantiscono la piena tutela della sicurezza sanitaria del Paese" spiegano fonti del Viminale, precisando che "tutti i migranti sono stati sottoposti fin dal loro arrivo alle procedure previste dalle linee guida sul sistema di isolamento protetto elaborate dal ministero della Salute".

Mantenuta la distanza di sicurezza - I 28 migranti risultati positivi sono stati spostati in una sezione isolata nel mezzo della nave Moby Zazà. Al momento i positivi sono asintomatici o con sintomi del tutto lievi e non sono previste evacuazioni mediche. "Per l'intero periodo di quarantena - spiegano fonti del Viminale - sono state adottate misure di isolamento totale per i singoli, con la garanzia del mantenimento della distanza di sicurezza interpersonale sempre e comunque. I pazienti confermati e sospetti per il Covid-19 sono stati alloggiati in ponti isolati della nave: come previsto dalle linee guida, è stata istituita a bordo una "zona rossa" in cui il personale può accedere unicamente con dispositivi di protezione individuali completi".

Controlli sanitari e zona rossa - Per tutti gli altri 181 migranti ancora a bordo del traghetto Moby Zazà - fa sapere il Viminale - è attivo un servizio di sorveglianza che prevede uno screening individuale due volte al giorno per la ricerca di eventuali sintomi, con particolare attenzione a quelli respiratori.

Fra due giorni verranno sottoposti ad un nuovo test rino-faringeo per scoprire eventuali altri contagi. Al termine del periodo di quarantena obbligatoria, tutti i migranti verranno sottoposti ad un ultimo accurato screening per garantire la piena tutela della salute pubblica al momento dello sbarco. Anche la Croce Rossa, con il coordinamento della prefettura e delle autorità sanitarie, continua a monitorare la situazione. Sulla nave quarantena - - dove fino ad ora non si erano registrati casi di Covid-19 - si trovano in sorveglianza sanitaria altri 47 migranti arrivati in precedenti sbarchi a Lampedusa.

Sea Watch: coscienti del pericolo ma il nostro dovere è salvare vite - L'equipaggio di Sea Watch resta in isolamento all'interno della nave. La Ong tedesca ha chiesto di effettuare il tampone ai membri dell'equipaggi e ribadisce di aver seguito il "protocollo anti Covi-19". "Siamo coscienti di operare in un contesto pandemico e ci siamo preparati per mesi per sviluppare e adattare le relative procedure sanitarie, non possiamo però sottrarci al dovere, che dovrebbe essere dei governi europei, di soccorrere queste persone e portarle in salvo" spiega Giorgia Linardi, portavoce di Sea Watch.

La Ong è stata protagonista, un anno fa, di un duro braccio di ferro con l'allora ministro dell'Interno Matteo Salvini dopo che la capitana Carola Rackete aveva forzato il blocco per attraccare a Lampedusa e portare in salvo 40 migranti. "Il soccorso attraverso navi organizzate con personale medico e procedure idonee costituisce una garanzia di sicurezza rispetto agli arrivi incontrollati" aggiunge Linardi.

La sindaca: "Perché sono scesi in banchina?" - In attesa dei controlli sanitari, scoppia la polemica. "Voglio andare fino in fondo, capire cosa è avvenuto. Perché a una nave Ong è stato concesso di sbarcare a Porto Empedocle, che fino a poco tempo fa era considerato un porto non sicuro. Perché i migranti non sono stati trasbordati sulla nave-quarantena a largo, invece di arrivare sulla banchina. La mia comunità è stata esposta al pericolo di un'epidemia" dice la sindaca di Porto Empedocle Ida Carmina.

"La nave in rada a Porto Empedocle è una soluzione che con caparbietà abbiamo preteso il 12 aprile scorso dal governo centrale per evitare che si sviluppassero focolai sul territorio dell'Isola, senza poterli circoscrivere e controllare. Oggi si capisce meglio quella nostra richiesta. E chi ha vaneggiato accusandoci quasi di razzismo, oggi si renderà conto che avevamo ragione. Nelle prossime ore andranno adottati provvedimenti sanitari importanti al principio della precauzione. Voglio sperare che a nessuno venga in mente di non coinvolgere la Regione nelle scelte che dovranno essere assunte" avverte su facebook Nello Musumeci, governatore della Regione Sicilia.