Pisa. Coronavirus, paura in carcere: 40 agenti e 6 detenuti ammalati Stampa

di Eleonora Mancini


La Nazione, 28 marzo 2020

 

Caos nel carcere "Don Bosco" di Pisa. La tensione è altissima. Ma stavolta non sono i detenuti a insorgere, come due settimane fa, bensì gli agenti della Polizia penitenziaria. La situazione è incandescente ora che, dal 24 marzo, due poliziotti e una dottoressa sono risultati positivi al Covid-19.

La paura è che il virus sia entrato in carcere e possa aver infettato detenuti (sei avrebbero la febbre in questi giorni) e altri agenti: una quarantina di loro si sarebbero ammalati proprio in queste ore. Tutto nasce dalla gestione emergenza Covid-19 all'interno della Casa circondariale, che rischia di diventare un nuovo focolaio, incontrollato e incontrollabile.

Sotto accusa la direzione del Don Bosco, che avrebbe "impedito" l'impiego dei dispositivi di protezione individuale, quindi mascherine, guanti, al personale in servizio. "Per evitare - queste sarebbero le motivazioni - di innescare una reazione negativa da parte dei detenuti". Mascherine e guanti di cui per legge deve dotarsi chi è entrato in contatto con persone positive al Covid-19.

Ma non ce ne sono a sufficienza per tutta la popolazione carceraria - è la denuncia - e si sarebbe preferito non farli indossare agli agenti per non diffondere tra i detenuti "la convinzione della necessità dei dispositivi di protezione, innescando eventuali reazioni per la loro mancata concessione".

Nel mirino però c'è anche la dirigenza dell'Asl Toscana Nord-Ovest, "a conoscenza - scrive il sindacato - assieme al direttore, dell'esito del test della dottoressa risultata positiva al Covid-19". "Tutto è taciuto", denuncia il sindacato, nonostante "l'obbligo del datore di lavoro di predisporre tutte le misure necessarie a garantire l'integrità fisica e la personalità morale dei propri dipendenti". Ieri è stato proclamato lo stato di agitazione, con riserva di sciopero bianco, mentre si chiede alla direzione del carcere di "avviare con urgenza la procedura dei tamponi a tutti gli agenti di Polizia Penitenziaria, già predisposto e accordato dall'Asl".

La polizia penitenziaria che presta servizio presso le carceri della Toscana lancia l'allarme e chiede al servizio sanitario della Regione il tampone per il personale. E l'appello si leva forte, dietro le sbarre del Don Bosco: prevenire la diffusione del contagio da coronavirus tra i detenuti". "Se scoppia il focolaio tra i detenuti sarà una sconfitta per lo Stato", avvertono i rappresentanti della polizia penitenziaria. Un rischio enorme per la sicurezza all'interno dell'Istituto e per la tenuta della sanità pisana: ci sono 248 reclusi, là dentro e 40 guardie con la febbre. L'Asl Toscana Nord Ovest intanto fa sapere che i tamponi sono stati estesi sia ai detenuti che agli altri operatori "come da procedura". La situazione è davvero seria.