Venezia. Termo-scanner per il carcere, i "Cavalieri di San Marco" raccolgono l'appello Stampa

di Daniela Ghio


Il Gazzettino, 28 marzo 2020

 

Un piccolo gesto di solidarietà che vuole portare attenzione alle problematiche del carcere di Santa Maria Maggiore e a quanti vi operano all'interno. Ieri l'associazione Cavalieri di San Marco ha regalato alcuni termometri digitali elettronici a infrarossi per la misurazione a distanza della temperatura alla Polizia penitenziaria del carcere maschile veneziano. Un piccolo aiuto nella prevenzione del contagio da Codiv 19 che il sodalizio guidato da Giuseppe Vianello ha fortemente voluto come gesto di solidarietà.

"Da tanti anni il direttivo dei Cavalieri di San Marco - spiega Vianello - assegna i fondi raccolti annualmente, ripartendoli in quote per compiere atti di beneficenza e di assistenza prettamente umanitaria e sociale, secondo gli indirizzi fissati dall'assemblea annuale dei soci. Accanto a questo abbiamo collaborato inoltre al restauro di opere d'arte e di edicole antiche, nonché di numerosissimi capitelli e lapidi di Venezia".

Diverse sono state le attenzioni rivolte ai disabili e ai non vedenti con la fornitura di computer adatti per il loro apprendimento scolastico, oltre alla donazione di sofisticate strumentazioni mediche per l'ospedale rumeno di Timisoara e l'erogazione di aiuti alle missioni cattoliche in vari paesi del terzo mondo, sono state finanziate parecchie borse di studio. Questa volta l'attenzione dei cavalieri si è rivolta alle forze dell'ordine che operano in carcere.

"Abbiamo avuto da parte della polizia penitenziaria la richiesta di un aiuto per trovare termometri che misurassero la temperatura da distante, di cui erano sprovvisti - spiega ancora il presidente Vianello. Ci siamo attivati e grazie ad alcuni dei nostri soci in 48 ore li abbiamo trovati in una società farmaceutica italiana. È giusto aiutare chi è in prima linea ad affrontare, oltre ai problemi delle carceri, anche l'epidemia di coronavirus". Ora il sodalizio sta cercando di rispondere a richieste di termometri ad infrarossi, introvabili, per altri enti. Inoltre il direttivo ha scritto ai 900 soci sparsi nel mondo perché aiutino la Regione nella attuale raccolta fondi.