Pensieri e parole Stampa

di Michele Passione*


Ristretti Orizzonti, 8 giugno 2020

 

Il fatto (quotidiano) di sabato è la lista dei cattivi; al contrario di Oscar Schindler, la brava giornalista dà i numeri, facendo nomi e cognomi, e dal solito argomentare possiamo trarre qualche buona informazione per l'opinione pubblica.

La prima è che il Ministro Bonafede ha varato "un decreto "anti scarcerazioni", dopo che 253 detenuti dell'alta sicurezza e tre del 41 bis (356, non 376 complessivi, come ha scritto la stampa) sono stati posti ai domiciliari per alto rischio Covid-19, perché soffrono di altre patologie".

Già si sapeva, si dirà, ma la nostra zelante cronista ci fornisce argomenti di riflessione.

Il primo, com'è evidente, è che il decreto ha la finalità di impedire le scarcerazioni; siccome non si tratta di evasioni, ma appunto, di provvedimenti legalmente assunti da una moltitudine di magistrati, occorre prendere atto che il Governo, con decretazione di urgenza, ha deciso di far strame (tra l'altro) della separazione dei poteri.

Il secondo è che i provvedimenti legalmente assunti per motivi sanitari devono essere travolti per una ragion di Stato; dalla sicurezza della cura alla cura della sicurezza.

Il terzo, è che i numeri "scritti dalla stampa" non sono veri, ma leggermente inferiori; non è dato comprendere a quale categoria si riferisca l'autrice - di là la stampa, di qua ci sono loro, del Fatto - ma non è un mistero per nessuno che il quotidiano romano sia la sponda preferita del Ministro, e dunque parli con voce della verità.

Il quarto, di cui la brava giornalista non dice, è che la lista (la sua, quella del Ministro, il che è uguale) comprende anche persone che stanno scontando pene per reati comuni; poi certo, qualcuno dalla Commissione Antimafia propone di abolire lo scioglimento del cumulo, e dunque sarebbe possibile tenere incatenati al proprio agito anche persone che abbiano avuto condanne per fatti gravi lontani nel tempo, impedendo l'accesso a misure alternative per altri reati comuni che siano in espiazione.

Infine, con un virgolettato del nuovo Capo del Dipartimento, si assume che questi abbia affermato che "dar seguito al ruolo che il nuovo decreto assegna al Dap" sia un suo pensiero "in cima alla lista"; secondo quanto riportato nell'articolo, il Dott. Petralia avrebbe affermato che ciò si è fatto perché "lo dovevamo al corpo che mi onoro di guidare".

Vogliamo credere che non sia così, poiché è davvero incomprensibile che una condotta come quella richiesta al Dap dal decreto (fornire informazioni ai magistrati su istituti o reparti idonei alle cure di detenuti malati) sia "dovuta al corpo"; forse è il corpo delle persone malate (anche quelle cattivissime, checché ne pensi Renzi) che avrebbe bisogno di attenzione, e non un "corpo" dell'Amministrazione, cui non si deve proprio nulla di speciale per ciò che riguarda il rispetto della legge (anche di questo decreto), che va osservata per dovere costituzionale (art. 54), e non per risposta a qualcosa o qualcuno.

Infine, immancabile: la nostra giornalista afferma che "molti detenuti usciti con la scusa del Covid tornano dentro o in centri clinici penitenziari". Con la scusa. È un'affermazione grave e volgare, che sottende l'idea della mistificazione, della strumentalità, dello scambio tra salute e sicurezza, e non già della ricerca di un ragionevole equilibrio, giacché la Dignità (offesa da una detenzione degradante quando la salute è in pericolo - lo dice l'art. 3 della Cedu) non si acquista per meriti e non si perde per demeriti.

La "scusa" offende i tanti (decine e decine) magistrati che hanno fatto il loro dovere, utilizzando norme pre repubblicane, non certo emergenziali, e i tanti avvocati che hanno semplicemente fatto quel che si impegnano a fare quando prestano giuramento all'inizio della loro professione.

Manca ancora una cosa, che l'articolista dovrebbe sapere, e che invece non dice: non è passato un mese dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto legge n.29 e già due magistrati di sorveglianza (Spoleto e Avellino) hanno sollevato questioni di legittimità costituzionale. Forse non tutto funziona a dovere.

Ma tutto questo Federica non lo sa, e comunque non lo scrive; forse perché "è la punizione che mantiene nell'ordine l'intera razza degli uomini" (De Maistre).

 

*Avvocato