Agrigento. Carcere Petrusa, si riduce allarme tubercolosi Stampa

di Irene Milisenda


Quotidiano di Sicilia, 6 marzo 2020

 

Nessuna infezione in corso all'interno del carcere e zero pericoli per la comunità agrigentina. Messe in atto anche le misure per il contenimento del Coronavirus imposte dal Governo. All'interno della casa circondariale Pasquale Di Lorenzo, dopo il caso del detenuto affetto di tubercolosi trasferito al Pagliarelli di Palermo (per il quale non sarebbero state adottate misure adeguate), sono scattati i controlli per accertare eventuali infezioni tubercolari. Una serie di verifiche che ha dato esito negativo.

"All'interno del carcere di Agrigento non c'è nessun caso di infezione tubercolare", ha chiarito il direttore della casa circondariale Valerio Pappalardo. È stata fatta chiarezza sui test di Mantoux effettuati sia dal personale della Polizia penitenziaria che dai detenuti. Più di 150 le persone sottoposti ai test, di cui venti positive, anche se ciò non significa che queste persone siano malate.

"Nessun allarmismo - ha spiegato - Pappalardo - perché il personale, compreso io stesso, ha effettuato i controlli e la positività non si traduce in malattia. Posso affermarlo poiché da ulteriori accertamenti e analisi non è risultata nessuna infezione in corso. Vorrei tranquillizzare la comunità agrigentina che non sussiste nessun allarme".

Insieme al direttore Pappalardo hanno preso parte alla conferenza il capo della Polizia penitenziaria Giuseppe Lo Faro e la responsabile del Servizio giuridico-pedagogico, Maria Faro. Come riferito dall'Asp, la scorsa settimana il medico referente dell'Asp di Agrigento e i tecnici radiologi, grazie a una strumentazione portatile, hanno eseguito le lastre al torace dei detenuti risultati positivi ai test, ma fortunatamente non è emersa la malattia infettiva. Nel frattempo, per prevenire il contagio dal Coronavirus, anche all'interno della struttura carceraria si stanno adottando le direttive dettate dal Governo nazionale. Il personale è munito di mascherine, sono state sospese le attività didattiche e sono state limitate le visite e i colloqui con i detenuti.