Afghanistan. Sotto processo i militari Usa? Sarà una guerra Stampa

di Andrea Nicastro


Corriere della Sera, 6 marzo 2020

 

La procuratrice capo della Corte Penale Internazionale dell'Aia ha avuto l'autorizzazione che chiedeva da tre anni per indagare su casi sospetti di omicidi di massa, stupri e torture. Ma non sarà facile. Si può indagare sui militari americani? E sulla Cia? Accusare Washington di crimini di guerra? Di violazione dei diritti umani? Si può questionare il comportamento del "gendarme del mondo"?

La Corte Penale Internazionale dell'Aia, ieri, ha deciso di provarci. La Procuratrice capo Fatou Bensouda ha avuto l'autorizzazione che chiedeva da tre anni. Rovesciando l'orientamento precedente della stessa Corte, ora potrà indagare su casi sospetti di omicidi di massa, stupri e torture che inducono a puntare il dito contro le forze talebane (e, fin qui, nessuno aveva fatto obiezione), contro il legittimo governo afghano (che è tra i firmatari della Convenzione che ha istituito la Corte nel 1998) e anche contro (ecco la novità) le forze armate degli Stati Uniti d'America. Se la ghanese Bensouda riuscisse a portare alla sbarra qualche accusato a stelle e strisce, sarebbe una prima volta assoluta.

Nel caso del caccia americano che tranciò i cavi della funivia del Cermis uccidendone i passeggeri, nei casi di violenza sessuale sull'isola giapponese di Okinawa, nelle guerre, nelle rivoluzioni, nei colpi di Stato che hanno visto gli Usa protagonisti, mai nessun americano è stato giudicato da tribunali stranieri. Washington ha sempre invocato la giurisdizione esclusiva sui propri cittadini.

E lo farà di sicuro anche in questo caso, opponendosi in ogni modo alle indagini. La reazione a caldo del segretario di Stato Mike Pompeo è stata esplicita: "Si tratta di un'azione sconsiderata da parte di un'istituzione politica mascherata da organo giudiziario". Il sogno di un mondo in pace regolato da un governo mondiale sembra scomparso, gli Stati più forti non si curano più dell'Onu e non riconoscono l'autorità della Corte. Il processo potrebbe trasformarsi in uno spettacolo di antiamericanismo o magari in uno show di giustizia internazionale che manca da troppi anni. Un nuovo inizio. O l'inizio della fine.