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La Spezia: "Ri#Uscire", i percorsi formativi per il reinserimento dei detenuti PDF Stampa
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Gazzetta della Spezia, 26 settembre 2015

 

La conclusione del percorso previsto dal piano formativo rivolto ai detenuti della casa circondariale della Spezia, denominato "Ri#Uscire, è stata l'occasione per una visita ieri del prefetto Mauro Lubatti, accolto dal direttore della struttura carceraria, Maria Cristina Bigi.

"Ri#Uscire è, infatti, l'iniziativa finanziata dal Fondo Sociale Europeo che ha visto la realizzazione di cinque percorsi, tre dei quali rivolti alla formazione diretta dei detenuti: giardiniere operatore del verde, aiuto cuoco, e saldo carpentiere, sono i mestieri scelti per formare professionalità che li aiuteranno ad un loro reinserimento nella società.

L'idea è rivolta anche a migliorare la percezione della realtà del carcere verso la cittadinanza. Nel corso degli anni, insieme al sistema formativo interno, è cresciuto, infatti, anche l'interesse imprenditoriale per quello che è stato definito 'un particolare quartiere della città. Agli operatori del settore (educatori, volontari, imprenditori) sono stati organizzati anche dei particolari corsi per la formazione che hanno riguardato il welfare di comunità e la responsabilità sociale d'impresa. La serata si è conclusa, poi, con le immagini e parole di un gruppo di detenuti e di operatori per coniugare l'azione formativa con gli interessi e le esigenze della comunità carceraria.

 
Cosenza: telefonini ai detenuti, condannato un agente della Polizia penitenziaria PDF Stampa
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di Maria Teresa Improta

 

quicosenza.it, 26 settembre 2015

 

Salvatore Gabriele ai suoi superiori tentò di giustificare il suo comportamento con le condizioni di particolare ristrettezza economica in cui stava vivendo. Ciò non è bastato ad ammorbidire la posizione dei colleghi dell'assistente capo della polizia penitenziaria, in forze nella casa circondariale di via Popilia sino alla fine del 2010. Il quarantottenne di Lattarico fu denunciato alla magistratura e sospeso dal servizio. Ieri, al termine del processo di primo grado, il Tribunale di Cosenza ha condannato il poliziotto a due anni di reclusione per il reato di abuso d'ufficio. L'uomo che confessò di aver ricevuto dai detenuti la promessa di somme di denaro in cambio di sim card e cellulari è stato invece assolto dalle accuse di corruzione.

Gabriele pare abbia fatto entrare illegalmente nel carcere Sergio Cosmai tre telefonini, permettendo che si consumassero colloqui telefonici non autorizzati cui contenuto non è dato sapere. Conservava tutto in tasca, nella divisa, per poi renderlo disponibile nell'immediato a chi ne facesse richiesta. Insieme a lui è stato condannato per ricettazione a tre anni di detenzione Erminio Mendico 42enne di Melito Porto Salvo ristretto all'epoca dei fatti, Ottobre 2010, nel penitenziario di via Popilia.

Assolti invece gli altri sette detenuti coinvolti: Fabio Bruni 31 anni di Cosenza, Vincenzo Ciriello 55enne napoletano, Luigi Cozza 37 anni di Vibo Valentia, Antonio Albanese 55 anni di Rosarno, Giovanni Giannone 46enne di Cosenza, Dimitri Bruno 27 anni di Belvedere Marittimo e Massimo Imbrogno 53enne di Cosenza. A difenderli sono stati gli avvocati Nicola Rendace, Francesco Boccia, Giovanni Cadavero, Carlo Monaco, Cristian Cristiano, Antonio Ingrosso, Antonio Quintieri, Rossana Cribari e Guido Contestabile.

 
Reggio Emilia: scoppia la rissa in carcere durante una partita, due detenuti feriti PDF Stampa
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Gazzetta di Reggio, 26 settembre 2015

 

Uno è ricoverato in prognosi riservata in ospedale. Il Sappe denuncia: "Troppi pochi agenti per gestire tensioni crescenti". Rissa in carcere tra un gruppo di detenuti, sfociata con il ricovero in ospedale di due dei coinvolti. Mentre si alza forte il grido degli agenti della penitenziaria, attraverso il Sappe, che nuovamente denuncia: "Siamo troppo pochi".

Tutto è successo verso le 13.30. Ventisei detenuti ammessi alle attività sportive erano usciti nel campo da calcio accompagnati da tre agenti. Durante la partita di calcio, verso le 14.30 circa, un detenuto tunisino ha aggredito un connazionale ancora per ragioni da chiarire. Lo ha ferito al collo, procurandogli un taglio che ha iniziato a grondare sangue. Ma questo ha scatenato la reazione degli altri detenuti che hanno aggredito il primo, pestato da circa dieci persone.

Immediatamente, è scattato l'intervento degli agenti. "Mettendo a rischio la propria incolumità personale, interveniva all'interno del campo per ripristinare ordine, disciplina e sicurezza, con il fine ultimo di portare in salvo il detenuto aggressore" spiega il segretario provinciale del Sappe, Michele Malorni. Tutti i coinvolti sono stati riaccompagnati in cella, tranne i due feriti per i quali si è reso necessario l'intervento di due ambulanze e un'automedica sul posto e il trasferimento in ospedale: uno ha dieci giorni di prognosi, l'aggressore pestato è in prognosi riservata.

"Il personale di polizia penitenziaria operante negli istituti penali di Reggio Emilia, nell'anno 2014, ha gestito circa 64 eventi critici, nell'anno 2015 in solo 9 mesi, ha gestito circa 176 eventi - fanno notare dal sindacato. È di tutta evidenza che c'è stato un aumento delle criticità intramurarie negli istituti penali di Reggio Emilia, si registrano eventi critici che per tipologia, riconducono la gestione a venti anni fa. Pertanto il Sappe lancia un grido di allarme che arriva anche negli Uffici Dipartimentali di Bologna e Roma, maggiori garanzie nonché risorse umane e tecnologiche per assolvere ai propri compiti istituzionali".

Il Sappe chiede che "i detenuti non meritevoli del regime aperto e irrispettosi del cosiddetto patto di responsabilità, ai sensi dell'art 78 DPR 230/2000, vengano isolati ed ubicati nelle celle di pernottamento singole ed esclusi dalle attività in comune a tutela dell'ordine, disciplina e sicurezza oltre per consentire alla restante popolazione detenuta l'espiazione della pena in condizioni dignitose e comunque nel rispetto delle vigenti normative detentive". Il Sappe ha convocato per mercoledì alle 16 un incontro sindacale per parlare di quanto accaduto.

 
Isernia: "Oltre la vita" Onlus; carcere e genitorialità, al via premio letterario per detenuti PDF Stampa
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isernianews.it, 26 settembre 2015

 

L'iniziativa dell'associazione Onlus "Oltre la vita" sorta in memoria di Francesco Martino, e della casa circondariale di Isernia. La Casa circondariale di Isernia in collaborazione con l'associazione Onlus "Oltre la vita" ha organizzato la prima edizione del Premio letterario nazionale dedicato a Francesco Martino, "Lettera a mio figlio", sul tema della genitorialità. La partecipazione è riservata alle persone detenute in tutti gli istituti italiani.

La sensibile attenzione alla tutela della responsabilità pedagogica, morale e sociale appartenente alla relazione genitoriale e la specifica valenza rieducativa della promozione e del sostegno della dimensione affettiva e relazionale della popolazione detenuta (sostenuta incisivamente dalla sentenza Torreggiani e da note circolari a seguito) rappresentano l'obiettivo del concorso letterario nazionale in questione.

La predetta associazione nasce per onorare il ricordo del giovane isernino Francesco Martino, morto prematuramente nel tragico incidente ferroviario di Roccasecca. Essa sostiene con impegno progetti che riguardano anche la promozione e il sostegno della genitorialità e condivide fermamente la volontà rieducativa di costruzione/promozione/cura/mantenimento del ruolo genitoriale da parte del genitore detenuto.

L'iniziativa in oggetto è volta a promuovere nel detenuto un produttivo senso di responsabilità pedagogica e morale, che lo induca a voler e poter esperire, in nome del delicato compito educativo genitoriale a cui è chiamato, una riflessione critica quanto più autentica sulle proprie scelte devianti e una possibile definitiva presa di distanze da esse in favore del ripristino di una esistenza eticamente valida e socialmente congrua. Gli elaborati (lettere o poesie) in concorso dovranno essere inviati entro e non oltre il 15 novembre prossimo. La premiazione avverrà il 18 gennaio 2016 nella Sala Teatro del carcere.

 
Libri: "Il caso Cucchi. Un'indagine medica indipendente", di A. Barbieri e M. Aragona PDF Stampa
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La Repubblica, 26 settembre 2015

 

Martedì 29 settembre, alle ore 14.15, in Sala Caduti di Nassirya, Senato della Repubblica, Piazza Madama 11 - Roma, Medici per i Diritti Umani (Medu) presenta "Il caso Cucchi. Un'indagine medica indipendente", di Alberto Barbieri e Massimiliano Aragona.

Saranno presentati alla stampa elementi clinici ancora non presi in considerazione nel corso dei due processi che hanno riguardato la morte di Stefano Cucchi. Ciò accade in una fase come quella attuale, quando una nuova indagine sta individuando responsabilità finora mai emerse.

L'indagine di Medu si basa sullo studio e l'analisi della documentazione processuale tra cui deposizioni, perizia, consulenze, documentazione sanitaria, memorie, motivazioni delle sentenze. Dalla narrazione cronologica degli eventi all'analisi delle conseguenze fisiche e psichiche del trauma, dalla riflessione sulla natura degli atti violenti alle considerazioni sulle causa della morte, questa indagine cerca di restituire una ricostruzione dei fatti compatibile, tanto con la logica clinica, quanto con la verità "umanamente accertabile e umanamente accettabile" del caso Cucchi.

Intervengono: Luigi Manconi (Presidente Commissione Diritti Umani del Senato), Patrizio Gonnella (Presidente Antigone e Cild-Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti Civili), Alberto Barbieri (Medici per i Diritti Umani). Saranno presenti Ilaria Cucchi e l'avvocato Fabio Anselmo. Ufficio stampa Medu - 3343929765 / 0697844892 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

 
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