Teramo. Anche a Castrogno la protesta dei detenuti contro le limitazioni nei colloqui Stampa

emmelle.it, 10 marzo 2020


Già da venerdì i detenuti si erano rifiutati di rientrare nelle celle. Ieri sera nella sezione femminile cartoni e un materasso sono stati dati alle fiamme. Anche nel carcere di Castrogno, come accaduto altrove nelle case di detenzione, i detenuti hanno fatto sentire la loro protesta, lamentandosi per le limitazioni imposte ai colloqui con i famigliari, nell'ambito dell'applicazione del decreto sicurezza rispetto al rischio Coronavirus.

Non si è trattato di una rivolta vera e propria, ma di uno stato di agitazione, le cui prime avvisaglie sono state registrate venerdì, dalla sezione detenuti comuni è partita la protesta, con il rifiuto di rientrare nelle celle. Una protesta ripetuta anche ieri sera, quando l'iniziativa dei reclusi (che sono 430 contro i 250 previsti) è stata sentita anche a notevole distanza dalla casa circondariale teramana, con le suppellettili battute contro le inferriate delle celle.

Nello stesso tempo nel reparto di detenzione femminile sono stati dati alle fiamme alcuni cartoni e un materasso. La protesta dei detenuti è stata contenuta non senza sforzo dal personale di polizia penitenziaria che, dopo una lunga trattativa, è riuscito a convincere i reclusi - soprattutto quelli della sezione Alto rischio - a rientrare nelle rispettive stanze.

Come accaduto in altre carceri italiane - a Milano, Roma e Foggia, dopo Modena si registrano i casi più gravi, con vere e proprie rivolte, accompagnate da evasioni e in alcuni casi purtroppo anche con vittime - la situazione è stata gestita con il trasferimento di alcuni dei rivoltosi più esagitati. Sotto questo aspetto non ha certo giovato alla già precaria situazione organizzativa di Castrogno (quasi al collasso da tempo per il sovraffollamento) l'aver ricevuto ospiti da altre carceri, giunti in nottata soprattutto da Frosinone.

Al momento la situazione è tenuta sotto controllo, dopo l'incontro che si è tenuto stamattina tra il comandante degli agenti di polizia penitenziaria e i detenuti, ma non si esclude una ripetizione della protesta: con una telefonata giunta alla redazione di emmelle.it, è stato reso noto che nella serata di oggi, i detenuti riproporranno la protesta, molto probabilmente rinforzata dalla presenza anche di alcuni parenti nelle zone antistanti il penitenziario teramano.