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L'uccisione dell'ambasciatore Attanasio, la sicurezza dei cooperanti e le richieste delle Ong PDF Stampa
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di Mario Mancini (Mlal) e Nicola Morganti (Acra)


Corriere della Sera, 7 marzo 2021

 

Le ong dopo l'uccisione dell'ambasciatore italiano, La questione della sicurezza, l'incolumità fisica e la salvaguardia dei progetti e delle comunità. Necessari un lavoro di analisi, preparazione, pianificazione e monitoraggio. Di fronte a tragici fatti come la morte dell'ambasciatore Luca Attanasio in Nord Kivu, torna l'attenzione sul tema della sicurezza di operatori umanitari, cooperanti e volontari all'estero. Spesso il dibattito si focalizza sull'evento decontestualizzato, generando semplificazioni e strumentalizzazioni.

Le ong sono impegnate nelle aree di conflitto armato, più o meno dichiarato, dove ogni tipo di violenza, rischi e morte sono fattori costanti: rapimenti, potenziale coinvolgimento in azioni di protesta e blocchi, incidenti in strade dissestate e malattie. La "sicurezza" nelle ong non è solo questione d' incolumità fisica dei cooperanti, riguarda la salvaguardia dei progetti e delle comunità nei Paesi. È una preoccupazione costante, un lavoro di analisi, preparazione, pianificazione e monitoraggio, contestuale alla gestione dei programmi. Essenziale è la collaborazione tra soggetti della cooperazione non governativa per definire strategie condivise, costruire competenze e definire meccanismi di risposta più efficaci.

L'Aoi da tempo sta realizzando un lavoro di rete, accelerato ulteriormente con la pandemia iniziata lo scorso anno. Infatti, nel marzo 2020 Aoi ha rapidamente messo in piedi una task force per offrire supporto al rientro di volontari, cooperanti e loro familiari presenti in decine di Paesi che dovevano rientrare in Italia. Questo, segnalando alla Farnesina i casi che necessitavano un intervento delle rappresentanze diplomatiche. Il lavoro sta continuando su vari livelli, dalla formazione degli operatori al supporto agli associati sul tema Safety & Security. Pur nella consapevolezza di non poter risolvere qualsiasi situazione, abbiamo la certezza che servono un percorso di "sistema" tra organizzazioni, una preparazione adeguata e uno scambio attivo di informazioni per affrontare con autorevolezza la gestione dei rischi e realizzare.

 

 

 

 

 

 

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