Udine. La protesta dei detenuti coinvolge anche la Casa circondariale cittadina Stampa

telefriuli.it, 10 marzo 2020


Urla e colpi alle inferriate in via Spalato contro le disposizioni anti-coronavirus. La protesta dei detenuti, che ha già coinvolto 27 istituti penitenziari in Italia, è arrivata anche nella Casa Circondariale di Udine. Al momento la contestazione dei reclusi presenti in via Spalato è calma e pacifica: ad intervalli di tempo si possano udire i reclusi urlare e battere veementemente sulle grate alcuni oggetti metallici. Nulla di più.

Ieri sera, i detenuti, chiusi nelle loro stanze, urlavano diverse frasi di difficile comprensione. Solo una parola era facilmente distinguibile: "amnistia". Presenti dalle 19 alle 20.30 all'esterno del carcere anche alcuni parenti, speranzosi affinché la situazione non degeneri come avvenuto ad esempio a Modena o a Melfi.

La rivolta che si sta estendendo in tutte le 20 regioni, come facilmente intuibile, è legata all'emergenza Coronavirus, alle modifiche previste per i colloqui tra detenuti e familiari a causa del Covid-19 e al noto sovraffollamento presente in tutte le 189 strutture della Penisola e che raggiunge picchi del 120%. Fuori dall'istituto, a pattugliare tutto il perimetro, sono presenti anche gli agenti della Polizia di Stato a bordo di alcune pantere. Nulla, fortunatamente, fa pensare che la situazione possa degenerare come avvenuto ieri a Melfi, con 5 agenti e 5 sanitari sequestrati.

Proprio in serata, durante la conferenza stampa straordinaria in cui Conte ha annunciato la zona rossa estesa per tutta la Penisola, il premier Giuseppe Conte ha annunciato che da domani saranno distribuite 100 mila mascherine negli istituti penitenziari, dove sono state montate 80 tende di pre-triage per lo screening del coronavirus nelle carceri.