Antigone: "Consentire 20 minuti di telefonate ogni giorno ai detenuti" Stampa

La Repubblica, 6 marzo 2020


Una lettera dell'Associazione Antigone al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte e al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. L'Associazione Antigone ha scritto al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte e al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, per chiedere che ogni detenuto possa telefonare per 20 minuti ai propri famigliari, a fronte dei 10 minuti a settimana previsti dalle norme dell'ordinamento penitenziario.

"La richiesta - sottolinea Patrizio Gonnella, presidente di Antigone - si giustifica con l'emergenza coronavirus che sta portando importanti limitazioni anche in ambito penitenziario. I detenuti hanno paura e vivono con angoscia la solitudine. In molte carceri non sono consentiti colloqui visivi e sono impediti gli accessi ai volontari. Si comprimono i diritti dei detenuti.

Le indicazioni emanate dall'Amministrazione Penitenziaria servono a prevenire il diffondersi dell'epidemia anche in questi luoghi. Non sono omogenee sul territorio nazionale. "Stiamo comunque assistendo - specifica ancora Gonnella - a una compressione dei diritti delle persone detenute. In alcuni casi inevitabile. Proprio per questo - ha aggiunto il presidente di Antigone - invitiamo il governo a concedere 20 minuti di telefonate al giorno (che tra l'altro inciderebbe positivamente sull'uso illecito di cellulari), ad attivare dappertutto Skype per i colloqui a distanza.

Il dialogo la famiglia previene gesti tragici. Quello di aumentare la possibilità di telefonate e di Skype è un provvedimento che con poco dispendio organizzativo sarebbe capace di tutelare quel contatto con gli affetti esterni che è fondamentale per le persone recluse e che tante volte si è dimostrato essenziale anche nella prevenzione di gesti tragici.

Allo stesso modo - conclude Patrizio Gonnella - pensiamo sia utile favorire la concessione di provvedimenti di detenzione domiciliare e affidamento, che riducano la pressione sulle carceri e sugli operatori, per tutti coloro che sono a fine pena e hanno fatto un positivo percorso penitenziario. Chiediamo in tal senso alla magistratura di sorveglianza grande apertura. Infine si valutino anche misure di incentivo per lo staff carcerario impegnato in un momento così duro e si preveda la distribuzione di linee guida di prevenzione a tutti i detenuti".