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Spagna: il leader filo Eta esce dal carcere e accusa "ci sono ancora detenuti politici" PDF Stampa
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di Francesco Olivo

 

La Stampa, 2 marzo 2016

 

Otegi era in cella per aver tentato di ricostituire Batasuna, il braccio politico del movimento terrorista dei Paesi Baschi. Doveva essere il giorno della fine dell'incertezza politica, oggi comincia il dibattito sull'investitura del governo, ma la Spagna torna a fare i conti con l'Eta e i suoi fantasmi. È uscito dal carcere stamattina Arnaldo Otegi, leader indiscusso della cosiddetta sinistra Abertzale, considerata vicina all'Eta. Otegi ha scontato sei anni di galera per aver tentato di ricostituire Batasuna, il braccio politico del movimento terrorista dei Paesi Baschi, dissolto per via giudiziaria.
L'evento è stato tutt'altro che discreto, il leader è stato accolto da almeno 500 militanti, e ha improvvisato un comizio, prima in basco e poi in castigliano: "La Spagna continua ad avere detenuti politici", ha esclamato ricordando la battaglia per i membri della banda armata tuttora nelle carceri spagnole e francesi. Otegi non ha mai condannato esplicitamente le violenze dell'Eta, che nel frattempo ha cambiato strategia: stop agli attentati, ma senza autodissoluzione.
Sul tema è intervenuto il leader di Podemos Pablo Iglesias: "La libertà di Otegi è una buona notizia - ha scritto su Twitter - nessuno deve andare in carcere per le proprie idee". Albert Rivera di Ciudadanos ha risposto rinfacciando la vicinanza politica di Podemos con il regime venezuelano: "Otegi era in carcere per appartenenza a una banda armata, per le proprie idee è stato arrestato Leopoldo López".

 
Tunisia: "colpevoli terrorismo reclusi in modo da non influenzare gli altri detenuti" PDF Stampa
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Nova, 2 marzo 2016

 

Il giudice Kamel Eddine Ben Hassan, funzionario del ministero della Giustizia tunisino, ha spiegato oggi che le persone condannate per terrorismo sono recluse con particolari accorgimenti rispetto agli altri detenuti per evitare che possano influenzarli con le loro idee diffondendo l'estremismo nelle carceri. Hassan ha anche precisato che le persone condannate per terrorismo sono classificate in base al loro grado di indottrinamento e detenute in diverse prigioni o blocchi.
Hassan ha poi spiegato che coloro che si mostrano meno collaborativi sono reclusi in isolamento, mentre gli altri sono monitorati e controllati da psichiatri e psicologi e separati dagli altri detenuti in modo che non possano influenzarli con le loro idee. "Lavoriamo con il ministero degli Affari religiosi, e docenti vengono a dialogare con questi prigionieri", ha aggiunto il giudice, sottolineando che tutto il sistema è impostato per riabilitare i detenuti e permettere il loro reinserimento nella società.
Nel corso del 2015 la Tunisia ha subito tre gravi attentati terroristici. Il primo il 18 marzo al Museo del Bardo: due giovani, armati di kalashnikov, sono entrati nella struttura che si trova vicino all'Assemblea dei rappresentanti del popolo tunisino (Arp), il parlamento di Tunisi. Il bilancio dell'attentato sarà di 18 morti e decine di feriti. A rivendicare l'attacco Daesh (acronimo arabo per Stato islamico in Iraq e Siria). Il secondo attentato avviene il 26 giugno.
Un giovane armato si reca nell'albergo Marhaba Riu, nel resort turistico di Susa (Souse) e spara a sangue freddo contro i presenti. Il bilancio sarà di 38 morti, per lo più turisti britannici, e centinaia di feriti. Dopo questo attacco il turismo tunisino registrerà un vero e proprio crollo. Il terzo attentato terroristico avviene il 24 novembre a Tunisi a pochi metri dal ministero dell'Interno e viene portato ai danni della Guardia presidenziale. Un kamikaze si fa esplodere al passaggio dell'autobus che sta trasportando le forze di sicurezza provocando la morte di 12 persone.

 
Un'agenda per l'umanità, i leader devono fare di più PDF Stampa
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di Ban Ki-moon (Segretario Generale dell'Onu)

 

Corriere della Sera, 1 marzo 2016

 

Mai così tante persone, dai tempi della seconda guerra mondiale, sono state costrette ad abbandonare le proprie case. Non c'è tempo da perdere. Mai così tante persone hanno avuto un tale disperato bisogno di assistenza umanitaria da quando esistono le Nazioni Unite. Sempre più attori in situazioni di conflitto stanno violando senza remore il diritto umanitario internazionale. Mai così tante risorse sono state richieste per soddisfare bisogni umanitari in vertiginoso aumento. Eppure, ci troviamo di fronte alla più grande carenza di finanziamenti di sempre. Per questa e tante altre ragioni, il 23 e 24 maggio a Istanbul indirò il primo Vertice Umanitario Mondiale. Incoraggio tutti i leader del mondo, le organizzazioni internazionali ed altri attori ad impegnarsi a fare di più, e meglio, per quanti hanno bisogno di aiuto. Non c'è tempo da perdere.

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La difficile sintesi di emendare e di governare PDF Stampa
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di Montesquieu

 

Il Sole 24 Ore, 1 marzo 2016

 

In questi giorni il Senato della Repubblica, camera agonizzante, ha approvato il progetto di legge sulle unioni civili, prospettando e facendo ampio ricorso a quelli che Michele Ainis sul Corriere della Sera ha chiamato "riti irrituali". Ossimoro incisivo, per la sintesi impietosa con cui sottolinea la distanza tra i procedimenti di formazione delle leggi in uso nei due rami del Parlamento e il limpido disegno tracciato in Costituzione: ma ossimoro addirittura timido, se si limitasse a segnalare differenze formali, o abitudinarie negligenze, anziché autentici strappi di un precetto costituzionale.

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Ogni attacco alla funzione difensiva si traduce in un attacco alla stessa idea di libertà PDF Stampa
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di Beniamino Migliucci (Presidente dell'Ucpi)

 

camerepenali.it, 1 marzo 2016

 

Abbiamo già assistito, ciclicamente, ad attacchi generalizzati nei confronti della funzione difensiva e degli avvocati. Continuiamo a pensare, forse illudendoci, che in uno Stato democratico e liberale l'avvocato non sia un ostacolo alla giustizia, e che ogni attacco alla funzione difensiva si traduca in un attacco alla stessa idea di libertà.

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