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Santa Maria Capua Vetere (Ce): mancanza di acqua nel carcere, vertice in regione PDF Stampa
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campanianotizie.com, 25 settembre 2015

 

"Il Comune chiederà ufficialmente all'Ato 2 il finanziamento urgente per il progetto esecutivo dei lavori. Poi, grazie ad una precisa e già individuata collaborazione inter-istituzionale, si reperiranno le risorse necessarie a tale finanziamento. Con l'assessora regionale Lucia Fortini si sta tracciando una soluzione, amministrativa e finanziaria, che porti finalmente l'acqua al carcere di Santa Maria Capua Vetere".

Lo ha annunciato la deputata Camilla Sgambato a margine dell'incontro che si è volto presso l'assessorato alle Politiche sociali della Regione Campania. Al tavolo tecnico, convocato dall'assessora Fortini sul tema della condotta idrica dell'istituto penitenziario sammaritano, hanno preso parte anche la Garante per i detenuti, Adriana Tocco, il Provveditore campano del Dap Tommaso Contestabile, Cinzia Ostifrate per l'Ato 2 d la consigliera Regionale PD Vincenza Amato. Assenti per impegni istituzionali sopraggiunti il consigliere regionale Stefano Graziano ed il sindaco di Santa Maria Capua Vetere Biagio Di Muro.

"Siamo da mesi ormai su questa vicenda", ricorda la deputata che aggiunge: "Ora, con l'assessora e con tutti gli enti che sono stati coinvolti al tavolo tecnico, abbiamo tracciato la strada giusta per risolvere una problematica che quest'estate è esplosa in tutta la sua drammaticità. Non si può lasciare ulteriormente il carcere sammaritano in una così grave condizione di precarietà. Ne va della dignità dei detenuti e di chi vi lavora. Un plauso al lavoro congiunto che stanno portando avanti la Regione Campania, l'Ato 2, il Dap ed il Comune di Santa Maria. La sinergia ed il senso di responsabilità di questi enti porterà velocemente alla soluzione della vicenda".

 
Lecce: "Giardino Radicale", laboratorio di design con i detenuti del carcere di San Nicola PDF Stampa
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notizie.tiscali.it, 25 settembre 2015

 

L'esposizione racconta dei lavori realizzati nel carcere di Borgo San Nicola di Lecce, e della rifioritura con arredi, ristrutturazioni e opere artistiche di alcuni spazi comuni della sezione maschile. Giardino Radicale è il progetto grazie al quale i detenuti del carcere Borgo San Nicola di Lecce sono stati i protagonisti di un laboratorio di design che ha portato alla rigenerazione di alcuni spazi comuni della sezione maschile, trasformandoli con ristrutturazioni, allestimenti e realizzazione di arredi e opere di design.

Un lavoro durato due anni, seguito da artisti e designer che hanno guidato il lavoro dei detenuti, e che ora è in mostra dal 18 settembre presso la galleria delle Manifatture Knos in via Vecchia Frigole 36 a Lecce, fino al 9 ottobre: è possibile visitare "2 Anni in R2" di Giardino Radicale, dal lunedì al sabato, dalle ore 10 alle 13 e dalle 18 alle 21, con ingresso gratuito.

Il progetto è stato curato dall'Associazione Culturale Sud Est nell'ambito del Progetto Gap - il territorio come galleria d'arte partecipata, sostenuto da Fondazione con il Sud, Progetti Speciali e Innovativi 2010 e con il contributo della Regione Puglia. Come detto, in due anni i detenuti, seguendo i consigli di artisti e designer hanno trasformato alcuni spazi della sezione scelti da loro stessi, impegnandosi in questo Giardino Radicale, un nome evocativo suggerito dagli stessi, dando vita ad una sala ricreativa, una barberia, una sala del telefono e una cucina collettiva. Alla direzione dei lavori Roberto Dell'Orco, Maurizio Buttazzo e Paola Leone.

L'ultimo intervento, che ha portato alla costruzione della cucina comune, è stato corredato dal lavoro drammaturgico di Paola Leone che ha permesso di raccogliere storie legate al cibo e ai ricordi dei detenuti. Ne sono stati creati dei piccoli e poetici ritratti video, con la direzione della fotografia di Yacine Benseddik. Nel corso del laboratorio, Francesca Marconi, responsabile artistica del progetto Gap, ha infine intervistato i protagonisti di questa esperienza di progettazione e riqualificazione partecipata in carcere.

 
Siena: Uisp; gli pneumatici giunti a fine vita diventano un campo sportivo per i detenuti PDF Stampa
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ilcittadinoonline.it, 25 settembre 2015

 

Gli pneumatici giunti a fine vita diventano un campo sportivo per i detenuti del carcere di Siena, che questa mattina hanno giocato la loro prima partita. È una storia a lieto fine che unisce sport sociale e tutela ambientale, quella del campo da calcio realizzato con Pneumatici Fuori Uso nella Casa Circondariale Santo Spirito di Siena grazie a Uisp, Unione Italiana Sport Per tutti che ha l'obiettivo di estendere il diritto allo sport a tutti i cittadini e a Ecopneus - società senza scopo di lucro che si occupa della gestione del 70% dei Pneumatici Fuori Uso presenti in Italia.

Realizzata all'interno dell'Istituto penitenziario di Siena che, attualmente, ospita circa 70 detenuti, l'area sportiva è stata costruita anche grazie agli pneumatici avviati a recupero da Ecopneus con l'intervento di Rapolano Terme, vicino Siena, lo scorso giugno. Qui, in tempi record, senza nessun costo per la pubblica amministrazione, sono state rimosse 2000 tonnellate di pneumatici fuori uso, ammassate abusivamente da oltre 20 anni, con un forte rischio per la salute dei cittadini. Una parte di quei Pfu prelevati nella collina di Rapolano, oggi, sono diventati granuli utilizzati per la pavimentazione del campo sportivo dell'Istituto Santo Spirito, uno spazio di 150 metri quadrati ricavato all'interno delle mura perimetrali del carcere in cui sono stati impiegati 2350 Kg di gomma riciclata.

Il progetto è stato ideato dall'Uisp, che si occuperà di gestire le attività all'interno del carcere attraverso suoi educatori: "La capillare presenza dell'Uisp su tutto il territorio nazionale ci permette di dare valore sociale allo sport anche attraverso interventi di questo tipo - dice Simone Pacciani, vicepresidente nazionale Uisp - siamo vicini alle necessità delle comunità e dei cittadini, trasmettendo un'altra idea di sport, nella quale al primo posto ci sono il rispetto della dignità e dei diritti delle persone. Il carcere è parte integrante del territorio e lo sport rappresenta uno strumento di educazione alla socialità e alle relazioni, per tutti i cittadini".

"La realizzazione del campo da calcio in gomma riciclata per i detenuti del Santo Spirito rappresenta un concreto esempio di economia circolare, capace di generare impatti positivi a livello economico, ambientale e sociale - ha dichiarato Giovanni Corbetta, direttore generale di Ecopneus. È questa la circular economy che Ecopneus vuole favorire, incentivando il recupero dei pneumatici arrivati a fine vita come materia destinata a nuovi usi. Ad oggi il 37,5% degli Pneumatici Fuori Uso raccolti da Ecopneus in tutta Italia, vengono riciclati in materiali come granuli, polverini di gomma e acciaio.

Un settore, su cui Ecopneus sta puntando con grande convinzione con un investimento in ricerca e innovazione - che dal 2011 ad oggi - ha già raggiunto i 14 milioni di euro per promuovere gli sbocchi applicativi della gomma riciclata".

Nel panorama del riciclo della gomma riciclata da Pfu le pavimentazioni sportive rappresentano il 40% del settore. Un trend in crescita anche grazie alle qualità specifiche del materiale: risposta elastica per l'atleta, elevata capacità di assorbimento degli urti, resistenza alle deformazioni e agli agenti atmosferici. Tra le applicazioni sportive più comuni i campi in erba artificiale, le piste da atletica, i campi polivalenti, le pavimentazioni anti-trauma e i campi da calcio in erba artificiale di ultima generazione. Quest'ultimo utilizzo è uno dei più diffusi, grazie alle particolari caratteristiche del materiale che donano al manto la massima giocabilità e una perfetta rispondenza con le richieste dei tecnici e dei giocatori anche più esigenti.

 
Caltanissetta: da detenuti ad allenatori, per dare un calcio al passato PDF Stampa
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di Annalisa Giunta

 

Quotidiano di Sicilia, 25 settembre 2015

 

L'iniziativa è promossa dall'Aiac ed è al momento l'unica in Sicilia. Opportunità per 10 reclusi del Penitenziario di Caltanissetta. Trasmettere i valori dello sport e offrire un'opportunità ai detenuti della Casa Circondariale di Caltanissetta nell'ottica della funzione rieducativa della pena, con questo intento è stato presentato e inaugurato al "Malaspina" il corso per allenatori di calcio. Una scuola riservata a dieci detenuti comuni della casa circondariale nissena che ha aderito all'iniziativa promossa dall'Aiac (Associazione italiana allenatori calcio). Un corso unico in Sicilia e terzo sul territorio nazionale sinora sperimentato a Potenza e Bari che prenderà il via nei prossimi giorni.

Un progetto pilota che sinora ha dato risultati positivi come evidenziato da Renzo Ulivieri presidente nazionale dell'Aiac, presente all'inaugurazione del corso assieme al delegato nazionale Roberto Bellomo. "Come si sbaglia un rigore, una punizione - ha dichiarato Renzo Ulivieri - si può anche sbagliare nella vita. Chi sta pagando il suo conto alla società ha il diritto al reinserimento nella vita sociale, interessarsi di calcio può essere un passaggio importante".

"Grazie all'intervento dell'area trattamentale di questo istituto, con in testa Stefano Graffagnino e la sua passione per il calcio- ha sottolineato Angelo Belfiore, direttore della casa circondariale di Caltanissetta - siamo riusciti a far sì che oggi questo corso diventasse realtà. è un'opportunità per i detenuti comuni, sognare è lecito poiché una volta usciti dal carcere possono utilizzare quanto appreso nella realtà esterna".

Presenti in sala anche Maurizio Veneziano provveditore regionale degli Istituti penitenziari e Luca Rossomandi magistrato di sorveglianza che hanno dato il benestare al corso, oltre a Totò Bruccoleri ex giocatore del Gela e Giovanbattista Raffa centrocampista della Nissa nella stagione 85-86. "Rieducare alla legalità, rieducare la persona - ha dichiarato Maurizio Veneziano - a mutare i propri comportamenti e a riconoscersi nei valori fondanti della democrazia e della nostra società è l'aspetto dell'ordinamento penitenziario all'avanguardia".

 
Parma: Pianeta Carceri, incontro dedicato all'analisi della realtà degli istituti penitenziari PDF Stampa
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di Gabriele Balestrazzi

 

Gazzetta di Parma, 25 settembre 2015

 

Lunedì 28 settembre alla Sala Borri di Palazzo Giordani, Sede della Provincia di Parma in viale Martiri della Libertà 15. Il secondo incontro è dedicato all'analisi della realtà degli istituti penitenziari di Parma. Sono relatori i protagonisti del confronto quotidiano tra assistenza sanitaria e le regole vincolanti della sicurezza, quasi un confronto tra istituzioni delegate alla giustizia e alla sanità che pur perseguendo lo stesso obbiettivo di tutelare la salute dei detenuti, spesso confliggono a causa di mezzi e metodi differenti.

È auspicabile una collaborazione sempre più impegnata nella ricerca comune di forme possibili per determinare un buon esito degli interventi con la finalità di conciliare l'obbligo di custodia e di sicurezza con l'obbligo di tutelare la salute fisica psichica e sociale in carcere.

L'Associazione Marino Savini organizza tre incontri su temi importanti in ambito carcerario, per riflettere condividere ed elaborare l'esigenza di garantire la promozione del benessere negli istituti penitenziari a 7 anni dal trasferimento delle competenze sanitarie dal Ministero della Giustizia al Servizio Sanitario Nazionale e ai Servizi Sanitari Regionali.

L'intento è quello di affrontare il tema attraverso alcune delle sue dimensioni più significative (il sostegno psicologico individuale, Educazione sanitaria e intercultura, Sostegno del ruolo genitoriale, Formazione professionale, attività motorie quale strumento di cura del corpo).

Le dimensioni esplorate intendono mettere in evidenza come sia possibile, anche in un ambito particolare e complesso quale quello penitenziario, mettere in campo delle azioni che hanno l'obiettivo di incrementare la consapevolezza e la responsabilità dei cittadini, in questo caso detenuti, rispetto alla tutela della propria salute, intesa nella accezione ampia definita dall'OMS.

L'obbiettivo è quello di ottenere una erogazione più appropriata delle prestazioni sanitarie, dei processi di riabilitazione e del determinante inserimento sociale. Il secondo incontro è dedicato all'analisi della realtà degli istituti penitenziari di Parma. Sono relatori i protagonisti del confronto quotidiano tra assistenza sanitaria e le regole vincolanti della sicurezza, quasi un confronto tra istituzioni delegate alla giustizia e alla sanità che pur perseguendo lo stesso obbiettivo di tutelare la salute dei detenuti, spesso confliggono a causa di mezzi e metodi differenti.

È auspicabile una collaborazione sempre più impegnata nella ricerca comune di forme possibili per determinare un buon esito degli interventi con la finalità di conciliare l'obbligo di custodia e di sicurezza con l'obbligo di tutelare la salute fisica psichica e sociale in carcere.

Rocco Caccavari, Presidente Associazione Marino Savini presenta: Carlo Berdini - Direttore degli Istituti Penitenziari di Parma.

"La medicina penitenziaria tra presente e futuro: attualità e prospettive."

Francesco Ciusa - Medico dirigente, Direttore U.O. Salute negli Istituti Penitenziari.

"Analisi e considerazioni su un impegno complesso a favore della salute in carcere."

Carmen Cimmino - Medico Dirigente, psichiatra AUSL di Parma

"Le crisi e cronicità psichiatriche in ambito carcerario: strategie di intervento."

Maria Cristina Soffritti - Psicologa, criminologa e psicoterapeuta.

"Psicologia penitenziaria: una sfida comune per una assistenza possibile."

 
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