Undici polizie del mondo contro la 'ndrangheta Stampa

La Stampa, 25 giugno 2020

 

Il progetto "I Can" ideato dall'Italia con l'Interpol contro la mafia presente in 32 Paesi, di cui 17 europei. Arricchire il bagaglio di conoscenze del fenomeno criminoso e concertare iniziative, perché la "'ndrangheta si può sconfiggere lavorando assieme". È il senso delle dichiarazioni rese dai vertici delle forze di polizia dei 10 Paesi, oltre all'Italia, che oggi pomeriggio hanno preso parte alla videoconferenza "I Can" contro la 'ndrangheta.

La 'ndrangheta è "un punto di riferimento internazionale per il traffico degli stupefacenti e la Direzione Nazionale Antimafia italiana è impegnata quotidianamente con le forze di polizia di molti Paesi nel mondo. La 'ndrangheta parla tutte le lingue ed è capace di mimetizzarsi e di essere ovunque. Colonizza i territori e richiama su quei territori i propri uomini", così Federico Cafiero de Raho, procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo.

Malgrado sia infiltrata in più di 30 Paesi nel mondo, le organizzazioni non sono autonome, ha spiegato de Raho, "esiste un organismo centrale che disciplina i rapporti e risolve gli attriti tra le strutture territoriali. Queste concorrono alla formazione dell'organismo centrale, ma non ne conoscono l'intera struttura di vertice, per evitare che eventuali collaborazioni con gli investigatori possano minare il sistema".

Il procuratore ha sottolineato che nel periodo delle stragi di mafia degli Anni 90, la 'ndrangheta aveva iniziato a collaborare con Cosa Nostra eseguendo alcuni attentati, "per fare dopo poco un passo indietro evitando ripercussioni negative per i propri affari economici". Tra le attività più pericolose, "l'infiltrazione nelle economie legali. In particolare costituendo società in Paesi dai sistemi giuridici più vulnerabili e meno collaborativi, in cui è più facile riciclare denaro sporco".

I tentacoli in Australia - "È difficile smantellare la 'ndrangheta da soli. In Australia sono in atto numerose operazioni di polizia con la 'ndrangheta ma dobbiamo lavorare insieme con un approccio innovativo anche per superare i disallineamenti normativi", ha esordito il Capo della Polizia Federale australiana (Afp), Reece Kershaw. Poi è stata la volta di Timothy Shea, Amministratore della Dea (Drug Enforcement Administration) e Calvin Shiver dell'Fbi (Federal Bureau of Investigation) per gli Usa: "Consapevoli della pericolosità della 'ndrangheta, anche se non possiediamo una conoscenza completa di questo fenomeno criminale, così complesso e strutturato. Il nostro obiettivo è arricchire le conoscenze e condividere le informazioni che possediamo".

L'America Latina - Per l'Argentina, il Capo della Polizia Federale, Juan Carlos Hernandez, ha sottolineato che continueranno i proficui rapporti con l'Italia che verranno estesi anche a livello multilaterale: "Ci aspettiamo brillanti risultati già nel breve periodo".

Carlos Henrique Oliviera De Sousa, Direttore Generale della Polizia Federale brasiliana, ha segnalato "la penetrazione della 'ndrangheta nel settore immobiliare a San Paolo e a Rio de Janeiro. Dal 2010 esiste un link tra la 'ndrangheta e le organizzazioni criminali sudamericane, lo testimoniano le numerose operazioni condotte negli ultimi dieci anni e la confisca di 10 tonnellate complessive di cocaina". Oscar Atehortua, Direttore Generale della Polizia Nazionale colombiana, ha detto che "I Can è un'iniziativa formidabile per una lotta integrata contro la 'ndrangheta. In Colombia le note di ricerca Interpol hanno contribuito ad arrestare pericolosi criminali". Per Diego Fernandez Vallarino "in Uruguay è importante sensibilizzare la Polizia ma soprattutto la politica sui rischi di infiltrazione della 'ndrangheta. L'Uruguay non è un Paese produttore di droga ma una piattaforma di esportazione verso l'Africa, l'Europa e l'Asia di sostanze stupefacenti e il grosso flusso di denaro in entrata alza il rischio di corruzione".

L'Europa - Frederic Veaux, Direttore Generale della Polizia Nazionale francese, ha spiegato che il suo Paese "conosce poco la 'ndrangheta, ma sappiamo che è tra le più pericolose, strutturate ed estese organizzazioni criminali del mondo. Dalle informazioni in possesso sembra attiva a Parigi e nell'Est della Francia: I Can arriva, dunque, al momento giusto e ci incontreremo presto". Martina Link, Vice Presidente del Bka Germania, ha osservato: "Cooperazione stretta con l'Italia, ma I Can rappresenta un salto di qualità per la cooperazione di polizia multilaterale. La Germania è un Paese che ospita da tempo la 'ndrangheta, dal 1995 sono stati arrestati 185 appartenenti alla 'ndrangheta". A chiudere Nicoletta Della Valle, secondo cui "la Svizzera è un partner molto interessato. La mafia italiana è presente dagli Anni 50 e la 'ndrangheta è l'organizzazione con il maggior numero di appartenenti in Svizzera".