No caro Davigo, su carceri e giustizia i numeri ti danno torto Stampa

di Daniele Livreri*


Il Dubbio, 19 febbraio 2020

 

Carceri vuote? Una fake news. Più stranieri che italiani dietro le sbarre? Non è vero nemmeno questo. E i colletti bianchi? Finiscono in cella più dei mafiosi. Nel corso del recente confronto televisivo con il Presidente dell'Unione delle Camere Penali, il dottor Davigo ha più volte richiamato dei dati che dimostrerebbero la particolare aderenza alla realtà delle sue tesi. Tuttavia molti dei dati offerti al pubblico paiono non trovare il conforto delle statistiche pubblicate dal ministero della Giustizia e dall'Annuario della Cassazione.

Per ciò che concerne la composizione della popolazione detentiva, il membro del Csm ha precisato che le carceri "non sono stracolme" e che comunque il 40% dei detenuti è composto da stranieri. A ciò aggiungendo che in carcere non ci si trovano i colletti bianchi, ma oltre a mafiosi e spacciatori, degli "sciaguratelli" che si fanno arrestare in flagranza.

Tuttavia i dati pubblicati dal ministero della Giustizia dimostrano che la capienza regolamentare degli istituti di penitenziari è pari a 50.692, lì dove i detenuti al 31 gennaio di quest'anno sono 60.971. Dunque le carceri sono stracolme. Per ciò che concerne la presenza degli stranieri in carcere la percentuale più vicina a quella indicata dal magistrato venne raggiunta al 31.12.2007, allorquando gli stranieri rappresentavano il 37,48% dei detenuti, lì dove invece oggi i non italiani costituiscono il 32,54% del totale.

E quindi una percentuale distante da quella indicata nel corso della trasmissione televisiva. Peraltro il calo percentuale è dovuto non ad una diminuzione della presenza straniera in termini assoluti (18.252 nel 2007, oggi 19.841), ma ad un sensibile aumento degli italiani ristretti. Soprattutto, a seguito del confronto televisivo, pare opportuno riflettere sulla tipologia di reati per i quali si patisce la restrizione della libertà.

Secondo i dati ministeriali i detenuti per delitti contro la pubblica amministrazione, tra cui vi sono la corruzione, la concussione, il peculato, l'abuso di ufficio, quindi delitti da criminalità media alta, sono ben 9.224, meno degli spacciatori, ma più dei mafiosi. Peraltro con un trend crescente.

Neppure i dati diffusi dal membro del Csm ed inerenti i ricorsi in Cassazione (penale) trovano conferma nelle statistiche dell'annuario della cassazione. Infatti secondo il dottor Davigo vi sarebbero 90.000 ricorsi in materia penale e di questi l' 80% sarebbero dichiarati inammissibili. Lì dove il 15% delle impugnazioni atterrebbe a sentenze di cosiddetto patteggiamento.

Tuttavia i ricorsi proposti nel 2019 alle sezioni penali della Corte di Cassazione sono 50.801 e non 90.000 ed il picco massimo degli ultimi 12 anni è stato raggiunto nel 2017 con 56.632 impugnazioni di legittimità.

Le impugnazioni avverso sentenze di patteggiamento rappresentano il 6.4% e non il 15%. Tale percentuale non si raggiunge neppure a voler concedere che il dottor Davigo abbia voluto sommare ai ricorsi contro le sentenze di patteggiamento anche il cosiddetto concordato in appello che incide per il 3,5% delle impugnazioni.

Le declaratorie di inammissibilità costituiscono sì il ragguardevole numero del 67,8%, ma non rappresentano l'80% degli esiti di ricorso, né pare che tale percentuale sia stata raggiunta negli anni precedenti. Inoltre non può trascurarsi che le percentuali di inammissibilità si riducono significativamente in tema di misure cautelari personali (56,1%) e reali (55,4%).

Il tutto fermo restando che secondo un ex magistrato della Corte di Cassazione, questa "oscilla tra infondatezza e manifesta infondatezza in modo all'evidenza casuale, per non dire arbitrario, ed è forte la sensazione che troppo spesso inclini per la seconda delle due ipotesi al solo fine di non dichiarare la prescrizione del reato" ("Tra Scilla e Cariddi il superstite lupo di mare", di Gioacchino Romeo, in Diritto penale contemporaneo). In sintesi, la pre-agonia della giustizia italiana è già evidente, senza bisogno di scostarsi dai numeri ufficiali.

 

*Avvocato