Tunisia: "colpevoli terrorismo reclusi in modo da non influenzare gli altri detenuti" Stampa

Nova, 2 marzo 2016

 

Il giudice Kamel Eddine Ben Hassan, funzionario del ministero della Giustizia tunisino, ha spiegato oggi che le persone condannate per terrorismo sono recluse con particolari accorgimenti rispetto agli altri detenuti per evitare che possano influenzarli con le loro idee diffondendo l'estremismo nelle carceri. Hassan ha anche precisato che le persone condannate per terrorismo sono classificate in base al loro grado di indottrinamento e detenute in diverse prigioni o blocchi.
Hassan ha poi spiegato che coloro che si mostrano meno collaborativi sono reclusi in isolamento, mentre gli altri sono monitorati e controllati da psichiatri e psicologi e separati dagli altri detenuti in modo che non possano influenzarli con le loro idee. "Lavoriamo con il ministero degli Affari religiosi, e docenti vengono a dialogare con questi prigionieri", ha aggiunto il giudice, sottolineando che tutto il sistema è impostato per riabilitare i detenuti e permettere il loro reinserimento nella società.
Nel corso del 2015 la Tunisia ha subito tre gravi attentati terroristici. Il primo il 18 marzo al Museo del Bardo: due giovani, armati di kalashnikov, sono entrati nella struttura che si trova vicino all'Assemblea dei rappresentanti del popolo tunisino (Arp), il parlamento di Tunisi. Il bilancio dell'attentato sarà di 18 morti e decine di feriti. A rivendicare l'attacco Daesh (acronimo arabo per Stato islamico in Iraq e Siria). Il secondo attentato avviene il 26 giugno.
Un giovane armato si reca nell'albergo Marhaba Riu, nel resort turistico di Susa (Souse) e spara a sangue freddo contro i presenti. Il bilancio sarà di 38 morti, per lo più turisti britannici, e centinaia di feriti. Dopo questo attacco il turismo tunisino registrerà un vero e proprio crollo. Il terzo attentato terroristico avviene il 24 novembre a Tunisi a pochi metri dal ministero dell'Interno e viene portato ai danni della Guardia presidenziale. Un kamikaze si fa esplodere al passaggio dell'autobus che sta trasportando le forze di sicurezza provocando la morte di 12 persone.