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Australia. Gli scienziati scagionano la mamma-killer. "Figli morti per cause naturali" PDF Stampa
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di Marta Serafini


Corriere della Sera, 13 marzo 2021

 

L'australiana Folbigg è in cella da 18 anni per l'omicidio dei 4 figli sulla base di prove indiziarie. Gli esperti: è innocente. Fin dall'antichità il processo a Medea, accusata di aver ucciso i suoi figli, ha visto innocentisti e colpevolisti contrapporsi. Dalla Colchide all'Australia, dal mito alla realtà, ora sulle opposte barricate del tribunale, ci sono giudici e scienziati. Alla sbarra, una madre di quattro figli, nati uno dopo l'altro e tutti morti ancora prima di aver compiuto il secondo anno di vita.

La "Medea" è Kathleen Folbigg, originaria della regione della Hunter Valley del Nuovo Galles del Sud. Condannata a 30 anni nel 2003, quando aveva 35 anni, Folbigg ha già trascorso quasi 18 anni in prigione dopo essere stata giudicata colpevole dell'omicidio colposo del suo primogenito Caleb e dell'omicidio dei suoi tre altri tre figli, Patrick, Sarah e Laura. "Li ha soffocati tutti" ha decretato il tribunale. "È un mostro" è stato il verdetto dell'opinione pubblica che le ha attaccato addosso la lettera scarlatta di "peggior serial killer donna d'Australia".

La scorsa settimana il colpo di scena nel copione della tragedia: una petizione firmata da 90 eminenti scienziati e genetisti ha chiesto la grazia per Folbigg e il suo rilascio immediato. Tra i firmatari, due premi Nobel e il presidente dell'Accademia australiana delle scienze, il professor John Shine. Secondo gli scienziati, a provocare la morte dei bambini è stato un difetto congenito. Gli esperti hanno analizzato il genoma di Folbigg, riscontrando una rara mutazione del gene CALM2. Queste anomalie sono associate a patologie che provocano aritmie cardiache e che, nei bambini, possono causare un arresto cardiaco o la morte improvvisa. Analizzati i campioni, è venuto fuori che Sarah e Laura avevano la stessa mutazione del gene della madre e potrebbero essere morte a causa delle anomalie. Inoltre, gli studi e i test hanno evidenziato che Caleb e Patrick avevano due diverse varianti molto rare del gene BSN, collegato a problemi neurologici e attacchi epilettici letali. A Patrick era poi stata diagnosticata l'epilessia prima della nascita. Difficile dunque non vedere un nesso.

Kathleen - di fatto - è stata condannata sulla base di prove indiziarie. All'epoca fu il marito a denunciarla dopo aver letto il suo diario. Qui aveva trovato scritto frasi inquietanti. Ossia che Sarah era morta "con un po' di aiuto". Un'aiuto che la madre- che si è da sempre proclamata innocente - ha spiegato di aver attribuito a Dio. Poi un'altra frase. "È chiaro che io sia la figlia di mio padre", scriveva Kathleen riferendosi alla morte della madre accoltellata a morte dal compagno, quando Kathleen aveva solo 18 mesi.

Finora il tribunale del Nuovo Galles del Sud ha respinto due appelli contro la condanna di Folbigg - che nel 2005 è passata da 40 a 30 anni- senza possibilità di libertà condizionale. E se oggi il procuratore dello stato, Mark Speakman, ha dichiarato che la petizione degli scienziati verrà valutata con attenzione, è chiaro come ora il sistema giudiziario australiano rischi di finire nella bufera, a causa di quello che potrebbe essere uno dei peggiori errori giudiziari della storia. Una storia che ha sempre condannato Medea. E che ora però potrebbe cambiare.

 

 

 

 

 

 

 

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