Foggia. Rivolta con evasione di massa, ricercati ancora in 34 Stampa

di Luca Pernice


Corriere del Mezzogiorno, 10 marzo 2020

 

Caccia all'uomo a Foggia dopo che, ieri, dal carcere sono evasi oltre una cinquantina di detenuti. Per 41 di loro la fuga è durata poche ore: alcuni sono stati bloccati a Cerignola, Orta Nova ma anche alla periferia di Bari. Molti, invece, quelli arrestati tra le vie della città. Altri 34 sono ancora ricercati.

Dilaga la rivolta dei detenuti in Puglia, la situazione più grave in Capitanata. Roghi e celle devastate. Forzati i cancelli. Dopo quella di domenica a Bari, rivolta anche nel carcere di Foggia contro l'emergenza coronavirus. La protesta violenta si è tradotta in un'evasione di massa, con 77 detenuti che hanno scavalcato le sbarre. Quarantuno di loro sono stati riportati in cella, altri 34 almeno fino a ieri sera erano ancora ricercati. Disordini gravi si sono registrati anche a Trani e Bari, dove le mogli dei detenuti hanno manifestato per strada.

Tutto è scoppiato poco dopo le nove: oltre 250 detenuti, uomini e donne, hanno iniziato a distruggere celle, sale e locali. Protestavano per le condizioni in cui sono costretti a vivere: nell'istituto foggiano ci sono attualmente 608 detenuti, per una capienza di 365 persone. Condizioni aggravate, hanno ribadito i detenuti ieri, dall'emergenza sanitaria.

Due reparti sarebbe stati completamente devastati, tra cui anche la sala informatica dove i carcerati hanno appiccato un incendio. Una protesta che poi si è trasferita nel piazzale del carcere: qui avrebbero forzato i cancelli riuscendo ad uscire. Dalle immagini registrate con i telefoni cellulari di alcuni residenti della zona si vede chiaramente una folla di detenuti scappare dal carcere e invadere le strade limitrofe. Altri sono scappati scavalcando i cancelli della struttura penitenziaria. Ancora incerto il numero esatto dei detenuti evasi.

Diversi fuggitivi hanno cercato di nascondersi nei capannoni delle attività commerciali e artigianali del quartiere o, confondendosi tra i clienti di un negozio di alimentari. Tre gli automobilisti rapinati: i banditi si sono impossessati delle auto per la fuga. Davanti al carcere si sono concentrati agenti di polizia, carabinieri, uomini della guardia di finanza e anche militari dell'esercito che sono riusciti ad evitare ulteriori evasioni.

Nel corso degli scontri un detenuto è stato ferito alla testa. Fuori dal carcere anche i familiari dei reclusi che li esortavano a placare la protesta. "Se continuate cosi - ha gridato una donna - è peggio. Tornate in cella". Tra i parenti anche chi chiedeva informazioni sui propri congiunti. "Non so - diceva un'altra donna, madre di un ospite del carcere - se mio figlio è fuggito o è dentro. Voglio solo sapere come sta".

La situazione è tornata calma solo nel tardo pomeriggio. Tanta la paura e la preoccupazione tra i foggiani: i video dell'evasione hanno fatto il giro del web allarmando i cittadini. Molte attività e non solo commerciali, che si trovano nella zona del carcere, al Villaggio Artigiani, hanno chiuso prima del previsto mandando a casa, per precauzione, i dipendenti.

Numerosi i commenti della politica su quanto accaduto al carcere di Foggia. "Una gestione organizzata e preventiva avrebbe dovuto prevedere ed evitare simili gesti da parte dei detenuti e i loro familiari preoccupati dal coronavirus e dal divieto di visite", ha detto Raffaele Fitto, del gruppo europeo Ecr-Fratelli d'Italia.

"Attuiamo tutte le misure necessarie a contenere l'emergenza in atto nei nostri penitenziari prima che la situazione peggiori ulteriormente. Non c'è tempo da perdere": questo il commento, invece del ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, la pugliese Teresa Bellanova.

I due coordinatori regionali di Fratelli d'Italia, Erio Congedo e Francesco Ventola, hanno chiesto un tavolo nazionale per l'emergenza carcere ipotizzando anche il possibile intervento dell'Esercito.