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Pescara. Covid, positivi 30 detenuti: la protesta degli agenti PDF Stampa
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Il Centro, 13 marzo 2021


Stato di agitazione del Sinappe: vogliamo sicurezza. E si preparano al presidio fisso davanti al carcere. Trenta detenuti ospitati nelle due aree Covid del carcere San Donato. Uno è ricoverato in Terapia intensiva al Covid hospital di via Paolini. Un altro detenuto (entrambi italiani) è stato trasportato ieri mattina in ospedale dopo aver accusato un malore in cella.

La sicurezza del penitenziario è al centro dello stato di agitazione proclamato, per i prossimi giorni, dal Sinappe, Sindacato nazionale autonomo di polizia penitenziaria. L'annuncio è del vice segretario regionale, Alessandro Luciani. Che spiega: "Ci stiamo organizzando per un presidio fisso esterno al carcere, l'obiettivo è ottenere rassicurazioni sulla sicurezza nella durissima trincea del carcere. Da 8 detenuti positivi siamo passati a 30 in poche settimane e mancano all'appello 87 agenti, siamo sotto organico".

Le proteste del Sinappe, nelle settimane scorse, rilanciate dal Centro, hanno "sortito più di un effetto", secondo Luciani: "Sono arrivate tute e mascherine in quantità. Inoltre sono terminate le vaccinazioni a personale e detenuti. E oggi (ieri) sono in corso 50 tamponi da parte dei sanitari della Asl e del carcere" diretto da Lucia Di Feliciantonio.

Spiega, il poliziotto penitenziario, che ieri mattina ha indossato tuta e calzari e ha trasportato il detenuto che si è sentito male in ospedale, che "sono diventate due le aree Covid in carcere dove sono ospitati 30 reclusi positivi: 22 alla prima sezione giudiziaria e 8 alla prima penale", al piano terra della casa circondariale. "I detenuti sono liberi di circolare all'interno delle mura del carcere, soprattutto nella prima sezione giudiziaria, ciò ci preoccupa. La nostra mobilitazione sarà per la sicurezza, nei giorni scorsi abbiamo incontrato il prefetto per riferire le nostre problematiche".

Sono 287 i detenuti del San Donato, tra cui molti pescaresi, ma anche stranieri, maghrebini e sudafricani. I collaboratori di giustizia, una ventina, sono isolati in un padiglione di massima sicurezza della casa di reclusione. E sono "115 i poliziotti incaricati della sorveglianza, di cui 36 assenti per malattia, ma non sappiamo quanti hanno il virus", spiega Luciani, "dovremmo essere 166, mancano 87 agenti all'appello".

L'annosa carenza del personale viene sottolineata anche da Mario Di Febo della Cgil Funzione Pubblica e Antonio Di Marco, Cisl, che rimarcano "la necessità di avere in organico almeno 50 agenti in più". Secondo Di Febo, tra gli agenti "in forze a Pescara, alcuni vengono mandati in missione al carcere di Chieti".

 

 

 

 

 

 

 

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