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Torino. Nove detenuti si diplomano in inglese nel carcere Lorusso e Cutugno PDF Stampa
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di Leonardo Di Paco


La Stampa, 6 dicembre 2019

 

Provare a costruirsi un futuro in attesa di riconquistare la libertà, iniziando a ritrovare fiducia in se stessi, studiando inglese tra le sbarre. È a Torino, nella casa circondariale Lorusso e Cutugno, che 9 detenuti hanno ottenuto il diploma "Cambridge B1, Preliminary" - più noto come "Pet, Preliminary English Test" - grazie al primo corso in Italia rivolto alla preparazione per la certificazione della lingua inglese in carcere.

Il progetto intitolato "La certificazione linguistica internazionale in carcere: a change for the better" ha avuto inizio il 1 marzo scorso e si è rivolto a studenti detenuti e personale carcerario ed educativo. L'iniziativa è stata realizzata in collaborazione con il Cpia1 (Centro Provinciale per l'Istruzione degli Adulti), il liceo Artistico dell'istituto e con il supporto del centro autorizzato Cambridge English Exams di Torino e del centro Cambridge English Assessment.

"Si tratta di un progetto pilota unico e ambizioso - ha spiegato la professoressa Rosa Scimone, referente del progetto - sia perché ha permesso agli studenti di ottenere un'opportunità per entrare nel mondo del lavoro, sia perché ha rappresentato una forma di controllo attivo sulla propria vita favorendo la percezione dell'utilizzo del tempo in carcere come tempo della ricostruzione dell'Io sociale".

"Imparare una lingua avendo ben in mente uno scopo, in questo caso l'ottenimento di una certificazione internazionale, può accendere la motivazione, stimolare l'apprendimento, e permette di ottenere una competenza che rappresenta un valore aggiunto nei processi di selezione di tante realtà nel mondo del lavoro" ha invece commentato Peter McCabe, head of Italy per Cambridge Assessment English.

 
Bologna. Dedicata al regista Claudio Caligari la videoteca del carcere PDF Stampa
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di Cinzia Valente


gnewsonline.it, 6 dicembre 2019

 

La Casa Circondariale "Rocco D'Amato di Bologna" da oggi è dotata di una videoteca con oltre 700 dvd. Significativa l'intitolazione: un omaggio a Claudio Caligari, regista scomparso nel maggio del 2015, autore di Amore tossico (1983), L'odore della notte (1998) e Non essere cattivo (2015), fautore di un cinema che punta lo sguardo sugli emarginati delle periferie romane. Per celebrare la memoria di Claudio Caligari sono in corso a Bologna diversi eventi.

Oggi si terrà l'inaugurazione della "Videoteca Claudio Caligari" alla presenza di autorità e rappresentanti dell'Amministrazione penitenziaria, Rai Cinema, docenti Dams, Hera, Legacoop e Fondazione Del Monte. L'iniziativa è stata realizzata grazie al contributo di Rai Cinema che ha voluto donare all'Istituto 700 Dvd. Sono stati gli stessi detenuti a svolgere il lavoro di catalogazione, sulla base della metodologia prevista in ambito cinematografico. Lo hanno fatto dopo aver frequentato un corso ad hoc sotto la guida di docenti del settore che hanno insegnato loro ad utilizzare un programma specifico utilizzato nelle cineteche.

Tra i titoli presenti nel catalogo dell'istituto troviamo i grandi classici del cinema e anche uscite molto recenti, film italiani e stranieri, documentari che fanno parte del patrimonio filmico di Rai Cinema. Una collezione che verrà incrementata e costantemente aggiornata con le pellicole che verranno proiettate nelle sale.

Dopo l'inaugurazione della sala AtmospHera, nel penitenziario ci sarà quindi un altro spazio dedicato alla settima arte. "La videoteca risiede nel reparto penale dell'Istituto all'interno di cui c'è una piccola sala ricreativa con videoproiettore e una tv a schermo grande che potrà essere utilizzata dai detenuti del reparto stesso - afferma la direttrice Claudia Clementi -. L'idea poi, è di utilizzare i film per proiezioni nella sala cinema inaugurata a ottobre dotata di attrezzature all'avanguardia e meritevole di essere impiegata per altre iniziative. Una visione destinata ai detenuti, al personale e, con aperture programmate, al pubblico esterno".

 
Catanzaro. "La partita con papà" al carcere di Siano è diventata un pomeriggio di festa PDF Stampa
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di Antonia Opipari


calabria7.it, 6 dicembre 2019

 

Sarebbe dovuta essere La partita con papà quella di oggi presso la Casa Circondariale di Catanzaro e invece, per colpa della pioggia, padri detenuti e i loro piccoli non sono potuti scendere in campo; hanno trascorso, però, lo stesso il pomeriggio insieme nel teatro del carcere: hanno giocato, chiacchierato e fatto merenda con le prelibatezze preparate per l'occasione dai "pasticceri" del laboratorio di dolci.

La partita con papà, comunque, è un'iniziativa dell'associazione Bambinisenzasbarre onlus e del Ministero della Giustizia Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, che si tiene su tutto il territorio nazionale ed è già alla sua quinta edizione; si tratta di una manifestazione nata con l'intento di sensibilizzare le istituzioni, i media e l'opinione pubblica sulla situazione dei 100 mila bambini in Italia (2,1 milioni in Europa) che vivono la separazione dal proprio genitore detenuto e che spesso e volentieri si trovano ad essere vittime inconsapevoli di pregiudizi altrui; "i figli dei detenuti pagano per un crimine che non hanno commesso" ha spiegato il direttore del carcere di Siano Angela Paravati.

"Un papà detenuto è solo un uomo che ha commesso un errore e lo sta scontando. Il suo ruolo genitoriale non si ferma alle mura del penitenziario e anzi, il più delle volte è la motivazione che spinge chi ha sbagliato una volta a non farlo mai più, fuori da qui".

 
Milano. A San Vittore la "prima" della Scala in diretta per i detenuti PDF Stampa
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Corriere della Sera, 6 dicembre 2019


L'Istituto milanese, diretto da Giacinto Siciliano, è pronto ad accogliere rappresentanti delle Istituzioni e della società civile. L'organizzazione della serata sarà sostenuta dall'Associazione "Quartieri Tranquilli". Anche quest'anno la Casa Circondariale di Milano San Vittore "Francesco Di Cataldo" aprirà le sue antiche porte all'ormai tradizionale appuntamento con la Scala di Milano.

La sera del 7 dicembre, rispettando una consuetudine che si rinnova ormai dal 2013, il Comune di Milano torna a offrire la proiezione della "prima" alla Scala ai detenuti dello storico Istituto milanese. La "Tosca" di Giacomo Puccini sarà seguita alla Rotonda del carcere attraverso uno schermo che riprodurrà in diretta l'esecuzione dal Teatro della Scala. L'Istituto milanese, diretto da Giacinto Siciliano, è pronto ad accogliere rappresentanti delle Istituzioni e della società civile. L'organizzazione della serata sarà sostenuta dall'Associazione "Quartieri Tranquilli".

Saranno circa duecento le persone, tra ospiti e detenuti, che assisteranno insieme alla proiezione in diretta dell'opera pucciniana. "È una preziosa occasione di incontro e confronto tra le istituzioni, la realtà cittadina e le persone detenute, utile ai fini del processo di risocializzazione e rieducazione", scrive il direttore. L'ingresso, previsto per le ore 17, è consentito su invito. L'opera pucciniana, che avrà inizio alle 18, verrà presentata nello spazio della Rotonda da due detenuti volontari, un uomo e una donna, preparati per l'occasione dalla Presidente della Fondazione Culturale Pensare Oltre, Elisabetta Armiato, durante un incontro tenutosi all'interno del quinto reparto detentivo.

Durante il primo intervallo (18.45 - 19.15) nel corridoio del primo raggio sarà offerto un rinfresco light con i dolci preparati dalle mamme dell'Icam (Istituto a Custodia Attenuata per donne madri), e dai detenuti e detenute studenti della Libera Scuola di Cucina, mentre nel corso del secondo intervallo (20.00 - 20.40) si darà spazio agli interventi e saluti delle Autorità presenti. Al termine (21.10 circa) il buffet del dopo Scala, con il tradizionale risotto giallo, sarà allestito dalle detenute e dai giovani adulti, allievi della Libera Scuola di cucina. Saranno serviti inoltre prodotti e specialità da realtà lombarde e nazionali.

Accanto all'Opera che inaugura la stagione Scaligera, si è deciso, grazie all'apporto della Fondazione Maimeri e alla curatela di Andrea Dusio, di dare continuità alla mostra dello scorso anno dedicata alla "Musica Dipinta" di Gianni Maimeri, individuando le opere che vengono proposte quest'anno nella produzione di Giancarlo Vitali (1929-2018), grande Artista di Bellano di cui ricorre in questi giorni il novantesimo della nascita. Lungo il primo raggio, che conduce alla Rotonda, potranno essere ammirate le opere dedicate alla musica di questo artista lombardo. Alcuni dipinti verranno esposti per la prima volta, altri sono a tutti gli effetti inediti.

"Una tradizione che si rinnova, una grande occasione di incontro tra carcere e chi può aiutarlo ad essere migliore, nel nome dell'arte e della cultura dell'integrazione", dice il direttore Giacinto Siciliano, che ringrazia la grande rete che il territorio milanese sviluppa intorno al mondo del carcere. Anche quest'anno la realizzazione dell'evento è stata resa possibile grazie alla sinergia delle risorse istituzionali e del territorio.

In particolare, i dolciumi della cooperativa "Dolci in libertà" del carcere di Busto Arsizio, i panettoni dell'Associazione "Buoni dentro" dell'Istituto minorile Beccaria e della pasticceria milanese Panzera e quelli preparati dalla pasticceria "Vivi il Dolce", aderente all' Apa Confartigianato di Milano, Monza e Brianza. E poi le aziende Frescobaldi e Berlucchi con i loro vini, la Riso Gallo e la Coop Lombardia, che ha donato panettoni e clementine, così confermando un impegno che dura nel tempo e che dimostra una sensibilità particolare alla realtà del mondo carcerario.

 
Viterbo. "Lo sport entra nelle carceri", due squadre di calcio sfidano i detenuti PDF Stampa
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tusciaweb.eu, 6 dicembre 2019


Si chiude oggi pomeriggio a Viterbo, con una festa finale, il progetto "Lo sport entra nelle carceri". L'iniziativa fa parte di "Coni & regione compagni di sport" che ha come obiettivo il recupero dei detenuti tramite il coordinamento di varie attività sportive messe in atto nelle strutture penitenziarie, per promuovere la salute e il benessere, grazie ai benefici che l'attività fisica può dare. Per questo appuntamento sono state organizzate due partite di calcio e un torneo di scacchi.

Avversari dei detenuti del carcere viterbese saranno gli arbitri della sezione Aia di Viterbo e una selezione di atleti di varie discipline sportive della Tuscia. Di quest'ultimo gruppo faranno parte tre giocatori di rugby, uno di nuoto, ex giocatori della Viterbese e alcuni tecnici di calcio di Viterbo e Civita Castellana che hanno aderito all'invito del Coni di Viterbo.

È previsto anche un torneo di scacchi seguito dagli istruttori della scuola scacchistica viterbese, Massimiliano Marini e Gianfranco Massetti. In questo periodo a Mammagialla i detenuti hanno effettuato anche dei corsi in palestra seguiti da Umberto Battistin.

"È una bella occasione per consentire ai ragazzi che sono all'interno dell'istituto di vivere una bella giornata di 'normalità' grazie agli sport - ha detto il presidente del Coni Lazio Riccardo Viola. Un particolare ringraziamento a tutte e le associazioni che, hanno contributo a formare le due squadre. Chi non potrà scendere in campo potrà cimentare con uno sport della mente".

Per la direzione della casa circondariale di Viterbo saranno presenti Natalina Fanti (responsabile dell'area educativa) che ha seguito il progetto del Coni e della regione Lazio fin dall'inizio, il comandante del reparto di polizia penitenziaria Daniele Bologna e il suo vice Tullio Volpi.

 
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