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Giustizia: perché non va temuto un dibattito per limitare il ricorso al carcere PDF Stampa
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di Annalisa Chirico

 

Il Foglio, 14 febbraio 2015

 

L'emergenza è passata. Anzi no. Il tema è il carcere, nostro sempiterno cruccio. E il monito sull'emergenza proviene dal primo presidente della Corte di Cassazione, Giorgio Santacroce: "L'Italia continua a essere sotto osservazione e tutti gli allarmi lanciati, a cominciare da quelli del presidente Giorgio Napolitano, rimangono drammaticamente attuali". Fonti autorevoli del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, dietro garanzia di anonimato, restituiscono una versione diversa: i dati non sono più allarmanti a dispetto di quello che l'Europa vorrebbe farci credere.

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Giustizia: la corsa contro il tempo del ministro Orlando per chiudere gli Opg PDF Stampa
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di Errico Novi

 

Il Garantista, 14 febbraio 2015

 

Molte Regioni sono in ritardo nel trasferire gli internati dagli Ospedali Psichiatrici Giudiziari alle nuove residenze. Rischiano il commissariamento. Ma Orlando offre una soluzione transitoria senza sforare il termine di fine marzo.

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Giustizia: superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari... o chiusura "di facciata"? PDF Stampa
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di Massimo Lensi (Comitato Nazionale Radicali Italiani)

 

L'Opinione, 14 febbraio 2015

 

Come si sa, il non esistere non ha nulla di personale. A cinquant'anni, stanco del disprezzo per il mondo, ha atteso che le guardie si allontanassero dalla sua cella, dove era recluso da solo. Si è sfilato la maglietta, l'ha strappata per riuscire a creare una sorta di cappio, si è appeso alle sbarre. Il fatto è accaduto di recente nell'Opg di Reggio Emilia.

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Giustizia: Margelletti (Cesi); nessun rischio terrorismo dall'immigrazione via mare PDF Stampa
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Adnkronos, 14 febbraio 2015

 

Nessun rischio terrorismo dall'immigrazione irregolare che arriva via mare dal Nord Africa. L'avanzata dello Stato islamico nei paesi di partenza dei barconi che attraversano il Mediterraneo per raggiungere l'Italia, non rappresenta un problema riconducibile all'immigrazione: "I terroristi sono un valore troppo pregiato perché le organizzazioni li mettano su dei barconi che rischiano di affondare. Piuttosto, li si manda in Europa con un biglietto aereo e un visto regolare".

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Giustizia: hai rubato 4 euro di formaggio? sei incensurato? allora ti fai sei mesi dentro PDF Stampa
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di Damiano Aliprandi

 

Il Garantista, 14 febbraio 2015

 

Sei mesi di carcere per aver rubato 4 euro. La certezza della pena continua ad essere spietata. A far discutere è la sentenza che i giudici del tribunale di Genova hanno emesso contro un senzatetto ucraino di 30 anni, che nel novembre 2011 rubò qualcosa da mangiare in un supermercato della città della Lanterna: sei mesi per aver rubato un po' di formaggio e una confezione di wurstel, per un totale di 4 euro e 7 centesimi. Dopo 4 anni di trafila giudiziaria arriva il verdetto: in galera!

E tutto ciò nonostante l'accusa aveva chiesto di derubricare il reato in tentativo di furto spinto dalla necessità, per far condannare l'uomo a una multa di 100 euro. Ma i giudici della Corte di Appello hanno confermato la pena, già inflitta in primo grado: sei mesi di reclusione con la condizionale e una multa di 160 euro. Non è la prima volta che il tribunale di Genova affronta un caso simile. Ne avevamo già parlato sul Garantista: sempre a Genova c'è stato un vero e proprio accanimento giudiziario per una scatola di cioccolatini.

Un genovese di 28 anni, incensurato, accusato di aver rubato una scatola di cioccolatini in un mini market e andato sotto processo nonostante il pubblico ministero avesse chiesto l'archiviazione del caso. Ha deciderlo è stato il gip del tribunale di Genova, Silvia Carpanini, che ha disposto l'imputazione coatta. Il procuratore aggiunto Nicola Piacente aveva "graziato" il ragazzo valutando la lieve entità del danno, il fatto che fosse un incensurato e soprattutto perché questo procedimento non avrebbe fatto altro che intasare le cancellerie già oberate per l'elevato numero di processi.

Ma il giudice ha accolto la richiesta di opposizione di archiviazione presentata dagli avvocati del supermercato e il ladro di cioccolatini dovrà finire sotto processo. Queste storie tremende meritano, quindi, una riflessione partendo da episodi veri. Anni fa una cinquantenne disperata e affamata, madre di un ragazzo disabile, è stata sorpresa mentre rubava qualche pezzo di formaggio in un supermercato di Cassino. Rubava per mangiare.

È stata scoperta dalla sorveglianza che ha informato il dirigente del centro commerciale il quale, venuto a conoscenza della situazione di grave bisogno della persona colta in flagranza, non solo ha deciso di non sporgere querela ma l'ha assunta nel supermercato eliminando così la sola causa che l'aveva spinta a commettere il reato. In questo caso il "furto in stato di bisogno" è stato risolto a monte, senza scomodare la giustizia penale.

In altri casi si è ricorsi alla scriminante dello stato di necessità. E questo grazie alla sentenza dell'adora giudice Gennaro Francione - attualmente fa teatro civile dopo essersi dimesso da magistrato - che ha applicato la scriminante dell'art. 54 cp (un articolo del codice penale che prevede l'assoluzione per "stato di necessità") al furto per fame e alla vendita in strada di ed contraffatti per avere agito in stato di necessità rappresentato dal bisogno di nutrirsi.

Alla fine del 1800 divennero famose in Francia le sentenze de le bon President Magnod che assolveva le persone spinte dalla fame a commettere reati contro il patrimonio applicando la scriminante dello stato di necessità. Sentenze scandalose per i conservatori ed esemplari per i rappresentanti delle tendenze del socialismo giuridico. Una questione che si dovrebbe riproporre dopo oltre un secolo e dove la crisi economica che colpisce in modo pesante le classi sociali meno protette riporta all'ordine del giorno. Ma è difficile visto che la sensibilità politica è tutta concentrata sulla parola d'ordine che fa presa sul popolo devastato dalla propaganda legalitaria: "La certezza della pena".

 
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