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Turchia. 13 donne indagate per aver gridato slogan l'8 marzo PDF Stampa
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di Monica Ricci Sargentini


Corriere della Sera, 15 marzo 2021

 

"Chi non salta è Tayyip", "Corri Erdogan, corri, stanno arrivando le donne". Per aver urlato questi banalissimi slogan alla marcia femminista di Istanbul lo scorso 8 marzo, tredici donne sono state arrestate e messe sotto inchiesta con l'accusa di aver insultato il presidente della repubblica turca, un crimine che nel Paese della mezzaluna viene punito con il carcere fino a 4 anni. Tra loro c'è anche una minorenne. A dare la notizia è Human Rights Watch che invita la Turchia a rispettare la libertà di espressione.

"Aprire un'indagine criminale contro delle attiviste del movimento delle donne per aver gridato slogan non violenti dimostra il profondo disprezzo delle autorità turche per il diritto di riunione e di parola - ha detto Hillary Margolis, ricercatrice di Human Rights Watch. Invece di proteggere i diritti delle cittadine, le autorità turche prendono di mira quelle che sono scese in piazza per celebrare le donne e promuovere l'uguaglianza".

La giornalista Burcu Karakaş ha postato su Twitter un documento della polizia in cui erano elencate alcune delle domande che erano state poste alle attiviste durante l'interrogatorio. All'inizio di marzo Erdogan aveva annunciato "un piano d'azione per i diritti umani" della Turchia. "Continueremo a sostenere i cittadini contro tutti i tipi di minacce alla dignità, al credo, ai valori e alla vita delle persone" aveva detto.

 

 

 

 

 

 

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