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Bergamo. Carcere di via Gleno: limite ai colloqui e una tenda per il triage PDF Stampa
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primabergamo.it, 7 marzo 2021


Anche il sindacato della Polizia penitenziaria alza il livello di guardia per il rischio contagio da coronavirus nelle carceri. E lo fa attraverso le parole del suo segretario generale, Aldo Di Giacomo, il quale riscontra come siano molti i detenuti delle carceri del centro-nord, "che da qualche giorno, a causa dell'emergenza Coronavirus, stanno dimostrando buonsenso chiedendo, sempre più numerosi, di rinunciare ai colloqui con i familiari. L'unica forma di prevenzione - sottolinea Di Giacomo - è bloccare ogni contatto con l'esterno, insieme a una campagna di prevenzione e di comunicazione che coinvolga prima di tutto il personale in servizio".

Nel carcere di Bergamo, la protezione civile ha installato nello spazio esterno alla struttura una tenda pneumatica utile al triage, dove si potrà controllare lo stato di salute dei nuovi arrivati. Già la direzione ha avviato procedure di contenimento e autolimitazione alla libertà dei detenuti proprio per evitare che il contagio possa propagarsi all'interno della struttura.

È risaputo che nelle carceri già esiste un allarme contagi per via di un alto numero di "ospiti" affetti da malattie trasmissibili in una percentuale superiore al 10-15 per cento, rispetto alla popolazione generale. E che una buona fetta della popolazione nelle carceri ha un'età che si aggira sui 70 anni. Quindi la situazione è molto delicata. A Bergamo al momento ci sono più di 500 persone recluse con l'aggiunta di circa 230 persone di servizio.

 

 

 

 

 

 

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