Migranti. Decreti sicurezza, fumata nera. I 5 Stelle bloccano le modifiche Stampa

di Emilio Pucci


Il Messaggero, 23 giugno 2020

 

Il punto di caduta potrebbe essere quello di arrivare a due interventi separati. Accogliere i rilievi del Capo dello Stato in un primo momento con un decreto immigrazione e poi rinviare le altre modifiche ai dl Salvini in un successivo provvedimento che potrebbe anche essere un disegno di legge. Perlomeno è questo il compromesso al quale pensano i vertici del Movimento 5 stelle che sui decreti sicurezza non vogliono aprire un varco agli affondi della Lega.

Ieri al tavolo che si è tenuto al Viminale era presente il presidente della Commissione affari costituzionali della Camera Brescia, non il capo politico pentastellato Crimi. Brescia ha sottolineato la necessità di un rinvio a dopo l'estate, anche perché le Camere sono ingolfate di decreti da convertire. Ma il fronte Pd-Iv-Leu vuole fare presto. In particolar modo il capogruppo renziano al Senato Faraone ha rilanciato la necessità di presentare un testo già nel prossimo Cdm.

Anche il Pd con Mauri è per "tempi brevi". Il ministro Lamorgese ha spiegato che occorre aspettare qualche giorno, raccogliere le proposte della maggioranza (M5s presenterà le sue entro la settimana), probabilmente ci sarà una bozza diversa da quella attuale che prevede, oltre all'azzeramento delle multe alle Ong, lo stop alla possibilità di confisca delle navi, il reintegro della protezione umanitaria e la possibilità per i richiedenti asilo di iscriversi all'anagrafe dei comuni.

Nel nuovo testo ci sarà anche il ritorno dello Sprar, Il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. "Occorre afferma Mauri riportare il modello dell'accoglienza diffusa, necessario per un vero processo di integrazione". Alla riunione (ce ne sarà un'altra martedì prossimo) Italia viva ha portato avanti anche la battaglia per lo Ius culturae.

Quindici le proposte dei renziani. Iv propone, tra l'altro, la possibilità di "consentire l'iscrizione al sistema sanitario nazionale nei casi di accoglienza per motivi umanitari" e l'abrogazione dell'articolo del Decreto sicurezza bis che prevede "l'arresto obbligatorio in flagranza per i delitti contro le navi da guerra".

Inoltre sottolinea la necessità di "rivedere l'aumento della pena durante le manifestazioni per il semplicemente fatto che il reato venga commesso durante una manifestazione in luogo pubblico o aperto al pubblico". Pd, Leu e Iv sono d'accordo anche sul fatto di prevedere che "i permessi di soggiorno dovranno essere convertiti in permessi di lavoro laddove ci sia attività regolare"

Al di là della battaglia sui tempi i Cinque stelle sono disposti ad aprire solo sull'ok al ripristino del sistema dello Sprar, oltre che a recepire le indicazioni del presidente della Repubblica.

"Dovranno essere poche modifiche e circoscritte", il punto di vista anche dell'ala che fa riferimento al presidente della Camera, Fico. M5S su questo tema rischia di spaccarsi, il punto di equilibrio è quello di non abrogare del tutto i decreti Salvini e di pensare anche all'opportunità di evitare un'accelerazione. "Ad agosto la linea di Crimi ci sarà un aumento degli sbarchi. Non possiamo pensare di mandare segnali sbagliati".

C'è poi il tema dei fondi, sottolineano i Cinque stelle. Mentre Pd, Leu e Italia viva ricordano come sia stato proprio il presidente del Consiglio Conte ad indicare la necessità di agire subito. "Abbiamo compiuto un passo avanti", il parere del Partito democratico che però invita a rispettare il dibattito interno ai pentastellati per evitare che poi si risolva tutto in un nulla di fatto.