Giulia Bongiorno: questa maggioranza si è inventata la giustizia à la carte Stampa

di Marco Cremonesi


Corriere della Sera, 20 gennaio 2020

 

La parlamentare e avvocato leghista: "Basta ipocrisie". "Questa maggioranza sta elaborando qualcosa di mai visto prima, un nuovo tipo di giustizia: la giustizia à la carte". Giulia Bongiorno, giurista di fama indiscussa, già ministro nel primo governo Conte, è anche la consulente giuridica più ascoltata da Matteo Salvini. Nel caso della nave Diciotti, l'allora ministro dell'Interno di slancio aveva chiesto di essere processato subito. Era stata lei a consigliargli la strategia diversa che ha portato, in quel caso, al no all'autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini. Ma sul caso della Gregoretti, il segretario leghista è tornato a chiedere il processo.

 

Cosa significa "giustizia à la carte"?

"Hanno deciso di processare Salvini senza nemmeno prendersi la briga di legge le carte. Pretendono di decidere il quando, chiedendo di votare dopo le elezioni. In più, i 5 Stelle fingono di ignorare che quella per la Gregoretti era un'iniziativa collegiale nel perimetro dell'indirizzo politico del governo e vogliono che Salvini sia processato da solo, anche se il presunto sequestro di persona è avvenuto sotto gli occhi del mondo e certamente del governo".

 

Insomma giustizia su misura?

"Ma sì. Però questa è un'aberrazione che fa tremare i polsi. Significa dire: decido io che cosa è la giustizia, i suoi modi e i suoi tempi".

 

Lei ha preso per i capelli Salvini quando voleva il processo per la Diciotti. Ora è d'accordo?

"La decisione del segretario viene dalla voglia di squarciare il velo dell'ipocrisia clamorosa in cui si cerca di avvolgere questa vicenda. La prossima volta vorranno decidere anche la sede del processo? Anche la pena?".

 

Insomma, bene così...

"La mia posizione è sempre stata la stessa: cerchiamo di far emergere l'interesse pubblico. Io ho sempre avuto una posizione più prudente e Salvini più diretta. Ma ormai gli inviti alla prudenza non servono più, sono superati dai fatti. E l'interesse pubblico è far emergere certe clamorose contraddizioni".

 

Quale è la più evidente?

"Dal punto di vista politico, la bandiera dei grillini è sempre stata la prescrizione, ora chiedono il rinvio della questione a quando preferiscono. Dato che è venuta meno la possibilità di far capire le ragioni, dato che si guarda alle Regionali e non alla giustizia, siamo al di là di quello che si poteva immaginare. Ma si potrebbe continuare".

 

Per esempio, come?

"Vada a rivedersi la conferenza stampa di fine anno del premier Conte. Appena gli chiedono della Gregoretti c'è l'ammissione di aver preso in carico lui la vicenda. Salvo poi ipotizzare che la ripartizione dei migranti tra i Paesi Ue e lo sbarco siano cose separate Come si fa a dirlo? E un ossimoro. Ci sono state dichiarazione anche di Di Maio, Bonafede e Toninelli: il caso era sotto agli occhi del mondo e ai riflettori più luminosi. E ora Salvini dovrebbe andare a processo da solo?".

 

FI e FdI hanno già detto che voteranno contro il processo a Salvini. Come finirà?

"Guardi, il fatto che Matteo Salvini abbia scelto di invitare i componenti della Lega a votare per il processo, significa che non siamo lì con il pallottoliere in mano. Non ci importano certi conteggi, importa che la gente sappia la verità. Tanto più che il voto in Aula sappiamo benissimo come finirà. E del merito delle questioni, a nessuno importa nulla".

 

Perché dice questo?

"Mi pare chiaro. Non si parla dei fatti, nessuno dice che non c'è stato alcun sequestro di persona e che la nave era libera di andare dove le pareva. Niente. Per questo Salvini fa bene a voler squarciare il velo".