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Più custodia cautelare in carcere per gli stranieri nonostante i reati meno gravi PDF Stampa
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di Damiano Aliprandi


Il Dubbio, 7 aprile 2021

 

Al 31 marzo 2021, su un totale di 53.509 detenuti 17.131 sono stranieri e molti subiscono maggiormente la custodia cautelare in carcere. Gli stranieri subiscono maggiormente la custodia cautelare in carcere, nonostante siano autori di reati meno gravi. Al 31 marzo 2021, su un totale di 53.509 detenuti 17.131 sono stranieri.

Dall'ultimo rapporto di Antigone "Oltre il virus" si evince che, al 31 gennaio 2021, il 18,1% si trovava in carcere in attesa di primo giudizio. A parità di condizione, i detenuti italiani in attesa di primo giudizio rappresentavano il 15,4% dei reclusi (italiani).

Il 16,1% degli stranieri si trova in carcere con una condanna non ancora definitiva. Gli italiani nella stessa condizione sono il 14,7%. I condannati definitivi sono il 69,1% italiani e il 65,3% stranieri. Per quanto riguarda le pene inflitte, al 31 dicembre 2020 i detenuti stranieri che sono ristretti per scontare da 1 mese a 1 anno rappresentano il 45,9% sul totale dei detenuti con la stessa pena.

Mentre il 30,3% dei detenuti che scontano tra 5 e 10 anni sono di nazionalità diversa dall'italiana, il 12,4% dei detenuti che scontano oltre 20 anni sono stranieri e solo il 6,3% degli ergastolani ha una nazionalità diversa dall'italiana. Sempre a fine anno, i reati per cui principalmente i detenuti stranieri si trovavano reclusi sono: i reati contro il patrimonio, i reati contro la persona, la violazione delle norme sugli stupefacenti.

Mentre è assolutamente bassissima la quantità di reclusioni per associazione di stampo mafioso (250 detenuti stranieri si trovavano ristretti per questa ragione a fronte di oltre 7024 detenuti italiani), e per violazione delle leggi sulle armi (769 gli stranieri e 8628 gli italiani). Questo è un dato importante che può dire molto in un'ottica di contro narrazione relativa alla pericolosità sociale della popolazione non italiana. Paradigmatico, nel considerare questa riduzione di presenza degli stranieri, è il caso dei romeni.

Al 28 febbraio 2021 erano 2.049, pari al 3,81% del totale dei detenuti presenti. Nel 2009 erano ben 2.966, pari al 4,57% del totale. Un calo enorme, sia in termini percentuali che assoluti. Al 31 dicembre 2020 il continente più rappresentato tra la popolazione detenuta straniera in Italia era l'Africa, con 9.261 ristretti, la maggior parte dei quali proveniente dal Nord Africa, e in particolare da Marocco (3.308) e Tunisia (1.775), con la Nigeria unico stato dell'Africa Subsahariana a rilevare, con i suoi 1.451 detenuti.

Alla stessa data, dall'area Ue provengono 2.691 detenuti. L'Albania, con 1.956 detenuti, è lo stato balcanico extra Ue con il più alto numero di detenuti in Italia. Vi sono però istituti con una presenza percentuale di detenuti stranieri elevatissima. È questo il caso delle due case di reclusione sarde di Arbus Is Arenas e Lodè-Mamone, rispettivamente con il 78,5% e il 78,2%. Secondo Antigone, ciò appare un vero e proprio confino. Senza parlare del fatto che dei 67 mediatori culturali previsti in pianta organica, in servizio in tutta Italia ce ne sono solo 3.

 

 

 

 

 

 

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