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Draghi punta alla svolta sulle droghe, la delega alla ministra antiproibizionista Dadone PDF Stampa
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di Carmine Di Niro


Il Riformista, 3 aprile 2021

 

Non solo sulla giustizia, il governo Draghi potrebbe segnare una svolta anche su un altro tema che da anni è lasciato nel dimenticatoio o, peggio, bloccato dall'ostruzionismo della destra italiana.

Un decreto del presidente del Consiglio dei Ministri pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri ha assegnato al ministro per le Politiche giovanili Fabiana Dadone la delega delle politiche antidroga. Alla ministra del Movimento 5 Stelle sono "delegate le funzioni del Presidente del Consiglio dei ministri in materia di politiche giovanili e servizio civile universale, politiche antidroga, nonché in materia di anniversari nazionali", spiega il Dpcm. Senza dubbio la decisione di Draghi di affidare le politiche antidroga alla Dadone rappresenta un punto di svolta evidente. Lo dimostra il passato dell'esponente grillino, che da diversi anni ormai si è schierata apertamente per la legalizzazione delle droghe leggere, tanto da arrivare a scontrarsi anche col Partito Democratico alleato di governo, sia nel Conte II che con Draghi.

Ne 2017, discutendo della legge sulla legalizzazione della cannabis, arrivavano dalla Dadone dure critiche al Pd, accumunato a Carlo Giovanardi, ex deputato di Forza Italia e Nuovo Centrodestra noto per le sue posizioni 'proibizioniste" sulle droghe leggere. La Dadone il 27 luglio 2017 scriveva, dopo lo "svuotamento" della norma sulla legalizzazione della cannabis, che il Pd "ha gettato tutto alle ortiche, tirandosi indietro e votando contro la proposta del primo firmatario Giachetti".

La scelta di Draghi di puntare sulla Dadone, già filtrata nelle scorse settimane ma ufficializzata solamente nelle scorse ore, era stata subito oggetto di critiche da parte di Giorgia Meloni. Secondo la leader di Fratelli d'Italia infatti "sarebbe molto grave venire a sapere che il compito di combattere l'emergenza droga e dipendenze, che anche a causa del Covid sta assumendo contorni preoccupanti, sia stato affidato ad un parlamentare e ministro grillino che su questo tema si è distinto unicamente per aver sottoscritto le proposte di legalizzazione della cannabis", aveva sottolineato la Meloni.

La possibilità di nuove norme sull'uso della cannabis e sulla legalizzazione delle droghe leggere dovrà ovviamente fare i conti con la maggioranza eterogenea di cui è composto il governo Draghi. Un tema così divisivo infatti potrebbe portare alla 'guerra' tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico da una parte e Lega e Forza Italia dall'altra.

 

 

 

 

 

 

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